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F1 | Red Bull, il nuovo fondo divide: Max ha scelto (per ora) di rinunciare alle novità

Red Bull ha continuato a introdurre novità tecniche per rilanciare la lotta mondiale, ma il nuovo fondo portato in Messico non ha convinto del tutto, complice anche un eccessivo sfregamento con l'asfalto, spingendo Verstappen a fare un passo indietro e tornare alla specifica di Monza. Al contrario, Tsunoda ha ancora gli ultimi aggiornamenti.

Max Verstappen, Red Bull Racing

Red Bull non ha mai smesso di credere nella lotta mondiale, nemmeno quando il distacco dalla vetta aveva superato i cento punti. Per questo ha continuato a introdurre novità tecniche, nel tentativo di ridare slancio alla vettura e rilanciarla nella battaglia per le prime posizioni, con l’obiettivo di battere la McLaren e mantenere vive le ultime speranze iridate.

Un percorso che ha visto una svolta grazie a due fattori decisivi: il lavoro svolto dietro le quinte per migliorare la comprensione della vettura e gli aggiornamenti introdotti negli ultimi mesi, dalle ali al fondo con la specifica portata a Monza. Red Bull ha infatti trovato un modo di far funzionare l’auto a un’altezza da terra ridotta e ciò si sposa bene anche con i tanti interventi fatti sulle ali anteriori.

In tal senso, il fondo introdotto a Monza ha dato un contributo importante, diventando la base per gli sviluppi successivi. In Messico, la squada di Milton Keynes ha portato una nuova versione con ulteriori modifiche che, però, non hanno esattamente prodotto i risultati attesi, tanto da spingere Verstappen a fare un passo indietro.

Max Verstappen, Red Bull Racing

Max Verstappen, Red Bull Racing

Proprio in Messico, l’olandese aveva segnalato un problema fastidioso: nelle zone ad alta velocità il fondo tendeva a toccare eccessivamente l’asfalto, generando bottoming e destabilizzando la monoposto. La criticità era emersa soprattutto in qualifica, quando si cerca il limite e dove le velocità di percorrenza più elevate in curva generano più carico e accentuano lo sfregamento.

In gara, è vero che la macchina è più pesante, ma il fatto che in quegli stessi tratti si raggiungessero velocità più basse rispetto al sabato ha aiutato a limitare lo sfregamento del fondo. La vettura ha così ritrovato un bilanciamento migliore, permettendo a Max di rimontare fino al podio. Ma questo eccessivo bottoming può rivelarsi controproducente, non solo per il consumo del pattino, dato che Red Bull sta provando a girare quanto più bassa possibile, ma anche per una questione di stabilità.

Un problema che si è ripresentato anche in Brasile, soprattutto al venerdì, quando la monoposto continuava a toccare l’asfalto in maniera decisa nelle zone ad alta velocità, compromettendo sia la fiducia del pilota che la velocità di percorrenza. Per questo, dopo la sprint, Red Bull e Verstappen hanno scelto di fare un passo indietro, abbandonando le novità introdotte in Messico per tornare al fondo portato a Monza.

Confronto fondo Red Bull tra la specifica di Monza e quella del Messico

Confronto fondo Red Bull tra la specifica di Monza e quella del Messico

Da quel momento in poi il quattro volte campione del mondo non è più tornato sull’ultima specifica e, stando a quanto lasciato intendere da Paul Monaghan, la situazione potrebbe restare invariata fino alla fine della stagione. Non è un mistero che recentemente Verstappen si sia spesso lamentato della guidabilità della vettura e delle altezze, in particolare a inizio weekend quando Red Bull deve ancora perfezionare il setup, cercando una piattaforma più stabile.

“Le differenze sono piccole e se hai un fondo usato rispetto a uno nuovo, quello vale quasi quanto la geometria leggermente rivista. Non dimenticate che era un fondo rifatto quello che abbiamo portato in Messico cercando qualche chilo in più di carico”, ha spiegato lo chief engineer della Red Bull durante il fine settimana di Las Vegas.

“Ora abbiamo deciso di dividere le due unità tra i due piloti. Stiamo seguendo quello che riteniamo sia il miglior schema per ciascun pilota e potrebbe benissimo continuare così fino alla fine della stagione”, ha aggiunto Moneghan, lasciando intendere come lo schema dovrebbe ripetersi anche nelle prossime gare.

Max Verstappen, Red Bull Racing

Max Verstappen, Red Bull Racing

Foto di: Glenn Dunbar / LAT Images via Getty Images

Va però sottolineato un aspetto: Brasile e Las Vegas erano tracciati particolarmente sensibili alle altezze da terra, caratterizzati da numerose sconnessioni. Al contrario, in Qatar l’asfalto è molto più liscio e il problema del bottoming potrebbe non manifestarsi con la stessa intensità degli ultimi due appuntamenti. Inoltre, a Lusail ci sarà anche l’opportunità di rivedere il setup dopo la sprint race sulla base dei dati accumulati.

Ciò che è chiaro è che la scelta sia legata alle preferenze del pilota e, in particolare, di Max, che ha deciso di accantonare il fondo introdotto in Messico per tornare alla vecchia specifica. “Riguarda le preferenze del pilota, è un compromesso: c’è un po’ di evidenza circostanziale e va bene, siamo dove siamo”, ha spiegato Monaghan.

L’aspetto interessante è che, mentre Max è tornato alla vecchia specifica, Yuki Tsunoda ha continuato a utilizzare il fondo introdotto in Messico. Red Bull parla di preferenze di guida, ma è anche logico che avere un pilota che possa raccogliere dati aggiuntivi su una specifica differente nel corso del weekend rappresenta un vantaggio tutt’altro che marginale.

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