F1 | Red Bull: perché continuare a sviluppare la RB21 aiuterà la RB22, pur togliendole risorse
Il team principal di Red Bull spiega la scelta di continuare a sviluppare la RB21 fino al termine della stagione. Non è solo per permettere a Max di lottare per il titolo, ma anche per avere tutti i sistemi di sviluppo pronti e verificati in vista della prossima stagione.
Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Zak Mauger / LAT Images via Getty Images
Red Bull proprio non vuole mollare. A 6 gare dalla fine, Max Verstappen si trova a 63 punti di distacco dalla vetta della classifica Mondiale Piloti, ma in pieno recupero nei confronti di Oscar Piastri e Lando Norris.
Anche a Marina Bay, pista che sulla carta avrebbe dovuto favorire le MCL39, Max è riuscito a recuperare qualche punto sui due piloti della McLaren, tenendo vive le - comunque flebili - speranze di cogliere il quinto titolo mondiale consecutivo dopo i 4 già messi in bacheca nelle ultime 4 stagioni di F1.
Se Max si trova ancora in gioco per il titolo non lo deve solo alle sue straordinarie capacità, né al suo talento fuori discussione. Lo deve anche al grande lavoro fatto a Milton Keynes da un team, la Red Bull, che nonostante sia impegnato nella realizzazione della monoposto 2026, sta continuando a sviluppare la RB21.
"Mettiamola così: penso che tutti abbiano lavorato molto duramente a Milton Keynes, dalla prima gara ad oggi, senza mai smettere di cercare di sfruttare il potenziale di quella vettura", ha dichiarato Laurent Mekies, team principal della Red Bull.
"È giusto dire che i progressi delle ultime settimane sono stati davvero notevoli, e il merito va ancora una volta a tutti quelli che a casa non hanno mai mollato, a Max che con la sua sensibilità ci ha spinto a esplorare strade diverse, e finalmente abbiamo trovato una strada che ha sbloccato un po' di prestazioni".
Laurent Mekies, Red Bull Racing Team Principal
Foto di: Sam Bloxham / LAT Images via Getty Images
"Non esiste una soluzione miracolosa, quindi ci sono stati molti aggiornamenti, diversi modi di gestire la vettura e, nel complesso, sembra che abbiamo un pacchetto competitivo sulla maggior parte dei circuiti, ma è molto difficile tornare indietro e dire, con gli aggiornamenti di inizio anno, dove saremmo ora? Non guardiamo indietro, guardiamo avanti.
Con Max Verstappen che diverrà nelle prossime stagioni il pezzo più pregiato del mercato piloti, Red Bull sta facendo di tutto per cercare di dargli una monoposto che possa lottare per vincere. Lo sta facendo anche nelle ultime gare del 2025, almeno in apparenza a discapito della monoposto 2026, che, come sappiamo, sarà ben differente dall'attuale RB21 per il cambio di regolamento tecnico in vigore.
Questa decisione, almeno in apparenza, potrebbe sembrare un vero e proprio boomerang, perché significa impiegare risorse su una stagione, quella 2025, ormai al tramonto e con l'unico obiettivo raggiungibile che è comunque ben distante dall'essere conseguito. Mekies, però, ha spiegato per quale motivo il suo team abbia adottato questa strategia. Non è solo questione di dare sempre a Max la miglior vettura possibile, ma anche avere tutte le strumentazioni al massimo del loro potenziale per poi sfruttarle appieno con la macchina del prossimo anno.
"Penso che dal punto di vista di Oracle Red Bull Racing, anche senza guardare agli altri, fosse ed è molto importante capire se il progetto ha più prestazioni, è importante andare a fondo della questione, perché giudicheremo, elaboreremo il progetto del prossimo anno, anche se le regole saranno completamente diverse, con gli stessi strumenti, con la stessa metodologia".
"E' molto importante che con la vettura di quest'anno verifichiamo che il nostro modo di analizzare i dati sia corretto, che il nostro modo di sviluppare la vettura sia corretto, che produca quel livello di prestazioni che ci darà fiducia in inverno per la vettura del prossimo anno, quindi ovviamente questo ha un costo, indubbiamente, sul progetto 2026, ma riteniamo che sia il giusto compromesso per noi senza giudicare ciò che stanno facendo gli altri".
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