F.1 analisi tecnica di Giorgio Piola
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F.1 analisi tecnica di Giorgio Piola

Red Bull RB16B: alla ricerca dell'effetto Coanda

La squadra di Milton Keynes non ha niente di rivoluzionario sulla monoposto 2021 di Adrian Newey, ma ripropone delle pance che ricercano alcuni effetti sviluppati nel 2013 con gli scarichi soffianti e in generale ha estremizzato dei concetti già visti l'anno scorso. La power unit Honda promette un salto di qualità nell'efficienza elettrica.

Red Bull RB16B: alla ricerca dell'effetto Coanda

La Red Bull Racing bada alla sostanza. Il team di Milton Keynes non ha cercato particolari effetti scenici nel lancio della RB16B, preferendo che a parlare possano essere i risultati in pista. L’ambizione è quella di sfidare la Mercedes nella lotta per il mondiale prima che la Honda decida di abbandonare il campo della Formula 1 alla fine di questa stagione.

Il fatto che la monoposto di Adrian Newey non sia stata rinominata come hanno scelto di fare altre squadre, identifica che il progetto è solo un’evoluzione della macchina che ha vinto l’ultimo GP 2020 con Max Verstappen con l’adeguamento dell’aerodinamica alle regole 2021 che impongono un taglio della downforce valutato intorno al 10%.

Red bull Racing RB16B

Red bull Racing RB16B

Photo by: Red Bull Racing

Domani filming day a Silverstone

La RB16B, che domani sarà in pista per il primo filming day a Silverstone, non presenta grandi novità, ma è un’esasperazione di tutti i concetti già visti l’anno scorso. Lo staff diretto da Pierre Wache, una volta risolti i problemi di correlazione fra la pista e la galleria del vento che hanno afflitto la vettura all’inizio del 2020, si è dedicato a un grosso lavoro di sviluppo che si è protratto fino alla fine del campionato scorso, mentre in casa Mercedes avevano già da tempo chiuso i battenti.

Red Bull Racing RB16B dettaglio del muso

Red Bull Racing RB16B dettaglio del muso

Photo by: Red Bull Racing

Il fatto che la Red Bull insista su concetti noti, evidenzia che il potenziale della RB16B non è ancora stato scandagliato e le possibilità di sviluppo sono notevoli, per cui non può essere considerata una monoposto “matura”, ma con ampi margini di crescita.     

Red Bull Racing RB16B dettaglio del muso stretto

Red Bull Racing RB16B dettaglio del muso stretto

Photo by: Red Bull Racing

Si riprova il muso stretto

La B ripropone il muso della RB16 un po' più stretto. Ce lo ritroviamo con micro modifiche che riguardano la parte non strutturale del naso, mentre è evidente l’arretramento del cape di una decina di centimetri: il mantello in coda conserva sia un generatore di vortice di nuovo disegno, che un soffiaggio per parte che hanno il compito di infilare il flusso sotto al fondo o laminare i filetti verso i turning vanes.

L’ala anteriore ha mantenuto i principi noti: a Milton Keynes non si sono votati a cercare l’effetto out wash dei flap a caduta verso l’esterno, perché lo stesso effetto lo cercano con il passaggio d’aria che pesca il flusso sotto al marciapiede della paratia laterale per soffiare da una piccola apertura nel bordo d’uscita della bandella.

Red Bull Racing RB16B dettagli della sospensione anteriore con il multilink in basso

Red Bull Racing RB16B dettagli della sospensione anteriore con il multilink in basso

Photo by: Red Bull Racing

Sospensione anteriore multilink in basso

La sospensione anteriore è a schema push rod: ci sono il triangolo superiore e i due bracci multilink che si ancorano in modo asimmetrico al porta mozzo. La presa d’aria dei freni, semplificata per regolamento, privilegia il soffiaggio aerodinamico piuttosto che il raffreddamento di dischi e pinze.

La RB16B ha mantenuto l’S-duct con lo sfogo superiore coperto da un flap. Ai lati della scocca si osservano i due convogliatori svergolati.

