F1 | Red Bull: dati limitati, ma si vede in top 3. Max resta con il fondo vecchio
Le interruzioni dovute alla bandiere rosse e al traffico non hanno dato la chance alla Red Bull di ottenere i riferimenti sperati sulla soft e sui long run, ma Marko crede che la RB21 sia almeno da top 3 al momento. Intanto proseguono gli esperimenti, con Verstappen che ha scelto di rimanere sul fondo vecchio, mentre Tsunoda ha l'ultima specifica.
Scorrendo la classifica, nelle prime posizioni non compare la Red Bull, una vettura che per la sua efficienza aerodinamica avrebbe il potenziale per imporsi come riferimento sui rettilinei di Las Vegas. Le due interruzioni causate da un tombino sollevato hanno però impedito a Max Verstappen di completare un tentativo con le gomme più morbide, costringendolo ad accontentarsi del tempo ottenuto con le medie.
Durante il primo giro lanciato, infatti, l’olandese ha incontrato trovato del traffico, scegliendo di interrompere immediatamente la tornata per non stressare le gomme. Nel secondo tentativo è stato invece bloccato dalla bandiera rossa, senza riuscire a completare nemmeno il primo settore.
Ciò che emerge con chiarezza è che la mescola più morbida sembra garantire un buon incremento prestazionale rispetto alla media, ma senza un giro lanciato diventa complesso valutare a fondo il reale potenziale della vettura di Milton Keynes. L’unico riferimento disponibile resta quello ottenuto con la media, che aveva collocato Max al 4° posto, ma anche in quel caso il confronto non può essere considerato del tutto attendibile.
Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Zak Mauger / LAT Images via Getty Images
Analizzando i giri con le gomme medie, ad esempio, Norris ha beneficiato di una scia ma non aveva ancora portato la Power Unit al massimo della potenza, così come i rivali. Sulla carta la McLaren dovrebbe soffrire rispetto ai rivali una certa carenza di velocità di punta, legata ai problemi di efficienza aerodinamica con la vettura scarica. Tutti i team, compresa la Red Bull, hanno optato per assetti molto scarichi, sfruttando le ali già viste a Monza.
Tuttavia, al termine di una FP2 difficile da interpretare e segnata da numerose interruzioni, Max ha sottolineato come, a suo avviso, il fatto di aver vinto su altre piste a basso carico non garantisca lo stesso risultato a Las Vegas. Qui la mancanza di grip gioca un ruolo cruciale rispetto ad altre piste a basso carico, complice un asfalto dalle caratteristiche lisce e le temperature basse.
Ciò non toglie che, sulla carta, questa potrebbe rivelarsi una delle piste adatte a esaltare certi punti di forza della RB21 e, nonostante i pochi riferimenti, nel box della squadra anglo-austriaca si respira ottimismo. Le prime indicazioni parlano infatti di una vettura subito più competitiva e meno in difficoltà rispetto alle ultime due tappe. In Messico e in Brasile la Red Bull si era smarrita, ritrovando la giusta direzione soltanto in gara.
Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Frederic J. Brown / AFP Via Getty Images
Qui la situazione appare diversa e anche le modifiche di setup introdotte tra FP1 e FP2 hanno portato dei miglioramenti, sebbene non sia stato possibile valutarne l’efficacia sulla lunga distanza a causa delle due bandiere rosse. Helmut Marko ha spiegato al termine della sessione che gli interventi post-FP1 hanno reso la vettura più competitiva, ma resta incerta la reale portata del progresso, soprattutto nei long run.
Tuttavia, secondo il consulente della Red Bull, la RB21 avrebbe il potenziale per ambire quantomeno a inserirsi tra i primi tre in questo momento, in attesa di capire più a fondo quante le modifiche a livello di assetto abbiano aiutato: “Penso che al momento siamo da top 3, ma sui long run non lo sappiamo”, ha confermato Marko.
Red Bull ha seguito un doppio binario di lavoro. Da un lato ha cercato di individuare la strada giusta per portare le gomme nella corretta finestra di funzionamento, aspetto cruciale su una pista che offre così poca aderenza, dove ogni centesimo di grip meccanico può fare la differenza. Dall’altro si è intervenuti sul setup, sperimentando ancora una volta due soluzioni differenti.
Confronto fondo Red Bull tra la specifica di Monza, usata da Verstappen, e quella del Messico usata da Tsunoda
Già in Brasile, dopo le difficoltà incontrate al venerdì, i tecnici di Milton Keynes avevano scelto di fare un passo indietro sulla vettura di Verstappen, accantonando il fondo introdotto in Messico per tornare alla specifica di Monza. Sulla monoposto di Tsunoda era invece rimasta l’ultima evoluzione, utile per raccogliere ulteriori dati.
Un lavoro di comparazione che è proseguito anche qui a Las Vegas, con il team che ha confermato che si tratta di una scelta deliberata che segue il pattern migliore per ciascuno dei due piloti e che potrebbe proseguire per tutto il resto della stagione. In sostanza, Max si troverebbe meglio con la specifica di Monza e senza le ultime evoluzioni, e potrebbe rimanere così anche per il resto della stagione.
Non è un mistero che la Red Bull disponga di una finestra di funzionamento ristretta e che, nel tentativo di generare carico, stia cercando di abbassare molto la monoposto. A Las Vegas non sono mancate le scintille dal fondo della vettura di Milton Keynes, segno evidente di come si stia lavorando per tenere la macchina quanto più bassa possibile nonostante le sconnessioni tipiche di un tracciato cittadino.
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