F1 | Red Bull: punti di domanda sulle posizioni di Marko e Lambiase
Il consulente austriaco ha un contratto anche per il 2026, ma la sua posizione sarà discussa in inverno. Lambiase rimarrà in Red Bull, ma potrebbe avere un ruolo
Gianpiero Lambiase,Helmut Marko, Red Bull Racing
Foto di: Erik Junius
Red Bull Racing è nel pieno di una serie di cambiamenti piuttosto radicali iniziati con l'addio di Adrian Newey e proseguiti con il cambio al vertice tra Christian Horner e Laurent Mekies. Ma questo flusso magmatico di novità potrebbe non essere finito qui.
Appena terminato il Mondiale 2025 di Formula 1 vengono messi al centro dell'attenzione due figure, due ruoli a dir poco apicali nel team di Milton Keynes, che nel corso degli ultimi anni hanno portato a successi in serie nell'era Verstappen e che solo una grande McLaren ha saputo mettere freno quest'anno per appena 2 punti.
Stiamo parlando di Helmut Marko e Gianpiero Lambiase. Il consulente di Red Bull Racing, che gestisce l'academy dei giovani piloti e cura anche un certo tipo di comunicazione per il team, ha un contratto biennale in essere, dunque, almeno sulla carta, dovrebbe mantenere il suo ruolo anche nel 2026. Eppure è stato proprio l'ex pilota austriaco ad aprire a soluzioni differenti proprio pochi minuti dopo la fine del Gran Premio di Abu Dhabi.
Pierre Wache, Chief Engineer of Performance Engineering at Red Bull Racing,Laurent Mekies, Red Bull Racing Team Team Principal,Helmut Marko
Foto di: Erik Junius
“Non c'è alcun dubbio (ho un contratto anche per il 2026), ma ne discuterò e poi vedrò cosa fare”, ha dichiarato Marko al circuito Yas Marina. “Si tratta di una serie complessa di fattori diversi”. Alla domanda su quale sarebbe la sua preferenza, l'ottantaduenne Marko ha risposto: “Devo dormirci sopra e poi vedremo”.
Della situazione che coinvolge Marko ha parlato anche Laurent Mekies. Il team principal della Red Bull ha parlato dell'importanza del manager austriaco nella rimonta compiuta e quasi portata a termine nel 2025, ma ha anche detto che la F1 è fluida, cambia rapidamente e anche a Milton Keynes tutte le cose vengono valutate per cercare di migliorare e avanzare verso il futuro.
"Helmut è stato incredibile nel sostenerci e nell'aiutarci a cambiare le cose quest'anno. Ovviamente lui e il top management hanno dovuto prendere alcune decisioni difficili durante l'anno, come del resto abbiamo sempre fatto. La Formula Uno non è un ambiente statico, bisogna sempre adeguare le proprie organizzazioni, sia dal punto di vista tecnico che sportivo, ed è del tutto normale che valutiamo continuamente come migliorare il nostro modo di operare".
"Quindi non mi riferisco specificatamente a Helmut, ma in generale al fatto che ci troviamo in un ambiente in cui ci sfidiamo continuamente e cerchiamo di fare passi avanti, per quanto piccoli, nel tentativo di lavorare insieme. Ma non posso che ringraziare Helmut per il ruolo che ha svolto nel rendere possibile, con il suo sostegno, ciò che a metà stagione sembrava una situazione difficile".
Gianpiero Lambiase, Head of Racing Red Bull Racing
Foto di: Sam Bloxham / LAT Images via Getty Images
Un altro capitolo che Red Bull starebbe affrontando riguarda Gianpiero Lambiase. L'ingegnere di pista che ha supportato (e a tratti anche sopportato) Max Verstappen potrebbe sì rimanere in Red Bull Racing, ma con un'altra mansione. La questione verrà discussa internamente nel corso dell'inverno, tenendo conto delle necessità personali dell'ingegnere con chiare origini italiane.
Lambiase potrebbe lasciare il posto accanto a Verstappen per assumere un ruolo superiore, ma seguendo sempre il team in pista. A proposito di Max, il 4 volte iridato ha commentato così le emozioni provate da Lambiase una volta terminata la gara. L'ingegnere è stato visto coprirsi il volto con le mani, appoggiato al muretto Red Bull per diversi minuti.
"E' stato un anno emozionante. Lasciamo stare i risultati di quest'anno e non voglio entrare troppo nei dettagli, ma è stata dura. Sono molto felice di poter lavorare con una persona così appassionata. Certo, è il mio ingegnere di pista, ma lo considero un amico. Abbiamo vissuto insieme tante emozioni e tanti successi".
"Sono sicuro che dopo la bandiera a scacchi fosse un po' emozionato. Quindi non vedo l'ora di lasciare le interviste e di stare un po' con lui, perché a volte non è stato facile per lui. Sono solo molto orgoglioso di poter lavorare con una persona così brava. Un vero esempio di qualcuno che non ha mai mollato in questa stagione, anche nei momenti difficili".
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