Red Bull Racing RB16B dettagli delle nuove barge board

Red Bull Racing RB16B dettagli delle nuove barge board

Photo by: Red Bull Racing

Nuovo barge board con l'"occhio"

Nuovo il disegno dei barge board: non ci sono due boomerang uno sull’altro, ma un elemento unico che a metà lunghezza si sdoppia creando una sorta di occhio che si richiude in prossimità del primo supporto verticale del deviatore di flusso davanti alle pance. Il candelabro non poggia sul fondo, ma è sostenuto dalla saracinesca di cinque flap orizzontali, secondo un concetto condiviso da quasi tutti.

La bocca dei radiatori è alta, sopra al cono anti intrusione superiore: l’apertura, molto piccola, è contenuta fra i due profili che compongono l’elaborata ala centrale. Il supporto dello specchietto è sagomato in modo tale da essere un separatore di flusso.

Red Bull Racing RB16B dettaglio del fondo

Red Bull Racing RB16B dettaglio del fondo

Photo by: Red Bull Racing

Fondo tagliato con 5 generatori di vortice

La Red Bull ha presentato la RB16B con un fondo che sembra già buono per i primi test: si osservano due lunghi soffiaggi longitudinali nel bordo d’uscita e dietro al secondo si trovano ben cinque generatori di vortice (nel 2020 era solo quattro). Anche davanti alla ruota posteriore c’è un deviatore di flusso (freccia nera) che lavora in sinergia con la tradizionale bandella orizzontale, per ovviare al fondo tagliato in diagonale e all’assenza degli slot vietati dalla FIA.

Red Bull Racing RB16B dettagli della zona Coca Cola estrema

Red Bull Racing RB16B dettagli della zona Coca Cola estrema

Photo by: Red Bull Racing

Pancia con l'effetto Coanda

La pancia è molto a scivolo dietro ai radiatori e sembra voler sfruttare l’effetto Coanda per far riattaccare i flussi verso il fondo davanti alla ruota posteriore. Non dimentichiamoci che Newey era stato il principale interprete degli scarichi soffiati che sfruttavano proprio questo principio aerodinamico e a Milton Keynes hanno ripreso un concetto che conoscono molto bene, nella speranza di compensare, almeno in parte la perdita di carico.

Red Bull Racing RB16B dettaglio dell'abitacolo e dell'airbox

Red Bull Racing RB16B dettaglio dell'abitacolo e dell'airbox

Photo by: Red Bull Racing

Stesso airbox, piccola deriva

Se la parte inferiore della zona Coca Cola mostra un marciapiede enorme (basti guardare come la leva del pull rod sia distante dalla carrozzeria), la parte superiore della fiancata è un po’ più panciuta per rispettare le esigenze di raffreddamento della power unit Honda RA 621H. E lo sfogo di aria calda in coda ha un disegno a onda: più scavato vicino al cofano e più sporgente verso l’esterno.

Newey ha mantenuto il grosso radiatore sul 6 cilindri e anche il cofano motore sembra leggermente più gonfio per soddisfare i canoni di affidabilità del propulsore giapponese. Sulla power unit c’è molta aspettativa: oltre agli interventi in camera di combustione per aumentare la pressione, i tecnici Honda hanno assimilato alcune strategie di ricarica dell’ERS che si sarebbe portato dietro qualche transfuga di Mercedes.

Red Bull Racing RB16B dettaglio del retrotreno con il mono pilone

Red Bull Racing RB16B dettaglio del retrotreno con il mono pilone

Photo by: Red Bull Racing

Mono pilone che carena lo scarico

L’airbox a due stadi è rimasto lo stesso del 2020 con i due flap orizzontali sotto allo snorkel, così come l’engine cover mostra una deriva verticale simile a quella dell’anno scorso. Ciò che è cambiato è sicuramente il mono-pilone che sostiene l’ala posteriore: il supporto unico ha una vistosa carenatura in carbonio che copre una parte maggiore del terminale centrale, mentre i due scarichi della wastegate sono rimasti in basso, sotto il braccio superiore della sospensione.

L’ala posteriore mostrata è quella a cucchiaio, mentre le paratie laterali evidenziano quei soffiaggi a esse rovesciata tipici della Haas.

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