F1 | Red Bull, Lawson chiede tempo e avverte: "Ho già battuto Tsunoda"
Lawson sta vivendo un inizio di stagione difficile, deludendo nei primi GP. La RB21 è chiaramente una vettura difficile, ma il neozelandese sta faticando oltre le aspettative, pagando il poco tempo avuto a disposizione in questo avvio di stagione. Su un possibile scambio con Tsunoda, Lawson sa di essere a rischio ma pensa di essere più rapido.
Nelle prime due gare della stagione non sono certo mancati temi da approfondire, tra cui la crisi che sta vivendo Liam Lawson dopo il suo passaggio in Red Bull. Sono ormai anni che il secondo sedile nel team di Milton Keynes scotta e il neozelandese è solo l’ultimo di una lunga lista di piloti che hanno dovuto fare i conti con una delle sfide più toste della Formula 1 attuale, ovvero affiancare Max Verstappen.
Dopo un altro deludente weekend in cui non si è accesa la scintilla, è emersa la possibilità che Red Bull decida per un cambio di rotta improvviso, con un avvicendamento tra Yuki Tsunoda, che ormai si sente pronto da tempo al grande salto, e il neozelandese, che a quel punto tornerebbe in Racing Bulls.
Inutile nascondersi: Lawson per primo è consapevole che il suo posto è concretamente a rischio, anche perché Red Bull non ha iniziato la stagione particolarmente bene e avere due piloti che possano andare a punti è fondamentale nell’ottica di mantenere quantomeno una buona posizione nel costruttori.
Nico Hulkenberg, Sauber, Liam Lawson, Red Bull Racing
Foto di: Simon Galloway / Motorsport Images
Tuttavia, Lawson prende tempo e chiede, soprattutto, pazienza. Non bisogna dimenticare che Lawson ha alle spalle solamente dodici gare, per altro divise tra tre campionati diversi considerando i due stint effettuati tra AlphaTauri e Racing Bulls, quindi senza dare continuità alla sua crescita. Inoltre, l’avvio di questa stagione lo ha visto perdere tempo nei test e nelle libere in Australia a causa di problemi tecnici.
Ciò, chiaramente, non spiega le difficoltà del neozelandese, ma aggiungono altre benzina al fuoco. Un pilota con poca esperienza ha bisogno di continuare a girare e se a ciò si aggiunge che la RB21 ancora una volta si è dimostrata una vettura difficile da padroneggiare, è chiaro che tutti questi aspetti si vanno poi a sommare creando uno scenario estremamente complesso da superare.
In Cina Lawson ha chiuso le due qualifiche sempre nelle ultime posizioni della classifica: sicuramente le scelte strategiche non hanno dato l’esito sperato, ma è chiaro che soffra anche la mancanza di fiducia nella vettura, che a Shanghai si è concretizzata con una mancanza di ritmo soprattutto nei tratti lenti.
Max Verstappen, Red Bull Racing, Liam Lawson, Red Bull Racing
Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images
Per questo domenica mattina si è deciso di sperimentate, con Red Bull che ha scelto di rompere i sigilli per intervenire sul setup della RB21 e tentare una via differente. Tuttavia, secondo Lawson, poche di queste modifiche hanno davvero funzionato. Prima delle tre squalifiche, infatti, il pilota della Red Bull non era riuscito ad andare il 15° posto, aiutato per altro dalla rottura dell’ala anteriore di Yuki Tsunoda e dalla penalità inflitta a Jack Doohan per aver spinto fuori pista Isack Hadjar.
"Sapevamo che sarebbe stata dura e siamo partiti dalla corsia dei box per provare qualcosa con la macchina, ma purtroppo non ha funzionato come volevamo. Quello che è stato un weekend difficile, oggi è stato ancora più difficile", ha detto Lawson.
"Purtroppo non ho il tempo di abituarmi, ma devo trovare una soluzione al più presto. Non ho tempo per provare la macchina e abituarmi, ma siamo già nella stagione, quindi ogni gara perdiamo punti. Questo è più o meno quello che intendo quando non ho tempo”.
Liam Lawson, Red Bull Racing
Foto di: Red Bull Content Pool
Chiaramente, però, Lawson è consapevole che il rischio concreto sia quello di uno scambio già a partire dalle prossime gare, non solo perché Red Bull non fa sconti, ma anche perché Tsunoda sta continuando a ben figurare sulla Racing Bulls sognando ancora la promozione.
“Non sono nemmeno stupido e so che, ovviamente, sono qui per dare il meglio di me e se non lo faccio, non ci sarò più. Sono concentrato nel prendere confidenza con la vettura il più velocemente possibile", ha aggiunto Lawson.
Alla domanda su dove nascesse il suo deficit nei confronti di Verstappen, in particolare su un giro di qualifica, Lawson ha spiegato che le differenze sono in ridotto e in punti specifici e che, normalmente, costerebbero solo un paio di posizioni. In effetti, c’è un fondo di verità, perché osservando ad esempio i dati telemetrici della qualifica dei rispettivi giri in Q1, per quanto l’olandese non fosse al limite, gran parte del distacco è nato in curva 1-2, 11-12 e nel tornantino finale, mentre negli altri punti della pista il gap era estremamente più contenuto.
Liam Lawson, Red Bull Racing
Foto di: Red Bull Content Pool
Tuttavia, quando la griglia è così compatta e il livello è così alto, anche pochi decimi possono cambiare totalmente la classifica e far scivolare in fondo al gruppo. Lawson si è difeso quando gli è stata chiesta l'ipotesi di uno scambio tra lui e Yuki Tsunoda da parte della Red Bull, che potrebbe arrivare già a partire dal prossimo Gran Premio del Giappone.
"Ho corso con lui per anni, l'ho battuto nelle categorie giovanili e l'ho battuto anche in F1, quindi può dire quello che vuole", ha dichiarato Lawson. I due hanno infatti corso insieme già nelle categorie propedeutiche, ma uno dei motivi per cui Red Bull lo aveva scelto alla fine del 2024 era proprio il fatto che fosse riuscito a essere vicino alle prestazioni del giapponese in Racing Bulls, ma con molta meno esperienza. Una scommessa che, però, al momento non sta dando i risultati sperati.
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