F1 | Red Bull e Ferrari inseguono: perché sono i top team cresciuti meno dal 2024
Red Bull e Ferrari non sono solo i due top team cresciuti meno dal 2024 come performance, ma anche due delle squadre che hanno mostrato minori progressi in termini assoluti rispetto a un anno fa. Per Red Bull è un percorso iniziato dodici mesi fa, mentre la carenza di carico sulla SF-25 ha raffreddato i sogni della Rossa. Ma c'è ancora speranza?
La stagione 2025 si è aperta con una sola certezza: la McLaren è la scuderia da battere, proseguendo quel percorso iniziato già lo scorso anno, quando, grazie ad aggiornamenti mirati in aree chiave della vettura, era riuscita a diventare il punto di riferimento della griglia, superando quella Red Bull che solo poche gare prima sembrava imbattibile.
Alle spalle della McLaren, si è formato un folto gruppo di tre squadre che, a rotazione, si contendono il ruolo di seconda forza. Tuttavia, l’unica che finora è riuscita realmente a insidiare la scuderia di Woking è stata la Red Bull, con una RB21 che si è rivelata la mina vagante che molti si attendenvano dopo i test, capace, nei momenti migliori, di fronteggiare McLaren, ma anche soggetta a cali tali da relegarla al ruolo di quarta forza.
Un dato racconta bene le difficoltà incontrate dalla Red Bull negli ultimi dodici mesi: la scuderia di Milton Keynes è stata una di quelle che ha compiuto meno progressi rispetto alle prime cinque gare di un anno fa , riuscendo a fare meglio solo di Aston Martin. Di conseguenza, tra le scuderie di vertice, Red Bull è quella cresciuta meno rispetto al 2024.
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Squadra | Australia | Cina | Giappone | Bahrain | Jeddah | Media |
| 1 | Alpine | –1.637 | –3.231 | –1.989 | –0.577 | –1.450 | –1.777 |
| 2 | Williams | –1.393 | –3.738 | –2.099 | +0.459 | –0.956 | –1.545 |
| 3 | McLaren | –1.219 | –3.524 | –1.494 | +0.227 | –0.785 | –1.359 |
| 4 | Mercedes | –1.178 | –3.710 | –1.448 | +0.524 | –0.909 | –1.344 |
| 5 | Racing Bulls | –1.118 | –3.855 | –1.844 | +1.142 | –0.356 | –1.206 |
| 6 | Ferrari | –0.430 | –3.362 | –1.383 | +1.010 | –0.121 | –0.857 |
| 7 | Sauber | –0.824 | –3.033 | –1.023 | +1.311 | –0.397 | –0.793 |
| 8 | Haas | –0.280 | –2.979 | –1.783 | +1.743 | –0.484 | –0.757 |
| 9 | Red Bull Racing | –0.434 | –2.843 | –1.214 | +1.244 | –0.178 | –0.685 |
| 10 | Aston Martin | –0.422 | –2.460 | –0.789 | +2.092 | +0.457 | –0.224 |
Osservando i dati di questa particolare “classifica”, si nota come Red Bull si piazzi soltanto al nono posto, mentre la Ferrari non vada oltre la sesta posizione. Una situazione opposta rispetto a McLaren e Mercedes, che invece hanno compiuto un sostanzioso balzo in avanti: non sono solo i due top team che hanno mostrato i maggiori progressi, ma sono anche tra le squadre che sono migliorate di più in assoluto, dietro solo ad Alpine e Williams, che però nel 2024 pativano l'aver iniziato la stagione con auto sovrappeso.
Nel frattempo, McLaren è diventata il nuovo punto di riferimento in pista, correggendo le principali lacune dei precedenti progetti: carenza di carico aerodinamico, sottosterzo nelle curve lente ed eccessivo degrado delle gomme posteriori, aree in cui oggi eccelle forse più di chiunque altro.
Mercedes, invece, ha saputo ridurre i problemi di bouncing emersi un anno fa, ampliando al tempo stesso la finestra di utilizzo della monoposto e rendendo la W16 molto più stabile e prevedibile, risolvendo così uno dei suoi limiti.
Red Bull paga uno sviluppo mai realmente decollato
Sebbene le storie di Ferrari e Red Bull sembrino intrecciate, in realtà seguono percorsi molto diversi. Per Red Bull, una volta conquistato il vertice, è diventato inevitabilmente più complesso trovare margini di crescita: dopo il dominio a inizio 2024, era prevedibile che il delta di miglioramento rispetto ad altre squadre fosse più ridotto. Ma ciò, da solo, non basta a spiegare il quadro attuale.
