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F1 | Red Bull: dietro a Verstappen resta un vuoto pneumatico

Perez si è visto rinnovare il contratto dal team di Milton Keynes con un accordo di un anno più un'opzione. Per quale motivo Marko e Horner hanno puntato su Checo? Per dare stabilità alla squadra e a Max. Ma il consulente austriaco sa bene che lascerà un guscio vuoto quando seguirà l'olandese in un'altra squadra...

Max Verstappen, Red Bull Racing, arriva in pista con Helmut Marko, Consulente Red Bull Racing

Nell’arco di pochi giorni Sergio Perez è passato dalla gioia legata al rinnovo del contratto con la Red Bull al peggiore weekend di gara del 2024. Nelle valutazioni emerse all’indomani del Gran Premio del Canada le due vicende si sono fuse in una sola domanda: ma per quale motivo Helmut Marko e Christian Horner hanno puntato ancora su Checo?

E da qui partono altri interrogativi. Possibile che nell’arco dei tre anni e mezzo il vivaio Red Bull non sia stato in grado di proporre almeno un candidato degno di una chance? E per quale motivo è stata accantonata la possibilità di poter avere in squadra Carlos Sainz o Fernando Alonso?

Max Verstappen, Red Bull Racing

Max Verstappen, Red Bull Racing

Foto di: Glenn Dunbar / Motorsport Images

In passato Helmut Marko è stato criticato per le sue scelte molto dure, a volte ciniche, una modalità operativa che non ha mai previsto una seconda opportunità. L’interesse della squadra è sempre stato sopra tutto, a costo di sacrificare carriere di piloti che in quel momento non erano in grado di garantire al team ciò di cui aveva bisogno.

Ne hanno fatto le spese tanti piloti tuttora in Formula 1, da Carlos Sainz a Pierre Gasly, così come anche Alexander Albon. Con l’arrivo di Perez le cose sono cambiate, ed anche parecchio, con un approccio che stride molto con quanto visto in passato e che non può che far sorgere altri interrogativi.

C’è un momento preciso in cui il cambio di rotta ha preso forma: l’ascesa di Max Verstappen al ruolo di fattore indispensabile per il successo della squadra. Si può datare 2021, primo anno di Perez nella squadra, nonché stagione in cui il messicano ha giocato un ruolo importante nella corsa di Max verso il suo primo titolo iridato. Ma in realtà già in precedenza il ruolo di Max all’interno della Red Bull era cresciuto notevolmente, la squadra aveva colto subito il suo potenziale e la consapevolezza di avere in mano un diamante, sempre meno grezzo, ha comportato un cambio di atteggiamento.

Nel confronto diretto con Verstappen sono stati ‘bruciati’ Ricciardo, Gasly e Albon, poi con l’arrivo di Perez (fine 2020) sono scattati quattro anni di stabilità, che diventeranno cinque la prossima stagione. L’aspetto positivo di questa politica è che da allora la Red Bull non ha lasciato nulla per strada in termini di obiettivi, quindi i risultati continuano ad essere dalla parte di Marko e Horner. Ma allo stesso tempo il team è diventato sempre più Verstappen-dipendente. In passato Marko aveva sempre in mano la mossa successiva, accade così quando Sebastian Vettel lasciò la squadra per passare in Ferrari, via Seb ecco Ricciardo, e mentre l’australiano cresceva ecco l’arrivo di Verstappen.

Sergio Perez, Red Bull Racing

Sergio Perez, Red Bull Racing

Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images

Oggi il piano ‘B’ non c’è, e quando nei mesi scorsi Max ha lasciato intendere che non sarebbe stato il contratto (scadenza fine 2028) a trattenerlo in squadra, a Milton Keynes in molti hanno tremato. Il vivaio è arido, l’unico candidato interno ad un posto Red Bull è Yuki Tsunoda, tra l’altro arrivato per volontà della Honda.

Il giapponese è cresciuto molto, ma appare comunque ancora lontano dal poter mettersi sulle spalle un ruolo di trascinatore della Red Bull. Dietro di lui c’è un potenziale buon pilota, Liam Lawson, ma con molta strada da dover percorrere.

I nuovi talenti emersi negli ultimi setto-otto anni non hanno vestito la divisa del Red Bull Junior Team, per anni vanto di Marko e del gruppo austriaco. Andrea Kimi Antonelli, Oliver Bearman, e prima di loro George Russell, Oscar Piastri, Charles Leclerc, Lando Norris, si sono guardati bene dall’accettare offerte (puntualmente arrivate) da parte di Marko. L’idea di entrare in un sistema Verstappen-centrico, nel quale il rischio di venire bruciati era una possibilità concreta, ha convinto i giovani con più proposte sul tavolo (solitamente i migliori) a guardare altrove.

Il cambio di rotta è così netto da essere sempre più simile ad un all-in, fino a quando Verstappen garantirà la sua presenza in squadra le controindicazioni della politica Red Bull resteranno nascoste, e questo va benissimo a Marko, fautore del rinnovo di Perez.

Tutto è fatto nel nome di Max, ignorando che il giorno in cui Max dovesse decidere di cambiare aria, sul fronte piloti resterà un guscio vuoto. Ma questo poco interessa a Verstappen e ancora meno a Marko, consapevole che non trascorrerà un solo giorno in Red Bull dal momento in cui il ‘suo’ Max dovesse salutare tutti per andare altrove.

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