Racing Point: un errore che costa due posti nel Costruttori!

La squadra di Silverstone, imponendo un secondo pit stop a Sergio Perez in safety car ha rinunciato a un possibile podio a Imola. Andy Green, dt della Racing Point, ha ammesso a posteriori che c'è stato uno sbaglio che è costato ben due posizioni nel mondiale Costruttori a vantaggio di Renault e McLaren. Il team di Stroll, infatti, è scivolato al quinto posto.

Racing Point: un errore che costa due posti nel Costruttori!

Tra i piloti che hanno lasciato Imola con l’amaro in bocca c’è sicuramente Sergio Perez, che ha visto sfuggire un terzo posto già in tasca per una scelta presa dal muretto della Racing Point.

Dopo il deludente undicesimo posto ottenuto in qualifica con una RP20 troppo carica per la qualifica, il messicano ha mantenuto la posizione al termine del primo giro, impostando una gara d’attesa grazie al set di gomme ‘medie’ montate al via.

Una strategia che ha pagato, visto che Perez al diciassettesimo giro è transitato in quarta posizione, approfittando dei pit-stop di chi era scattato con gomme ‘soft’ e degli imprevisti accaduti a Pierre Gasly e Lance Stroll.

Senza aver completato un solo sorpasso, Perez si è ritrovato alle spalle del terzetto di testa, e dal giro 17 al 27 ha impostato un ottimo ritmo che gli ha consentito di portare il vantaggio su Sebastian Vettel (quinto) da cinque a dieci secondi, prima di fermarsi per il pit-stop nel quale ha montato un set di hard.

Tornato in pista in settima posizione, Perez ha recuperato il quarto posto dopo i pit-stop di Vettel, Latifi e Raikkonen, poi, dopo il problema che ha messo fino alla gara di Verstappen, si è ritrovato terzo.

Una posizione che però Perez ha mantenuto solo un giro, poiché la safety car (entrata in pista dopo l’incidente della Red Bull) ha convinto la Racing Point a richiamarlo ai box per montare un set di soft nuove (scelta condivisa anche da Bottas, Hamilton, Sainz e Norris) consegnando la terza posizione a Ricciardo.

Il direttore tecnico della Racing Point, Andy Green, ha spiegato così la scelta della squadra: “Temevamo che la monoposto avrebbe impiegato molto tempo a riportare in temperatura il set di gomme hard montate a metà gara, poiché il setup era stato volutamente pensato per proteggere l’usura degli pneumatici (scelta che spiega anche l’opaca qualifica) per poter sfruttare al meglio il primo set di gomme, come di fatto è avvenuto. Passare alle soft ci è sembrata la scelta più sicura per affrontare gli ultimi giri di gara, e onestamente abbiamo pensato che avrebbero fatto lo stesso i nostri avversari”.

Ricciardo, Leclerc e Albon sono invece rimasti in pista, rendendo un punto interrogativo il finale di gara. A vantaggio di chi ha deciso di rinunciare alla seconda sosta ha giocato anche l’incidente di Russell, che ha protratto la presenza in pista della safety car fino a sei giri dal termine, riducendo il numero delle tornate a disposizione di chi era chiamato a rimontare.
“È stata una fase molto delicata – ha spiegato Ricciardo – perché ci sono voluti un paio di giri per riportare le gomme ad un livello di grip accettabile, ma su una conformazione come la pista di Imola preferisco essere davanti con pneumatici usurati che dietro con gomme nuove”.

La nuova ripartenza è costata a Perez una posizione, a causa dello start perfetto di Daniil Kvyat, piazzamento poi recuperato dopo il testacoda di Albon, ma Sergio non ha avuto comunque una chance per poter attaccare con decisione Leclerc, che ha difeso molto bene la quinta piazza fino alla bandiera a scacchi.
“Col senno di poi, avremmo dovuto prendere una decisione diversa – ha ammesso Green - ma nel momento in cui è stata presa, con le informazioni che avevamo, siamo stati portati a prendere quella strada”.

“Fa male – ha commentato uno sconsolato Perez – e non potrebbe essere diversamente considerando che avevamo un podio in tasca. È difficile da mandar giù, e tutti nel team siamo delusi, ma proprio perché siamo una squadra sappiamo che vinciamo e perdiamo insieme”.

L’errore è costato caro alla Racing Point, che ha perso sette punti (la differenza tra il terzo ed il sesto posto) consegnandone anche tre alla Renault, rivale diretta nella corsa al terzo posto nella classifica Costruttori. A quattro Gran Premi dal termine della stagione la Renault è salita a quota 135, con un punto di vantaggio su McLaren e Racing Point.

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