F1 | Red Bull annuncia altre novità, McLaren senza sviluppi si affida alle piste amiche
Negli ultimi GP la Red Bull ha ridotto il gap dalla McLaren grazie a sviluppi mirati che hanno permesso di trovare maggiore competitività e sbloccare potenziale inespresso, mentre il team di Woking ha interrotto presto lo sviluppo della MCL39, che ora non può riprendere. Senza novità, si dovrà affidare alle piste che considera favorevoli.
Negli ultimi quattro appuntamenti è emerso un dato significativo: la Red Bull si è avvicinata sensibilmente alla vetta grazie a un mix di aggiornamenti e potenzialità sbloccate, trovando la chiave per far funzionare meglio la RB21. Questo non significa che la monoposto sia oggi la più veloce in pista, ma il divario che in precedenza la separava dalla McLaren si è ridotto in maniera evidente.
Se prima la squadra di Woking poteva contare su un margine consistente sulla concorrenza, rafforzato da una completezza che le permetteva di essere competitiva su ogni tracciato, oggi quel vantaggio si è assottigliato. La sfida si gioca ormai sui dettagli: chi saprà ottimizzare al meglio setup e strategia potrà scattare davanti e, soprattutto, fare la differenza, andando a cercare quei pochi centesimi che adesso possono valere un trionfo.
Dettagli che ad Austin si sono tradotti nell’assenza di dati provenienti dalla sprint race, un limite che ha condizionato la scuderia di Woking nella gestione delle altezze. Senza riferimenti certi, il team non ha potuto spingersi in modo aggressivo, scegliendo invece di tenersi un margine di sicurezza per evitare problemi che avrebbero potuto pesare in maniera significativa sul risultato.
Oscar Piastri, McLaren
Foto di: Sam Bloxham / LAT Images via Getty Images
Perché lo sviluppo è stato interrotto presto
La McLaren non ha nascosto di aver interrotto piuttosto presto lo sviluppo della MCL39, in un’ottica in cui era già stata molto metodica nell’approccio, portando novità solamente quando era del tutto sicura che funzionassero come sperato. Gli aggiornamenti venivano inizialmente testati nelle sessioni di libere, per poi essere portati in gara solo negli appuntamenti successivi, così da analizzare con precisione i dati raccolti.
La decisione di interrompere lo sviluppo è giunta relativamente presto, in una fase in cui la McLaren godeva di un margine consistente sulla concorrenza, sia in termini di prestazioni che di punti. Da qui la scelta di dare priorità al progetto 2026, convinta di avere già in mano le carte giuste per chiudere la stagione da protagonista. Una strategia comprensibile, anche perché nessuno si aspettava una rinascita della Red Bull così netta.
Non a caso, lo stesso Max Verstappen, dopo Austin, ha dichiarato senza mezzi termini che chiunque credesse nel sogno mondiale della Red Bull dopo il GP d'Olanda fosse “un idiota”. Un pensiero diretto, privo di fronzoli. Eppure, il passo avanti compiuto a Milton Keynes sul piano tecnico e operativo, come già approfondito, ha restituito alla squadra una competitività più solida, capace di emergere non solo su tracciati specifici, ma anche su quelli più completi.
La McLaren ha già confermato che dovrà contrastare la rimonta della Red Bull ottimizzando solo il materiale attualmente a disposizione, senza ulteriori sviluppi in programma. “Per quanto riguarda nuovi aggiornamenti, nuovi pezzi, questo non accadrà per il resto della stagione”, ha dichiarato Andrea Stella domenica sera dopo il GP di Austin, ed è logico che il team papaya non si attendesse una perdita di punti così repentina poche settimane fa.
Oscar Piastri, McLaren
Foto di: Steven Tee / LAT Images via Getty Images
Una scelta dettata soprattutto dal fattore tempo: anche rimettendo la MCL39 in galleria del vento o al CFD, cosa che sarebbe comunque fattibile, il problema è che non ci sarebbe lo spazio necessario per sviluppare aggiornamenti di peso in tempi ridotti, ma al massimo piccoli adattamenti, come già fatto dai rivali basandosi sulle simulazioni. A complicare il quadro ci sarebbe anche la produzione dei pezzi, con un reparto che ora sta già lavorando sulla monoposto 2026.
