F1 | Red Bull Powertrains, la sfida di Hodgkinson: nascere costruttore da zero
Dall’addio a Mercedes alla creazione di una power unit indipendente: Ben Hodgkinson racconta il progetto più ambizioso della Red Bull, tra nuove regole, carburanti sostenibili e una startup cresciuta in tempi record.
Max Verstappen, Laurent Mekies, Ben Hodgkinson, Red Bull Powertrains-Ford tour
Foto di: Red Bull Racing
Ben Hodgkinson è il simbolo della sfida più ambiziosa mai affrontata da Red Bull nel motorsport. Nel 2022, dopo vent’anni trascorsi nel reparto motori Mercedes, l’ingegnere britannico ha lasciato Brixworth per trasferirsi a Milton Keynes. Ad attenderlo c’erano un foglio bianco e le risorse necessarie per dare vita a una power unit completamente indipendente, progetto che solo in seguito avrebbe beneficiato della partnership con Ford.
"Ho iniziato circa tre anni e mezzo fa – ha raccontato Hodgkinson – ed è stato un percorso lungo e intenso. In questo periodo abbiamo costruito tre stabilimenti, assunto circa 700 persone e sviluppato un motore sulla base dei nuovi regolamenti. Ci sono state molte notti in bianco e un enorme impegno da parte di tutti".
La prima power unit firmata Red Bull Powertrains sarà inevitabilmente sotto i riflettori. Non potrebbe essere altrimenti: la squadra di Milton Keynes si appresta ad aprire un nuovo capitolo della propria storia, quello da costruttore a tutti gli effetti. Il conto alla rovescia è ormai agli sgoccioli: tra meno di due settimane quattro monoposto equipaggiate con il nuovo propulsore scenderanno in pista sul circuito di Barcellona. L’esordio rappresenta il primo, grande traguardo per il nuovo reparto tecnico di Milton Keynes; saranno poi i riscontri del tracciato a fornire le prime indicazioni sul reale valore del motore rispetto alla concorrenza.
"Progetto motori da corsa da 27 anni – ha spiegato Hodgkinson – e nella precedente generazione regolamentare, iniziata nel 2014, lo sviluppo è proseguito fino alla scorsa stagione, con miglioramenti di circa mezzo secondo ogni anno. Sappiamo quindi che il lavoro da fare è enorme e che siamo ancora lontani dall’ottimale». Tra le principali sfide figurano i carburanti sostenibili: «Sono più complessi, perché composti da elementi con diversi punti di evaporazione".
I combustibili fossili, ha ricordato l’ingegnere, evaporavano a temperature più basse e all’interno di una finestra molto ristretta. "Con i carburanti sostenibili alcuni componenti evaporano più tardi di altri, e questo rende la combustione più complessa. Ci troviamo a lavorare con camere di combustione più calde, una condizione che apre scenari tecnici stimolanti ma tutt’altro che semplici".
Laurent Mekies, Red Bull Racing Team Principal, Jim Farley, Ford CEO
Foto di: Red Bull Content Pool
Hodgkinson paragona la situazione attuale a quella di un atleta che corre i 400 metri da solo, in uno stadio vuoto: i tempi ci sono, ma manca il confronto diretto con gli avversari. Senza entrare nei dettagli dei test al banco, l’ingegnere individua due certezze: la solidità del gruppo di lavoro e la qualità delle infrastrutture.
"Ho lavorato in Formula 1 fin dai tempi dei V10 e credo di sapere come si valuta una buona organizzazione. Qui ho avuto l’opportunità unica di plasmare un reparto power unit ideale, e posso dire che il supporto dei vertici Red Bull è stato totale, soprattutto sul fronte delle strutture. Il team che abbiamo costruito è straordinario: quando nasce una startup si respira un’energia particolare, ci si sente pionieri. La dedizione che vedo ogni giorno è incredibile. Abbiamo tutti gli ingredienti per fare bene, poi se diventerà un piatto stellato lo scopriremo presto".
Una sfida che va ben oltre la progettazione di un motore. «Quando mi è stata proposta questa opportunità – ha concluso – mi ha affascinato l’idea di partire da zero, non solo con la power unit ma con l’intera azienda. All’inizio eravamo cinque persone in un piccolo ufficio, mentre le sedi dovevano ancora essere costruite. Poi, settimana dopo settimana, il gruppo è cresciuto e i ruoli si sono evoluti. È stato un organismo in continua trasformazione. Abbiamo avuto la possibilità di costruire tutto su misura in base alle normative, è stata un'opportunità davvero interessante e speriamo di trasformarla in un vantaggio».
Raggiunta la piena operatività, la difficoltà è diventata valorizzare il patrimonio di conoscenze dei nuovi assunti, provenienti da esperienze molto diverse. "Questa diversità cognitiva è un enorme valore aggiunto e ha accelerato il cambiamento. È un progetto audace, che ha attirato persone audaci, perfettamente in sintonia con la cultura Red Bull".
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