F1 | Red Bull RB21: un passo indietro nel sistema di raffreddamento
La squadra di Milton Keynes ha ripudiato il sistema multi-stadio di raffreddamento della RB20 che tanti problemi ha creato l'anno scorso. Ora la vettura di Waché adotta una soluzione meno estrema che permette però di trovare una migliore distribuzione dei pesi che la rende meno critica da guidare durante i run di gara.
Dettaglio delle pance della Red Bul RB21
Foto di: Giorgio Piola
Una perdita d’acqua ha bloccato la Red Bull nella mattinata del secondo giorno di test in Bahrain. Il problema di affidabilità è stato facilmente individuato dallo staff tecnico e riparato, tanto che Liam Lawson ha potuto riprendere il programma di lavoro nel pomeriggio.
La RB21 finora non ha impressionato per le prestazioni, ma il team di Milton Keynes sta lavorando per comprendere se la monoposto ha corretto gli errori dello scorso anno, offrendo ai piloti una macchina meno critica da guidare e con una finestra di utilizzo meno stretta rispetto alla RB20.
Pierre Waché, direttore tecnico Red Bull, ha rinunciato a un briciolo di performance per cercare il bilanciamento: la RB21 è stata completamente rivista nell’impianto di raffreddamento della power unit Honda. C’è il forte sospetto che l’anno scorso i fornitori giapponesi abbiano parzializzato le prestazioni del motore per evitare che sorgessero problemi di affidabilità.
È parso chiaro a tutti che l’idea di avere una presa d’aria di raffreddamento per ogni radiatore poteva essere una soluzione geniale perché avrebbe reso la RB20 una macchina modulare, in grado di essere modificata in funzione delle caratteristiche dei diversi tracciati. Il sistema multi stadio, con quattro livelli di raffreddamento separati, non ha dato grandi risultati e la Red Bull è tornata a una soluzione più tradizionale che ha permesso anche un centraggio delle masse più favorevole a trovare un buon equilibrio.
Liam Lawson, Red Bull Racing RB21
Foto di: Red Bull Content Pool
Il riscontro dei dati raccolti è stato positivo, per cui il nuovo lay out sotto alla carrozzeria dovrà essere messo alla frusta da Max Verstappen domani nell’ultima delle tre giornate di test prima del GP d’Australia che aprirà a Melbourne la stagione 2025.
L’immagine di Giorgio Piola rivela che la RB21 ha una sistemazione dell’impianto di raffreddamento completamente diversa da quella troppo estrema dello scorso anno. Nella parte anteriore delle pance resta il radiatore dell’acqua, mentre lo scambiatore di calore del turbo, che era stato messo inclinato sotto all’altro elemento, è stato spostato più in coda, mentre i radiatori dei servizi che erano nel bazooka sarebbero tornati sopra al 6 cilindri turbo Honda, facendo un passo indietro ai concetti che avevano reso quasi invincibile la RB19.
La McLaren sembra un passo davanti a tutti, ma i volti degli ingegneri di Milton Keynes non sono tirati, quasi che abbiano la consapevolezza di disporre di una macchina che risponde alle loro aspettative. Di solito nel team di Max tirano fuori la configurazione per il primo GP proprio nel giorno di chiusura dei collaudi: dobbiamo aspettarci una sorpresa finale?
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