F1 | Red Bull: blinda Waché e Balbo per coprire l'uscita di Newey
Il "genio" vuole lasciare la squadra di Milton Keynes e Christian Horner cerca di dare al team campione del mondo una continuità con il direttore tecnico e il capo dell'aerodinamica che saranno i punti di riferimento tecnici del futuro. Sarà interessante scoprire quanto saranno capaci di proseguire la striscia vincente anche senza Adrian.
L’addio di Adrian Newey alla Red Bull (sempre in attesa di una conferma ufficiale) risponde a qualche interrogativo e ne lancia di nuovi. Gli effetti della tempesta di marzo ci sono tutti, la pace vista finora sotto i podi dei weekend di gara era una facciata a favore di telecamere.
In ballo ci sono colonne portanti del progetto Red Bull Racing, fondato vent’anni fa sulle ceneri della Jaguar, quindi è lecito chiedersi come cambierà il team, come sarà la Red Bull 2.0 dopo quella gloriosa che finora ha conquistato 13 titoli mondiali.
Perdere una pedina come Newey avrà inevitabili ripercussioni. Non potrebbe essere altrimenti, parliamo dell’ingegnere più titolato nell’intera storia della Formula 1, presente in azienda dal mese di febbraio del 2006 e capace nel corso degli anni di modellare la squadra secondo le sue linee guida.
Adrian Newey e Christian Horner perplessi: stanno definendo l'uscita del "genio" dalla Red Bull?
Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images
Quando un meccanismo oliato (vincente e celebrato) perde uno dei suoi elementi portanti, le ripercussioni vanno messe in conto. Immaginare la Red Bull senza Newey significa pensare ad una squadra diversa, non necessariamente meno solida, ma privata dell’uomo che fino ad oggi è stato colui che indica la direzione.
Non è detto, però, che la partenza di Newey abbia colto impreparata la squadra. È vero che ci sono i contratti, ma la Formula 1 insegna che davanti alla volontà di rompere una collaborazione, le firme nero su bianco hanno un’importanza relativa. ‘Genius’ è sempre in gran forma ma non è ovviamente più un ragazzino, sta viaggiando a gonfie vele verso i 66 anni, ma nelle ultime dieci stagioni il suo impegno nella sede di Milton Keynes è stato intermittente, alternando periodi di lavoro intenso ad altri di assenza o presenza centellinata da remoto.
Complice il gap accusato dalla power unit Renault nei confronti di Mercedes, tra il 2014 e 2018 Newey ha già vissuto dei periodi in cui il suo impegno non è stato quello di un abituale responsabile tecnico, ed è stato un campanello d’allarme che Horner non ha ignorato.
È impensabile che il team principal ed i suoi più fedeli collaboratori non abbiano già pensato ad uno scenario post-Newey, un progetto rimasto ovviamente nel cassetto ma pronto oggi ad essere messo in atto.
Max Verstappen, Red Bull Racing RB20
Foto di: Andy Hone / Motorsport Images
Le vittorie a raffica sono un medicinale formidabile per ogni tipologia di problematica presente in una squadra di Formula 1, ma da tempo nel paddock si sono susseguite voci in merito ad un Newey un po' indispettito dal vedere molte responsabilità progressivamente spostate nella direzione di Pierre Waché, promosso da Horner nel ruolo di direttore tecnico.
Un passaggio necessario per non subire contraccolpi in eventuali periodi di disimpegno da parte di ‘Genius’. Sul fronte opposto è anche comprensibile che abbia preso forma qualche malumore sulla percezione da parte dei media del gran lavoro fatto nelle ultime stagioni, riportato puntualmente come opera di Newey. La narrazione è molto orientata sul ‘one man show’, ma a Milton Keynes non a tutti sta bene. Horner in più occasioni ha celebrato il lavoro del gruppo pesando con attenzione le parole, un gioco di equilibrismo non semplice.
Per quanto la squadra possa essere preparata, l’addio dell’uomo più importante fino ad oggi nella storia della Red Bull qualche rischio però lo innesca. Horner sa bene che non può permettersi altre defezioni, altrimenti il pericolo di subire pesanti contraccolpi sarà dietro l’angolo.
Il futuro tecnico della squadra è nelle mani di Waché (secondo la squadra blindatissimo sul fronte contrattuale) e del responsabile aerodinamico Enrico Balbo, se una di queste figure dovesse cedere alle proposte che puntualmente arrivano dalla concorrenza il vuoto sarebbe troppo grande, soprattutto in vista di un momento nel quale si stanno gettando le basi per il 2026, anno in cui entrerà in vigore il nuovo regolamento tecnico.
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