Red Bull: qual è l'intrigo che non porta al rinnovo di Perez?

Il messicano è l'unico che con la squadra di Milton Keynes ha vinto un GP al fianco di Max Verstappen. Sergio è terzo nel mondiale piloti e ha contribuito ai 44 punti che la Red Bull vanta di vantaggio sulla Mercedes. Tutti validi argomenti che dovrebbero portare ad un automatico rinnovo del contratto che, invece, non arriva. Sullo sfondo si staglia la figura di un "fantasma", quel Leclerc che cerca solo maggiori garanzie all'interno della Ferrari.

Red Bull: qual è l'intrigo che non porta al rinnovo di Perez?

Perché la Red Bull non rinnova l’accordo con Sergio Perez? Il messicano è l’unico compagno di squadra di Max Verstappen che è riuscito a vincere un Gran Premio nelle sei stagioni che sono caratterizzate dalla forte presenza del pilota olandese, pupillo di Helmut Marko e Christian Horner.

Checo è terzo nel mondiale piloti con 104 punti e se i due contendenti al titolo (Max Verstappen e Lewis Hamilton) sono fuori portata, la partita con tutti gli altri sembra apertissima, con Lando Norris (McLaren) e Valtteri Bottas (Mercedes) tutt’altro che disposti a cedergli campo aperto.

Perez sta entrando in una… scatola chiusa: la squadra, infatti, è costruita a immagine e somiglianza dell’olandese. In Red Bull, in attesa di nuovi giovani talenti che stanno allevando, alla fine dello scorso anno hanno deciso di sospendere la politica dei rookie (lasciandola all’AlphaTauri con l’acerbo Yuki Tsunoda) per ambire al titolo Costruttori con una pilota che fosse in grado da subito di concretizzare una superiorità tecnica che doveva derivare dalla RB16B, l’ultima monoposto di Adrian Newey.

Forte del quarto posto conquistato l’anno scorso con la Racing Point (ha vinto il suo primo GP a Sakhir), nel momento in cui nel team di Silverstone ha capito che gli davano il benservito per fare posto a Sebastian Vettel, Perez ha puntato alto, trovando uno spiraglio a Milton Keynes dove stavano occhieggiando a Nico Hulkenberg, l’eterno trombato da tutto e da tutti.

Non eccelle nel giro secco da qualifica, ma Sergio è un “mastino” da gara con una caratteristica fondamentale: sa essere gentile con le gomme e i suoi stint sono sempre fra i più lunghi, per cui spesso riesce a risparmiare un pit stop per costruire rimonte importanti., che valgono punti pesanti per il Costruttori.

Nell’era ibrida mai la Mercedes ha mollato il colpo nella classifica delle squadre, ma il solco di 44 punti che la Red Bull è riuscita a tracciare con la Stella è anche merito del messicano che alterna prestazioni strepitose e gare meno irreprensibili, come nell’ultimo GP di Austria, dove si è incaricato di fare più a macchinate che a cercare il risultato migliore.

A Spielberg per due volte ha messo nella sabbia Charles Leclerc con la Ferrari, per replicare al monegasco che lo aveva sfidato all’esterno e per due volte è stato punito con una penalità di cinque secondi dal collegio dei commissari sportivi.

Ma come mai tanta veemenza nei confronti del monegasco? Nel paddock c’è chi giura che Charles sia un po’ in fibrillazione con la Ferrari. Talento indiscusso e indiscutibile, sta soffrendo il non potere sfidare ad armi pari Max Verstappen e Lewis Hamiltom, dovendo accontentarsi di una Rossa mediocre per il secondo anno di fila.

John Elkann e Mattia Binotto hanno indicato nel 2022 l’anno della svolta del Cavallino: con il cambiamento delle regole e l’adozione delle monoposto a effetto suolo, la Ferrari ha la grande occasione per tornare grande. Ma sarà davvero così? Le prime dichiarazioni di Charles dopo aver provato la macchina del prossimo anno al simulatore (vecchio) sono sembrate molto abbottonate, dalle quali non sprizzava l’entusiasmo per qualcosa di nuovo, quanto il realismo di chi deve affrontare un grande cambiamento con tante incognite.

E questo potrebbe aver fatto venire la voglia di guardarsi intorno, sebbene ci sia un contratto con la Ferrari valido fino alla fine del 2024, tanto più che Carlos Sainz, acquisto voluto da Binotto, sta conquistando la stima della squadra per la capacità di arrivare vicino a Leclerc con metodo, lavoro e determinazione.

Charles l’anno scorso aveva spodestato con i risultati Sebastian Vettel da prima guida Ferrari, mentre quest’anno il monegasco non sente questa investitura, per un trattamento assolutamente paritario con Sainz. E allora le sirene del mercato lasciano intendere che ci possa essere stato qualche contatto con la Red Bull per scoprire se ci fosse la volontà da parte di Helmut Marko di costruire un vero “dream team”.

Se sulla carta l’idea sarebbe stuzzicante, è difficile credere che lo staff che ha investito su Vestappen come gallina dalle uova d’oro voglia rompere un sistema che funziona. Abbiamo la sensazione che questi siano solo giochi di posizionamento, magari possibili per delle clausole di uscita da Maranello legate alle prestazioni, visto che si parla sempre meno del terzo posto nel Costruttori come priorità del Cavallino.

Certo una coppia Verstappen-Leclerc avrebbe l’effetto di una bomba per rispondere magari a quella Mercedes che proporrà Hamilton-Russell. Ma siamo sicuri che un mercato che sembra sonnecchioso possa essere letteralmente rivoluzionato da un colpo sensazionale? Abbiamo dei forti dubbi: alla fine Charles farà bene a scoprire quanto vale la Ferrari a effetto suolo, mentre Perez potrà meritarsi un rinnovo, senza temere di essere messo alla porta di nuovo, alla conclusione della sua migliore stagione di F1.

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