F1 | Red Bull, Hannah Schmitz spiega il dietro le quinte della strategia vincente in Qatar
La responsabile delle strategie in gara di Red Bull Racing afferma che il pit stop sotto Safety Car che ha fatto Verstappen al giro 7 a Lusail sia stato preparato già prima della gara. Poi afferma: "La McLaren è in difficoltà volendo trattare in modo paritario i suoi piloti".
Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Altaf Qadri / POOL / AFP via Getty Images
Max Verstappen ha conquistato ieri la settima vittoria stagionale che lo porta a -12 dalla leadership del Mondiale, dopo una rincorsa durata ormai diversi mesi. Al Gran Premio d'Olanda, Max era a 104 punti da Oscar Piastri. Ad Abu Dhabi potrà addirittura giocarsela con Norris per il titolo.
Verstappen è sì stato eccezionale da settembre a oggi, ma è solo la punta di un iceberg che si è ingrandito ed è diventato sempre più solido sotto il pelo dell'acqua. Red Bull Racing ha infatti avuto un ruolo fondamentale nel recupero in classifica dell'olandese.
La RB21 è cresciuta a dismisura rispetto alla prima metà di stagione e, cosa ancora più importante, tutti i membri del team hanno lavorato al meglio, cercando i dettagli anche nelle operazioni in pista. L'ultimo esempio è stata la chiamata ai box ispirata da Hannah Schmitz, responsabile delle strategie del team di Milton Keynes, già fenomenale in diverse occasioni nell'arco degli ultimi anni.
Sia chiaro, tutti i team - meno McLaren - hanno avuto chiara la situazione una volta entrata la Safety Car al giro 7 del Gran Premio del Qatar, ma solo Max ha potuto sublimare una partenza eccellente grazie alla strategia perfetta. Schmitz, al termine della gara di Lusail, ha spiegato quando sia nata la strategia che poi è stata regolarmente applicata durante il gran premio.
"L'abbiamo studiata prima della gara, era proprio quello il momento in cui si aprivano le finestre della safety car e della virtual safety car, ed era quello il piano”, ha spiegato Schmitz a Viaplay. "Quindi, se la safety car fosse uscita al settimo giro, avremmo fatto rientrare entrambe le vetture ai box. C'è un tale vantaggio nel rientrare ai box sotto la safety car quando devi fare due pit stop che, per noi, era chiaro che era la cosa giusta da fare. E credo che molti nel pit lane la pensassero allo stesso modo".
Pit stop durante la Safety Car
Foto di: Altaf Qadri / POOL / AFP via Getty Images
"Ma ovviamente in quel giro abbiamo sentito dire: ‘Oh, la McLaren resta fuori’. Tutti dicevano: ‘Sei sicuro? Sei sicuro di voler rientrare ai box?’. E io ho risposto: ‘Sì, ne sono davvero convinta!’".
Sì, perché a posteriori è facile affermare che tutti i team, tranne la McLaren, abbiano scelto di abbracciare la stessa strategia della Red Bull. Ma il team di Milton Keynes è stato il primo a richiamare ai box il proprio pilota (Max era secondo dietro Piastri dopo un'ottima partenza), dunque non ha avuto modo di vedere cosa avessero in mente tutti gli altri.
“Ho pensato che fosse sicuramente la cosa giusta da fare. E poi, non appena ho visto che anche tutti gli altri stavano rientrando, ho pensato: OK, va bene. Anche se questo significava non avere alcuna flessibilità al momento del secondo pit stop, ma solo il vantaggio di guadagnare quel tempo”.
Hannah ha poi parlato della scelta fatta da McLaren, quella di rimanere fuori nonostante l'ingresso della Safety Car, cercando di dare qualche spiegazione plausibile riguardo la scelta fatta dal team campione del mondo Costruttori 2025 che oggi è risultata sbagliata e decisiva ai fini del risultato di Lusail.
"Penso che si trovino in una situazione molto difficile, in cui ovviamente vogliono trattare i piloti in modo equo. E immagino che noi siamo nella posizione di trarne vantaggio. Quindi, sì, penso che per loro sarà difficile".
"Ma hanno anche un buon ritmo rispetto al resto del gruppo. Forse speravano di poter sfruttare i distacchi ai pit stop e forse erano anche preoccupati di dover fare quei turni massimi di 25 giri. Non sono la McLaren, quindi non lo so, ma è una possibilità".
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