F1 | Red Bull: riaperte delle feritoie nonostante il fresco cinese
La squadra di Milton Keynes dopo il primo turno di prova libere del GP della Cina ha deciso di aprire le branchie per lo sfogo dell'aria calda dai radiatori dei servizi della power unit Honda, sebbene le temperature di Shanghai sia piuttosto fresche. Sulla RB20 hanno privilegiato l'affidabilità all'efficienza aerodinanamica.
F.1 analisi tecnica di Giorgio Piola
Giorgio Piola è l’esperto di tecnica di Formula 1 che segue i Gran Premi dal 1964. Il giornalista italiano è considerato il più autorevole divulgatore dei segreti delle monoposto: i suoi disegni e le animazioni permettono di scoprire le novità introdotte dai team ai Gp.
La RB20 ha dimostrato una superiorità tecnica netta: nel momento in cui l’olandese è andato in testa e si è trovato in aria libera è riuscito a creare un gap sugli inseguitori con un passo di oltre un secondo al giro, tanto da seminare Lewis Hamilton con la Mercedes e distanziarlo di oltre 13 secondi alla bandiera a scacchi dei 19 giri.
C’è un aspetto che, però, merita di essere analizzato: nonostante le basse temperature di Shanghai (20 gradi di aria e 27 di asfalto questa mattina), la squadra di Milton Keynes ha riaperto gli sfoghi dell’aria calda ai lati del bazooka che erano stati chiusi a Suzuka e che erano tappati anche durante l’unico turno di prove libere di ieri in Cina.
Sergio Perez, Red Bull RB20, nelle prove libere con il bazooka senza sfoghi d'aria calda
Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images
La Red Bull, inoltre, ha aperto anche le feritoie difficilmente visibili che sfogano il calore nella parte concava del bazooka, segno che, a dispetto di quanto vanno dicendo i tecnici di Milton Keynes, rimane l’esigenza di tenere sotto controllo certe temperature della power unit Honda RBPT H002.
È vero che l’unità della Casa giapponese necessita di minor raffreddamento rispetto ad altri motori, ma sembra evidente che, soprattutto, nei radiatori dei servizi della power unit ci sia l’esigenza di garantire una buona estrazione del calore, nonostante le temperature dell’ambiente siano decisamente fresche rispetto agli standard della F1.
Fra poco in qualifica andremo a verificare se, dopo le informazioni raccolte nella Sprint Race, ci potrà essere un atteggiamento più aggressivo per il resto del weekend di gara, oppure se lo staff diretto da Pierre Waché manterrà un approccio conservativo, badando all’affidabilità dei sistemi, avendo constatato una prevedibile superiorità della RB20. La riapertura del parco chiuso, infatti, quest'anno consente ai tecnici di mettere mano alle monoposto.
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