F1 | Red Bull: immagini termiche alla FIA sui cestelli della McLaren
La MCL39 è stata la F1 che la Federazione Internazionale ha sottoposto alle verifiche tecniche più approfondite e fra i controlli previsti c'era anche l'ispezione dei cestelli, dopo cheil team di Milton Keynes aveva presentato ai commissari delle immagini nelle quali si vedeva quanto la McLaren riuscisse a evitare il surriscaldamento delle gomme.
McLaren MCL39
Foto di: Roberto Chinchero
La battaglia si combatte non solo a livello mediatico, ma anche sottotraccia cercando elementi che possano convincere la FIA a prendere dei provvedimenti. La monoposto che è stata sottoposta ai controlli più approfonditi dopo il GP di Miami è stata la McLaren e, stando alle indiscrezioni, la monoposto papaya sarebbe risultata pienamente in regola, per quanto il risultato ufficiale verrà reso noto solo a Imola, nel prossimo appuntamento.
L’aspetto nuovo è che la Red Bull avrebbe presentato delle immagini termiche ai commissari tecnici della FIA nelle quali è stato possibile osservare i cestelli dei freni della MCL39 con aree di colore blu che indicano basse temperature, rispetto ai colori giallo e rosso che solitamente caratterizzano, invece, i punti più caldi.
La McLaren ha disegnato dei cestelli che riescono a creare un’intercapedine di aria fresca preservando il cerchio e, soprattutto, il pneumatico dalle alte temperature generate dall’impianto frenante che, invece, viene incapsulato in protezioni anticalore, espellendo il flusso rovente da specifici sfoghi nella brake duct.
La Red Bull ha voluto mettere una pulce nell’orecchio dei controllori, senza indicare quale potrebbe essere una possibile violazione delle regole, ma segnalando una grande differenza di temperatura che a Milton Keynes giudicano anomala.
Max Verstappen, Red Bull Racing, Oscar Piastri, McLaren
Foto di: Red Bull Content Pool
La monoposto papaya, infatti, mostra in gara una superiorità imbarazzante tanto più l’asfalto della pista è caldo: sopra i 40 gradi è imprendibile, sotto riesce comunque a dettare il passo come abbiamo visto in Florida, rifilando 37 secondi alla Mercedes di George Russell e 40 alla Red Bull di Max Verstappen.
Secondo Milton Keynes in McLaren hanno trovato “qualcosa” che gli permette di evitare il surriscaldamento delle gomme: inizialmente avevano lanciato il sospetto che venisse inoculata dell’acqua vaporizzata, ma ogni controllo effettuato da Pirelli e FIA non ha mostrato alcuna irregolarità (non sono ammessi “additivi” nel gonfiaggio delle gomme), per cui l’indagine si è spostata nei cestelli.
Max Verstappen può competere con le McLaren sul giro secco, compensando con il suo enorme talento alle carenze della RB21, ma alla domenica la Red Bull non gli offre gli strumenti necessari a contrastare le MCL39 nella distanza di gara. La spiegazione delle tre pole position di Max e in generale dei distacchi ridotti in qualifica è duplice. In primo luogo, Verstappen estrae tutto dalla RB21 e può spingere la vettura senza temere l'usura degli pneumatici che non sembra un fattore limitante durante il giro secco.
L’altra spiegazione risiede nella McLaren. Andrea Stella, team principal papaya, ammette che la MCL39 è difficile da gestire in qualifica per l'imprevedibilità dell'asse anteriore che porta facilmente al bloccaggio delle ruote, spiegando perché Oscar Piastri e, soprattutto, Lando Norris non riescano sempre ad estrarre tutto il potenziale specie in Q3.
"Ormai abbiamo statistiche sufficienti per confermare quella che era già la nostra impressione iniziale vista in Bahrain durante i test: la vettura era più facile da sfruttare nelle simulazioni di gara piuttosto che in un singolo giro. Finora non abbiamo centrato nessun giro perfetto, forse il migliore è stato quello di Oscar in Bahrain".
Questi problemi non emergono in gara, poiché la McLaren mette in luce il suo punto di forza: la gestione delle gomme Pirelli. Stella ha definito questo aspetto "l'arte oscura" della Formula 1.
"Chiaramente in gara, quando si mettono insieme dei giri consecutivi e si nota un po' di degrado termico con il caldo, la vettura si comporta molto bene. Ci tengo a dire che è il risultato di un lavoro ingegneristico molto mirato".
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