Red Bull non ancora esaurito la spinta
Con i test fissati per fine gennaio, alcune componenti sono già in produzione e le risorse sono state indirizzate in quella direzione. Lo sviluppo della prossima monoposto è stato inoltre pianificato allocando un numero preciso di ore in galleria del vento, tenendo anche conto del fatto che, essendo in testa al campionato, la McLaren disporrà di meno risorse rispetto ai rivali. Al contrario, Red Bull aveva già impostato un seconda parte di campionato, con parte del personale attivo sulla vettura 2025.
Proprio l’ala introdotta a Marina Bay dovrebbe essere l’ultimo pacchetto di rilievo della stagione. Per il resto, sono attesi soltanto piccoli adattamenti, come aveva già sottolineato Paul Monaghan e come ribadito ora anche da Helmut Marko, con in consigliere della Red Bull che ha preannunciato altre novità in arrivo, senza però specificare per quando. Sulla carta, alcuni di questi aggiornamenti minori erano previsti anche in vista di Las Vegas.
Dall’altra parte, la McLaren dovrà puntare su circuiti che si preannunciano più favorevoli alle caratteristiche della MCL39, che Stella ha individuato in Brasile, Qatar (dove però è attesa anche una Red Bull competitiva) e probabilmente Abu Dhabi, grazie al suo mix di caratteristiche e alle numerose curve lunghe e/o a media velocità.
Lando Norris, McLaren
Foto di: Steven Tee / LAT Images via Getty Images
McLaren si affida alle piste favorevoli
Tra queste, Stella non ha inserito il Messico. Sulla carta, fino a poco tempo fa la pista messicana sarebbe stata a favore della scuderia britannica, data la presenza di tante curve a media e bassa velocità in cui far affidamento sull'anteriore in fase di rotazione e poi sulla trazione, sebbene alcune curve siano piuttosto secche e questo un po' limita il vantaggio. Tuttavia, è proprio su questi fronti che Red Bull ha compiuto un passo in avanti, girando anche più carica davanti dove l'anno scorso era mancata, e Città del Messico sarà un bel banco di prova, anche per la gestione delle temperature, con la PU Honda che ha fame d'aria.
Verstappen negli ultimi appuntamenti è sempre partito davanti alle McLaren, che dalla sua può vantare un eccellente sistema di raffreddamento, ma su una pista in alta quota partire davanti e girare in aria pulita avrà un ruolo ancora più importante, perché in gara non è semplice sorpassare se non vi è una differenza di ritmo marcata, specie se poi si è limitati dalle temperature crescenti in aria sporca. Il miglior raffreddamento della MCL39 permette anche una maggiore efficienza aerodinamica, cosa di cui tenere conto dato che qui si girerà con ali molto cariche a causa dell'aria rarefatta che limitano il carico.
Stella è infatti convinto che ci fosse margine per ottenere di più già nelle gare precedenti, a cominciare da Austin. In effetti, a pista libera c’era il passo per lottare davanti, ma tutti gli eventi accaduti nel fine settimana hanno pesato molto sul risultato finale, anche se sorpassare Verstappen sarebbe stata impresa molto più ardua. “Avevamo più potenziale che avremmo potuto sfruttare dalla nostra vettura. E in una certa misura, anche i piloti riconoscono di poter aver fatto un lavoro migliore in alcune delle gare precedenti”.
Ciò che è certo è che la pressione sta aumentando e che ora, in queste ultime gare, McLaren è chiamata a dare una risposta alla rimonta di Verstappen, provandone a spegnere le speranze di un pilota che, in questo momento, sa di non avere nulla da perdere. Una lotta che virerà non solo sul piano tecnico, ma anche strategico e decisionale, dove conterà la solidità dei box a partire proprio dai dettagli.
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