F1 | Red Bull, la line-up 2026 dopo il Qatar. Tsunoda: "Sembra che tutto vada contro di me"
Red Bull annuncerà la sua line-up per la prossima stagione dopo il Qatar, ma dall'altra parte c'è chi non sta attraversando un periodo facile, ossia Yuki Tsunoda. Il giapponese ha vissuto un altro weekend deludente, su cui pesa soprattutto l'errore della squadra in qualifica e una strategia che, alla fine, non ha funzionato come sperato.
Il percorso di Yuki Tsunoda con i colori Red Bull sembra ormai giunto al capolinea, con il team di Milton Keynes che ha confermato che annuncerà la propria line-up dopo il Gran Premio del Qatar che si disputerà durante questo fine settimana. Un’avventura iniziata con grandi aspettative da parte del pilota giapponese, ma che lo ha presto immerso in una realtà dove, come i suoi predecessori, uno dopo l’altro, hanno finito per naufragare.
Un destino che si sta ripetendo anche in questa stagione e che, inevitabilmente, apre a nuovi scenari. Tsunoda ne è pienamente consapevole: a Las Vegas non ha nascosto la propria preoccupazione per il futuro. È vero che il nipponico non ha lasciato il segno nel suo breve, tanto agognato quanto sofferto stint con la Red Bull, ma è altrettanto vero che alcuni fattori esterni non hanno giocato a suo favore.
Si potrebbe fare un passo indietro, ricordando come Tsunoda sia spesso rimasto indietro sulle novità, complice anche alcuni incidenti da lui stesso causati. Allo stesso tempo, però, non si può ignorare il peso degli errori commessi dal team, che hanno inciso in maniera significativa sul suo rendimento e sui pochi punti raccolti, soprattutto nelle ultime gare.
Yuki Tsunoda, Red Bull Racing
Foto di: Sam Bloxham / LAT Images via Getty Images
A Las Vegas, Tsunoda si è ritrovato 19° in griglia dopo un errore della Red Bull nella gestione delle pressioni degli pneumatici in qualifica, fondamentali in qualifica dove serve scaldare bene le gomme. La squadra ha poi scelto di violare il regime di parco chiuso, modificando nuovamente il setup della monoposto e montando un motore fresco per concludere la stagione. Ma non è certo la prima volta che Yuki paga a caro prezzo le sviste del team.
Lo stesso era accaduto poche settimane fa in Messico, quando la scelta di trattenerlo dietro ai rivali per favorire Max nell’allungare il primo stint, sommata a un pit stop interminabile, gli ha tolto la possibilità di chiudere a punti in quella che, con ogni probabilità, sarebbe stata la sua miglior gara della stagione.
Certo, è logico che le prestazioni di Tsunoda comunque raramente siano state all'altezza delle aspettative della squadra, ma quegli errori si inseriscono in un copione che si è riproposto in diverse tappe, magari lontano dai riflettori, ma che ha finito per pesare in modo significativo sulle sue ambizioni.
Yuki Tsunoda, Red Bull Racing Team
Foto di: Simon Galloway / LAT Images via Getty Images
Tsunoda, al termine della gara statunitense, ha voluto sottolineare anche il peso della sfortuna. Partito dalla pitlane, ha effettuato un pit stop già al primo giro passando dalle medie alle dure, ma poco dopo la corsa è stata neutralizzata dalla Virtual Safety Car, di cui hanno saputo approfittare due suoi rivali.
Tsunoda è stato tra i pochi a tentare una strategia a due soste, che però non ha ripagato: ha chiuso 14°, poi promosso al 12° posto dopo la squalifica delle McLaren. Il giapponese non si è detto soddisfatto nemmeno delle modifiche di set-up sulla sua RB21.
“Il problema è che la safety car è entrata subito dopo il mio pit stop, quindi non è l’ideale. Quello che cercavamo di ottenere era uscire dall’aria sporca, ma la safety car è entrata e diversi piloti sono rientrati davanti a me, quindi niente punti”, ha spiegato Tsunoda dopo la corsa.
Yuki Tsunoda, Red Bull Racing
Foto di: Mark Thompson / Getty Images
Nonostante ciò, Tsunoda è riuscito a battere entrambi i suoi rivali diretti che avevano effettuato la sosta nello stesso momento, chiudendo a 16 secondi dalla zona punti. "Sembra che finora tutto stia andando contro di me: la fortuna e tutto il resto. Non mi piace parlare di fortuna, ma questo weekend è stato davvero sfortunato. È un peccato, ed è frustrante non essere riuscito a sfruttare il mio passo fino alla qualifica. Solo da buttare via", ha ammesso il giapponese.
Tsunoda crede che, senza la Virtual Safety Car che lo ha fatto finire nel traffico, la possibilità di chiudere in zona punti, grossomodo lottando insieme alle Haas e a Hamilton, non sarebbe stata impossibile: “Ho perso tantissimo tempo con quella [Virtual Safety Car]”.
Il giapponese ha cercato di analizzare gli aspetti positivi dopo un weekend così deludente, che lo ha lasciato al 17° posto della classifica piloti, mentre il compagno Max Verstappen ha rilanciato la sua corsa al titolo con un’altra vittoria. "Almeno abbiamo cambiato il motore: c'è qualcosa da guardare con fiducia in vista dei prossimi gran premi. Spero sia un vantaggio, penso stia funzionando meglio rispetto a quello che avevamo prima. Dobbiamo qualificarci bene, ma sembra di sì".
"Almeno ho dimostrato più volte fino alle qualifiche, cioè dalle FP1 alle FP3, in ogni sessione che me la stavo cavando bene contro Max e più volte gli sono stato davanti [a Las Vegas]. È qualcosa che non si era visto e che io stesso non avevo da tempo. È un aspetto che dovrei considerare positivo. La cosa straordinaria di Max è che in qualifica riesce a portare tutto a un altro livello. Ma anch’io avevo fiducia, più che in qualsiasi altro gran premio. Sì, è davvero un peccato. Ma c'era potenziale, ora devo ripetermi in Qatar".
Condividi o salva questo articolo
Iscriviti ed effettua l'accesso a Motorsport.com con il tuo blocco delle pubblicità
Dalla Formula 1 alla MotoGP, raccontiamo direttamente dal paddock perché amiamo il nostro sport, proprio come voi. Per continuare a fornire il nostro giornalismo esperto, il nostro sito web utilizzala pubblicità. Tuttavia, vogliamo darvi l'opportunità di godere di un sito web privo di pubblicità e di continuare a utilizzare il vostro ad-blocker.
Top Comments