F1 | Racing Bulls: l'ala Macarena sarà l'arma in più a Monza nella sfida con l'Alpine?
La squadra di Faenza ha provato nel filming day di Imola l'ala posteriore reverse che dovrebbe debuttare nel tempio della velocità dopo aver dato buone indicazioni all'Enzo e Dino Ferrari. Il sistema di rotazione è simile a quello di... casa Red Bull.
Racing Bulls Macarena
Foto di: Jacopo Rava
Nel tempio della velocità conta l’efficienza aerodinamica per riuscire ad avere la più alta velocità media sui 5.793 metri dello stradale brianzolo. Il compromesso di assetto da trovare è il carico necessario ad affrontare le tre chicane (Prima Variante, Roggia e Ascari).
Ridurre la resistenza all’avanzamento è la chiave per affrontare con ambizione il GP d’Italia, al netto di disporre di una power unit potente e con una buona gestione dell’elettrico, perché con la capacità di ricarica assicurata dal recupero di energia in frenata si va poco lontano, dal momento che l’Autodromo Nazionale sarà il tracciato peggiore da questo punto di vista e proprio Monza metterà in risalto tutte le debolezze di un regolamento poco comprensibile per il grande pubblico e alchimistico anche per gli addetti ai lavori.
La Racing Bulls la scorsa settimana, oltre a far debuttare Nikola Tsolov sulla VCARB02 dello scorso anno in un test TPC, ha effettuato un filming day a Imola con i due piloti titolari, Arvid Lindblad e Liam Lawson. Ormai i 200 km concessi dalla FIA per effettuare delle riprese commerciali, si sono trasformati in importanti collaudi che le squadre effettuano prima di appuntamenti importanti.
Il team di Faenza gestito da Alan Permane insegue un risultato fantastico: essere il primo degli altri dopo i quattro top team che sono inavvicinabili. La Racing Bulls sta conducendo una battaglia molto bella con l’Alpine per il quinto posto nel mondiale Costruttori: attualmente il vantaggio è di 3 punti, dopo che a Zandvoort le due monoposto non erano andate in zona punti anche se per poco.
A Monza la Racing Bulls dovrebbe debuttare l’ala reverse che gli aerodinamici di Tim Goss hanno messo a punto nel reparto di Milton Keynes. La soluzione, infatti, ha fatto la sua comparsa all’Enzo e Dino Ferrari, mostrando una ovvia genealogia con la Macarena della Red Bull che ha un sistema di rotazione dei flap diverso a quello originale prodotto dalla Scuderia sulla SF-26.
La Macarena romagnola pare non aver avuto i problemi di affidabilità che avevano accompagnato lo sviluppo di quella montata sulla Red Bull RB22, per cui avrà uno strumento in più alla power unit Red Bull-Ford DM01 che la FIA ha confermato come benchmark alla conclusione delle analisi del secondo periodo ADUO.
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