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Analisi
Formula 1 GP dell'Emilia Romagna

F1 | Red Bull: meno sottosterzo chiudendo la convergenza anteriore

Max Verstappen ha ottenuto la pole e la vittoria a Imola, ma ha dovuto faticare molto più del solito. L'olandese ci ha dovuto mettere molto del suo per coprire le mancanze della RB20. Il pacchetto di aggiornamento non ha funzionato come di solito e l'olandese ha cercato il miglior assetto possibile dopo un venerdì complicato.

Dettaglio tecnico della Red Bull Racing RB20

Max Verstappen ha messo a disposizione della Red Bull il suo talento per vincere il GP del Made in Italy e dell’Emilia Romagna. Chi andava dicendo che l’olandese vinceva i mondiali grazie a una macchina imbattibile, a Imola si è fatto una chiara idea di quale può essere il contributo di Max nel risultato finale, tanto nella conquista della pole position che nella vittoria finale davanti alla McLaren di Lando Norris.

La squadra di Milton Keynes è arrivata in Italia per la prima volta senza il supporto di Adrian Newey, prezioso non solo nel battezzare le novità tecniche, ma anche nel definire gli assetti e la messa a punto più adatta ad ogni circuito. L’inglese ha chiuso il lungo capitolo di successi con la Red Bull e si concede un periodo di riposo prima di rientrare nell’agone della F1, si parla tanto della Ferrari, ma non c’è solo il Cavallino in lizza per il “genio”.

La responsabilità tecnica della Red Bull è affidata a Pierre Waché: il francese ha portato in Emilia Romagna un pacchetto di aggiornamenti che sono stati un po’ sottostimati. Di solito quando il team campione del mondo introduce delle modifiche, queste funzionano subito. A Imola, invece, le novità non hanno permesso a Verstappen di trovare subito il giusto bilanciamento aerodinamico. Nelle prove libere del venerdì abbiamo visto Max e Sergio Perez soffrire con frequenti lunghi specie nel secondo settore, con una vettura piuttosto tendente al sottosterzo.

Confronto tra le ali anteriori della Red Bull RB20

Confronto tra le ali anteriori della Red Bull RB20

Foto di: Uncredited

Sulla RB20 abbiamo notato una nuova ala anteriore con delle modifiche al flap regolabile di nuovo disegno: verso la paratia laterale leggermente rivista (tratteggio verde) cercava un maggiore out wash dei flussi, mentre nella porzione più interna oltre a mostrare profili con una corda maggiorata (tratteggio bianco), aveva congiunzioni al muso diverse.

Dettaglio dell'ala anteriore della Red Bull Racing RB20

Dettaglio dell'ala anteriore della Red Bull Racing RB20

Foto di: Giorgio Piola

Piccole modifiche hanno riguardato anche il fissaggio delle telecamere a lato del muso con un diverso raccordo verso il naso alla ricerca di una maggiore profilatura senza dover ricorrere a nuove prove di crash di omologazione.

Dettaglio del nuovo fondo Red Bull Racing RB20 visto a Imola

Dettaglio del nuovo fondo Red Bull Racing RB20 visto a Imola

Foto di: Erwin Jaeggi

La RB20, inoltre, ci ha proposto un nuovo pavimento del fondo: l’area che carena il cono anti-intrusione inferiore è stata ridisegnata, così come gli sfoghi maggiorati per spingere il flusso nella zona di bassa pressione oltre le ruote posteriori. Per effetto di questi cambiamenti nell’andamento dell’aria è stata ridisegnata anche l’ala laterale che è a sbalzo del bordo d’uscita del marciapiede.

Non solo, ma è stato adeguato anche il corner posteriore con la nuova brake duct caratterizzata da una cascata di flap impilati, metà rivolti verso l’alto e altri girati verso il basso.

La Red Bull a Imola non ha “gradito” tutte queste modifiche e c’è voluto un intenso lavoro notturno del collaudatore Jake Dennis al simulatore per cercare almeno una buona base di setup. La sensazione è che l’upgrade non abbia dato i risultati attesi e che Verstappen, dopo aver fatto i conti con una vettura inguidabile, abbia cercato non tanto l’incremento prestazionale delle novità, quanto un assetto che non gli rendesse critica la guida.

E dopo aver lavorato sulle altezze da terra con gli spessori sul tirante del pull rod anteriore e aver fatte delle prove di molleggio sostituendo le barre, i tecnici di Milton Keynes si sono dedicati al fine tuning, agendo sulla convergenza per correggere il sottosterzo. Anziché puntare su ruote anteriori “aperte” sull’anteriore hanno provato a “chiudere”. La RB20 è parsa più bilanciata, ma anche più difficile da guidare al limite. Chiedere a Sergio Perez, disperso in tutto il weekend…

Sergio Perez, Red Bull Racing RB20

Sergio Perez, Red Bull Racing RB20

Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images

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