Oscar Piastri, McLaren, Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Sam Bagnall / Motorsport Images
Già nel 2024, infatti, la RB20 aveva iniziato a mostrare i primi segnali di difficoltà nello sviluppo: nonostante le molte novità introdotte, estrarre ulteriore potenziale dalla monoposto si stava rivelando sempre più complicato. Al tempo stesso, inoltre, la vettura è diventata anche più impegnativa da guidare, non solo a causa di continui sbilanciamenti tra anteriore e posteriore, ma anche per la carenza di performance nei tratti lenti.
Alcune di quelle problematiche sono riemerse anche sulla RB21, nonostante gli sforzi per ampliare la finestra di funzionamento. Sommando questo elementi con le discrepanze riscontrate tra i dati di galleria del vento, simulatore e pista, diventa più chiaro il motivo per cui il miglioramento sia così limitato. Piste come Suzuka e Jeddah hanno esaltato i punti di forza della vettura, nascondone parzialmente i limiti, ma l'obiettivo è rilanciarsi con gli sviluppi che arriveranno a Imola, su cui Red Bull crede fortemente.
Alla Ferrari manca il carico per lottare con continuità
La situazione della Ferrari, invece, è al tempo stesso più complessa e più semplice da descrivere. All'inizio del 2024, la scuderia di Maranello si era confermata come seconda forza alle spalle della Red Bull, nonostante qualche difficoltà nell'accendere le gomme sul giro secco.
Nel corso della stagione, anche grazie a un'eccellente percorso di sviluppo dopo il passo indietro fatto con il pacchetto di Barcellona, la SF-24 aveva mostrato segnali concreti di crescita, alimentando le speranze per un 2025 ancor più competitivo con una verttura rivista per sbloccare ulteriore potenziale.
Charles Leclerc, Ferrari, Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images
Il 2025, invece, si è aperto con una brusca doccia fredda: già in Australia, Ferrari si è ritrovata ultima tra i top team, con un distacco che ha subito evidenziato uno dei principali limiti della SF-25, ovvero la carenza di carico aerodinamico rispetto ai diretti rivali, come più volte sottolineato da Charles Leclerc.
In alcune circostanze, il team è riuscito ad abbassare l’assetto della monoposto per recuperare carico aerodinamico dal fondo, ma non sempre è stato possibile adottare questo approccio: spesso, al contrario, è stato necessario rialzare l’auto per limitare l’usura del pattino e scongiurare così il rischio di squalifica, riscontrando però una sensibile perdita a livello di performance.
Alla vigilia del GP di Jeddah, Leclerc aveva sottolineato quanto sarebbe stato cruciale verificare se gli aggiornamenti al fondo introdotti in Bahrain avessero davvero garantito un salto prestazionale. Le qualifiche saudite, però, hanno confermato le debolezze della SF-25: fatta eccezione per l’Aston Martin, la monoposto di Maranello è risultata quella che ha compiuto meno progressi rispetto al tempo registrato nel 2024, limando appena 121 millesimi il miglioramento nonostante l’uso di mescole più morbide.
A titolo di paragone, McLaren e Mercedes sono riuscite a migliorare di quasi otto e nove decimi i tempi dell'anno precedente, dimostrando l'efficacia del loro sviluppo. In particolare, proprio un anno fa a Jeddah la Stella aveva messo in evidenza tutti i limiti della W16 a causa del bouncing nelle curve veloci e, al di là del crollo verticale in gara di cui è alla ricerca di una risposta, in qualifica ha mostrato chiari segnali di crescita.
Charles Leclerc, Ferrari
Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images
Mettendo da parte il bel podio ottenuto da Leclerc in gara, che merita un'analisi a parte, dalla qualifica di Jeddah sono emersi concetti chiave ribaditi sia da Leclerc che da Frederic Vasseur: la crescita della Ferrari passa inevitabilmente da una qualifica più solida e da un aumento del carico aerodinamico, che garantirebbe maggiore grip in curva.
In gara si sono intravisti lampi di competitività, ma partire costantemente dietro e dover inseguire gli avversari comporta inevitabili svantaggi finendo in aria sporca, come si è visto in Bahrain, dove la perdita di due posizioni al via ha complicato sia la corsa che l'efficacia della strategia che avrebbe potuto regalare qualcosa in più.
Risulta ormai chiaro che, per colmare il divario e giocarsi regolarmente le posizioni di vertice, anziché contare su exploit sporadici su circuiti favorevoli, in un discorso che si può ampliare anche alla Red Bull, non basti più ottimizzare il setup, da cui Leclerc sta già traendo il massimo. Servono, piuttosto, modifiche strutturali e incisive alla monoposto per migliorare il grip e restituire maggiori opzioni di bilanciamento.
Le prime novità si sono viste in Bahrain, ma quel pacchetto era già in fase di sviluppo prima dell'inizio della stagione e rientrava in un percorso di sviluppo predefinito, non in risposta diretta alle difficoltà incontrate nelle prime gare: per le novità più sostanziose si dovrà ancora attendere nel tentativo di rilanciare la stagione in cui Ferrari vuole ancora dire la sua.
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