F1 | Pirelli: nei test del Bahrain cercherà conferme sulle Hard 2026
Mario Isola, responsabile di Pirelli Motorsport, fa il punto su quello che la Casa milanese andrà a valutare nel primo dei due test pre-stagionali di Formula 1 fissato dall'11 al 13 di febbraio a Sakhir, in Bahrain.
George Russell, Mercedes
Foto di: Mercedes AMG
Lo Shakedown è ormai alle spalle, così come le porte chiuse. Ora la Formula 1 non potrà più nascondersi, anche se la finestra televisiva giornaliera sarà molto limitata. A Sakhir si inizia a fare sul serio: quasi nessuno userà i primi 3 giorni di prove in Bahrain per rodare le monoposto. Le potenze si alzeranno, così come il rischio di compromettere l'affidabilità. Chi si è nascosto anche solo parzialmente a Barcellona, non potrà più farlo.
E questo aspetto sarà molto importante anche per Pirelli. Il fornitore unico di pneumatici di Formula 1 si è presentato al via del Mondiale 2026 con gomme tutte nuove che hanno fatto il loro esordio proprio a fine gennaio, nello Shakedown del Circuit de Barcelona-Catalunya. Nuove nelle dimensioni, nuove nella costruzione, quindi anche loro da valutare attentamente per capirne il comportamento.
Mario Isola, responsabile di Pirelli Motorsport, ha spiegato su cosa si concentrerà la Casa italiana questa settimana. Sakhir è una pista esigente per le gomme contando che l'asfalto è uno dei più aggressivi che i team incontreranno perché è lo stesso che la F1 incontrò nella prima edizione del Gran Premio del Bahrain, disputata nel 2004.
"In Bahrain confermeremo soprattutto le mescole dure, perché sappiamo che il Bahrain è piuttosto impegnativo per le gomme, con condizioni probabilmente più simili a quelle che troveremo durante la gara. Quindi, più rappresentativo, ma soprattutto con vetture più vicine alla versione che inizierà il campionato a Melbourne".
Mario Isola, direttore F1 di Pirelli con le gomme Pirelli 2026
Foto di: Pirelli
Secondo Isola, le monoposto che hanno esordito al Montmelò hanno già fatto vedere una velocità considerevole rispetto alle iniziali aspettative. In Bahrain, però, quasi tutti i team potranno lavorare con più cognizione di causa sulla gestione dell'energia garantita dalla MGU-K, dopo aver avuto modo di raccogliere dati e studiarli in queste due settimane.
"Penso che le vetture siano già abbastanza veloci rispetto alle mie aspettative.
Stanno girando con un tempo sul giro che non è così lento. Prima di andare a Barcellona avevo sentito dire che le vetture erano lente e che la gestione dell'energia era complicata. È sicuramente complicata, è un pacchetto completamente nuovo".
A proposito dell'aerodinamica attiva e dell'utilizzo differente del dispiegamento d'energia, Pirelli ha potuto apprezzare tutte le difficoltà che i piloti hanno avuto a Barcellona nel calarsi nella nuova realtà che la Formula 1 propone quest'anno.
"Abbiamo visto alcuni piloti in difficoltà nell'adattarsi al nuovo sistema e anche alcuni flat spot sugli pneumatici, cosa normale in questa situazione. Ma in Bahrain avremo sicuramente dati più affidabili".
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