F1 | Red Bull: Max power e la consapevolezza del campione
L'olandese non dispone della monoposto più competitiva, ma centra lo stesso il bersaglio grosso al Paul Ricard: Max ha acquisito la consapevolezza del campione del mondo che ha imparato a gestire con grande oculatezza ogni frazione di gara, evitando quelle ruvidezze d'inizio carriera. La squadra di Milton Keynes può fare affidamento su un pilota granitico che non sbaglia un colpo, mentre il compagno di squadra Perez mostra il lato debole della team iridato.
Ad inizio stagione è apparsa subito chiara una prima ed evidente trasformazione di Verstappen in versione campione del mondo. Max non festeggia più di tanto i successi di tappa, a parte quelli più sofferti e combattuti, ed oggi in Francia ha rispettato il suo nuovo protocollo.
Un abbraccio al suo ingegnere ed Helmut Marko, e qui siamo alle tappe obbligate, poi un cauto festeggiamento. Il Max Verstappen campione del mondo pensa nel lungo periodo, all’obiettivo finale di una stagione che ha iniziato come ‘title-contender’ e che ha marchiato a fuoco anche più del previsto prima della pausa estiva.
Il team Red Bull festeggia la vittoria al GP di Francia
Photo by: Carl Bingham / Motorsport Images
Dopo dodici gare Max ha raggiunto quota sette successi, e può puntare verso Budapest con ben sessantatré punti di vantaggio su Charles Leclerc.
“Ma in Ungheria mi aspetto una Ferrari molto competitiva”, ha provato a dire Verstappen, nel tentativo di tenere vivo un confronto mondiale che ha preso una chiara direzione a suo favore. Qualsiasi cosa accada Max arriverà a Zandvoort da leader del mondiale, perché ormai il vantaggio a suo favore è di questa portata.
Eppure, quella del Paul Ricard non sembrava essere la sua domenica. L’assalto iniziale a Leclerc non era andato a buon fine, e la corsa di Max è apparsa indirizzata sulla doppia sosta dopo aver anticipato il suo primo pit-stop al giro sedici.
Max Verstappen, Red Bull Racing RB18, conquista la vittoria al Paul Ricard per la seconda volta di fila
Photo by: Carl Bingham / Motorsport Images
Poi l’incidente della Ferrari numero 16 ha cambiato completamente lo scenario. Senza l’avversario numero uno in pista, Verstappen è entrato in modalità gestione, riuscendo ad arrivare alla bandiera a scacchi senza più soste, dovendo controllare senza grandi affanni la Mercedes di Hamilton in seconda posizione. “Se il ritmo di gara fosse stato più sostenuto non sarebbe stato possibile far durare le hard così a lungo, anche se ovviamente ci avremmo provato”, ha ammesso l’olandese.
Tutto è diventato fin troppo semplice, ma sia Verstappen che la Red Bull sono coscienti che i punti guadagnati oggi in Francia sono un colpo che rischia di essere determinante per il proseguimento della stagione.
“Ovviamente il vantaggio che abbiamo è ottimo – ha confermato Max - ma probabilmente è anche maggior di quello che avrebbe dovuto essere valutando le prestazioni delle due monoposto”.
Merito di una squadra molto efficiente, ma anche dello stesso Verstappen, impeccabile in questa prima metà di stagione.
Christian Horner, apparso rinvigorito dal risultato odierno, ha voluto elogiare il lavoro della squadra, sottolineando che è stata l’ultima a spostare le sue energie sulla vettura 2022 a causa del duello con la Mercedes della scorsa stagione.
La vittoria dà sempre ragione a chi la ottiene, ma non è stato un weekend dei più semplici per la Red Bull, iniziato con i riscontri dubbiosi sulle novità tecniche portate al Paul Ricard. Nell’arco di una stagione può starci, o forse (come sostiene qualcuno nel paddock) rivedremo quanto apparentemente ‘bocciato’ al Paul Ricard su altre piste con layout differenti.
Sergio Perez, Red Bull Racing RB18
Photo by: Zak Mauger / Motorsport Images
Una nota stonata del weekend, senza appelli, è stato il rendimento con Perez. Checo non è mai stato nella finestra di rendimento di Verstappen, avvicinando il compagno di squadra solo nella sessione Q3 di sabato pomeriggio.
In gara è tornato il gap visto nelle simulazioni, un margine importante ma che avrebbe comunque garantito a Perez un piazzamento sul podio. Poi è arrivata la beffarda svista finale (nella fase di ripartenza dopo un periodo di VSC) che gli è costata la terza posizione a favore di George Russell. Checo ha avuto una reazione d’orgoglio, ma ormai era troppo tardi. Curiosamente, i tempi che ha ottenuto subito dopo essere stato passato dalla Mercedes sono stati decisamente più veloci rispetto a quelli ottenuti in versione ‘difensore’, ma non sono bastati. Per Perez un weekend da dimenticare, se non fosse per i dodici punti rosicchiati a Leclerc nella classifica generale.
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