Red Bull davanti, ma Mercedes è più vicina di quanto sembri

Verstappen ha chiuso in testa le prove libere del venerdì a Spielberg, anche se il miglior crono è stato quello di Hamilton che si è visto cancellare il tempo per aver oltreppassato i sensori alla curva 10. Il GP della Stiria vede la Red Bull favorita in virtù di una maggiore velocità in rettilineo, ma la W12 non è tagliata fuori con Hamilton. Lewis invoca la danza della pioggia, mentre Bottas sarà di poco aiuto perché dovrà scontare tre posizioni sulla griglia.

Red Bull davanti, ma Mercedes è più vicina di quanto sembri

Max Verstappen ci ha preso gusto. Assecondato da una Red Bull che sembra sempre più una monoposto in grado di esprimersi al meglio su ogni tipologia di pista, l’olandese si è confermato al vertice nella prima giornata di pista del Gran Premio di Stiria.

Ottima la simulazione di qualifica (1’05”412), così come i long-run, ma per Verstappen i verdetti non sembrano già scritti.
“Per noi è stata una buona giornata – ha dichiarato Max – sono abbastanza contento. Ma nella sessione pomeridiana Lewis ha ottenuto un tempo sul giro, poi cancellato, che conferma dei valori in campo diversi da quelli che leggiamo in classifica”.

Verstappen si riferisce ad un crono (1’05”335) ottenuto da Hamilton con gomme soft e poi cancellato dalla direzione gara poiché Lewis ha oltrepassato di qualche centimetro i temutissimi sensori posti sul lato esterno del cordolo alla curva 10.

L’impressione che il tandem Red Bull–Verstappen sia da considerare il favorito della vigilia resta confermata, ma se (come sembra) domenica sul Red Bull Ring arriverà la pioggia, potrebbe aprirsi uno spiraglio per un colpo di reni della Mercedes.

In condizioni di pista asciutta Hamilton e Bottas non si sono confermati lontani dalla vetta, come conferma l’analisi dei long-run completati nella sessione FP2, turno nel quale la temuta ed annunciata pioggia non si è palesata a parte qualche goccia caduta nei minuti iniziali della sessione.

Con gomme hard Bottas ha percorso 11 giri, contro i 16 di Verstappen, confermando un ritmo leggermente migliore dell’olandese, verdetto confermato anche nel confronto diretto tra Hamilton e Perez con le soft (13 giri per entrambi) con il campione del mondo più veloce mediamente di due decimi al giro.

A vantaggio Red Bull c’è però il long-run completato nella sessione FP1, un confronto diretto Verstappen-Hamilton concluso con un secco vantaggio a favore di Max a causa di un eccesso di graining apparso sugli pneumatici della Mercedes che ha fatto un’investigazione immediata nel box campione del mondo.

Ma quello che allarma di più la Mercedes è la conferma della velocità sui rettilinei della Red Bull, un dato emerso in modo chiaro al Paul Ricard e confermato oggi a Spielberg.

“Siamo un po' dietro nella simulazione di qualifica – ha commentato Hamilton – perdiamo sul dritto, e non poco. Penso che sarà difficile battere la Red Bull, ho l’impressione che quando utilizzeranno al massimo il loro motore… mah, non so davvero cosa dire. Ma sono contento dei progressi che abbiamo confermato oggi, e spero che il lavoro che abbiamo fatto possa dare i suoi frutti”.

Come ha confermato la gara del Paul Ricard, i valori in campo sono in favore della Red Bull ma non così tanto da poter dominare dall’alto di una superiorità assoluta. Per poter giocarsi la vittoria serve essere davanti, e da qui i timori Mercedes che sul giro veloce la Red Bull possa contare domani in qualifica su qualcosa in più sul fronte power unit.

I ruoli si sono ribaltati in modo netto ed inaspettato, al punto che adesso è la Mercedes a sperare nella pioggia, un desiderio che nelle stagioni precedenti era di casa nel box Red Bull. C’è però da mettere in conto anche un gioco psicologico che si conferma ogni giorno davanti ai microfoni, con Hamilton che punta il dito sulla power unit Honda e la Red Bull che descrive costantemente la Mercedes come in grado di puntare alla vittoria.

In questo quadro un dato certo è che Hamilton difficilmente potrà contare su Bottas nelle strategie di gara. Il finlandese sconterà tre posizioni sulla griglia di partenza, e anche in caso di pole position dovrà accomodarsi in seconda fila. Una volta queste vicende non scuotevano il box Mercedes, ma oggi l’aria è molto diversa rispetto allo scorso anno e alle stagioni precedenti.

L’unica vera certezza al momento è Hamilton, e mai come in questo momento la squadra è aggrappata al suo campione per tenere vive le speranze mondiali. Una certezza, Lewis, ma servirà anche una risposta tecnica di peso per provare a restare in gioco fino al termine della stagione.

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