Pirelli: clamorose indicazioni dall'inchiesta interna?

Trovati sessanta corpi estranei nelle gomme di Spa sminuzzate. Nei test nessun cedimento per affaticamento

La Pirelli non ha ancora completato l’indagine sulle gomme di Spa dopo l’esplosione della posteriore destra di Sebastian Vettel a due giri dalla conclusione del Gp del Belgio. La Casa milanese che fornisce in esclusiva gli pneumatici alle squadre di Formula 1 sta alternando delle squadre di lavoro nel Centro Ricerche della Bicocca che coprono le 24 ore per arrivare ad una risposta precisa sul cosa ha provocato lo stop della SF15-T che stava difendendo il terzo posto dagli attacchi della Lotus E23 Hybrid di Romain Grosjean, scatenando le violente polemiche che hanno tenuto banco su tutti i media in questi giorni.

I tecnici della Pirelli hanno scelto il silenzio fintanto che i risultati dell’inchiesta interna non saranno consegnati alla FIA: Paul Hembery e il suo staff sono intenzionati a rilanciare la proposta che era stata bocciata dalle squadre tre anni fa, quando il Costruttore di gomme voleva indicare un limite di utilizzo per ciascuna mescola. La sensazione è che non possa diventare una norma di regolamento, quanto una linea d’indirizzo che potrebbe anche essere disattesa dalle squadre, pur sapendo di scegliere una strategia di gara che andrebbe oltre i vincoli dettati, magari contando sul fatto che il proprio telaio è più gentile sulle coperture rispetto a tutti gli altri.

Come abbiamo già avuto modo di anticipare su OmniCorse.it, le gomme a mescola media di Spa Francorchamps sono state sminuzzate meticolosamente dopo essere stato sottoposte a durissime prove al banco con carichi e temperature che hanno simulato le condizioni del Gp di domenica che si è disputato con inusuali 39 gradi di asfalto per una pista abrasiva e veloce come quella belga. Stando alle indiscrezioni che siamo riusciti a raccogliere starebbe emergendo in maniera sempre più chiara il fatto che la posteriore destra di Sebastian Vettel non è esplosa per affaticamento.

L’ossessiva ripetizione dei long run svolti in condizioni estreme non ha portato ad alcun cedimento, mentre a inquietare gli uomini della Pirelli è emerso un dato che, se verrà confermato ufficialmente, farà un certo clamore: dall’inizio della stagione 2015 sono stati conteggiati un centinaio di corpi estranei (piccoli e grandi) conficcati nei battistrada delle gomme che sono tornate a casa dopo i Gp e che potevano diventare causa di una foratura lenta. Quaranta nei primi dieci Gp del campionato e ben sessanta soltanto a Spa. Questo dato macroscopico farebbe pensare che anche il cedimento accusato dalla Ferrari potrebbe essere stato causato da una foratura.

Pare che l’anteriore sinistra smontata dalla SF15-T del campione del mondo tedesco avesse ancora quattro millimetri di battistrada, mentre la posteriore sinistra sarebbe arrivata a un millimetro dopo 27 giri e mezzo della pista di Spa Francorchamps che propone la compressione dell’Eau Rouge – Raidillon dove si registrano forze che arrivano a picchi di 3G.

Se le voci verranno confermate dai dati, c’è da credere che tanto la Ferrari, quanto la Pirelli che in questo giorni sono finite in un tritacarne mediatico, potrebbero trovare entrambe delle valide giustificazioni al loro operato. È chiaro che non sarà possibile trovare il “corpo del reato” visto che la posteriore destra di Sebastian è letteralmente esplosa dopo il Raidillon, lasciando ben poco materiale alle valutazioni.

Come non si è trovato il detrito che ha perforato la gomma posteriore destra di Nico Rosberg nelle prove libere del venerdì: le prove al banco hanno confermato che un corpo estraneo ha perforato anche la carcassa oltre al battistrada provocando la deleteria foratura ad alta velocità. Del resto dal drammatico Gp di Gran Bretagna 2013 non si era più registrato uno scoppio di gomma e, anzi, si è accusata la Pirelli di adottare una scelta delle mescole molto conservative che può avere spinto gli ingegneri della Ferrari a puntare su una gara con una sola sosta, tanto più che il cliff del pneumatico (la caduta di prestazione sul giro) sarebbe in parte stato nascosto dal calo di carburante.

Normalmente si calcolano 0”3 al giro per ogni 10 kg di peso, mentre il valore a Spa Francorchamps può essere dilatato trattandosi di un tracciato di oltre sette chilometri (il più lungo dell’intero mondiale). Se si considera che una F.1 mediamente consuma poco più di 2 kg di benzina a tornata non è difficile fare dei calcoli.

Aspettiamo le prossime ore perché finalmente potrebbe emergere una più chiara visione di quanto è accaduto domenica a 10 km dalla bandiera a scacchi del Gp del Belgio. E alla fine, forse, tornerà buona la prima dichiarazione di Maurizio Arrivabene detta a caldo alle tv: "Cosa dire, perdere un podio per una scemenza come una foratura a due giri dalla fine fa davvero male. Sinceramente non so cos'altro dire...".

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A proposito di questo articolo
Campionati Formula 1
Evento Gran Premio del Belgio
Circuito Spa-Francorchamps
Piloti Sebastian Vettel
Team Ferrari
Articolo di tipo Rumor