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F1 | Pirelli, Imola banco di prova: debutta la C6 e si studia il salto di mescola

A Imola debutterà la nuova mescola C6 di Pirelli, la più morbida della gamma: una scelta aggressiva secondo la casa italiana, ma che rappresenterà un banco di prova cruciale. A seconda dei dati ricavati nel weekend, Pirelli studierà l’ipotesi di proporre o meno un salto di mescola in alcune tappe del mondiale per offrire più opzioni strategiche.

Pneumatici Pirelli

Dopo le lunghe trasferte lontane dall’Europa, la Formula 1 torna finalmente nel Vecchio Continente per la seconda “tripletta” della stagione. Il ritorno in Europa si aprirà con la tappa di Imola, seguita da quelle di Monaco e Barcellona: tre GP profondamente diversi tra loro, in grado di esaltare caratteristiche differenti delle vetture.

Questo ritorno ha un significato più importante di quanto possa sembrare. Non solo perché molti team porteranno i primi significativi aggiornamenti tecnici della stagione, ma anche perché a Imola debutterà la C6, l’ultima mescola sviluppata da Pirelli per offrire alle squadre un’opzione strategica in più, con l’obiettivo di rendere le gare più vivaci grazie a compound più morbidi.

L’ultima novità introdotta dal costruttore italiano è stata progettata principalmente per circuiti cittadini o tracciati con un’usura particolarmente bassa sugli pneumatici, come Monaco, Las Vegas o Montreal. Proprio per questo, la scelta di farla debuttare a Imola rappresenta una mossa interessante e significativa in ottica futura. Come sottolineato da Pirelli, si tratta di una strategia piuttosto aggressiva.

Pirelli, gomme medie

Pirelli, gomme medie

Foto di: Erik Junius

Gomme più tenere per incrementare la gestione gomma

Sebbene il tracciato italiano sia considerato nel complesso poco severo sugli pneumatici, le sue curve veloci e le numerose zone di trazione impongono comunque un carico energetico non trascurabile sulle gomme. Questo costringerà i team a una gestione più attenta per evitare una sosta extra, particolarmente penalizzante a Imola a causa della lunga pit lane e delle ridotte possibilità di sorpasso.

La scelta di introdurre la C6 rientra comunque in una strategia più ampia adottata da Pirelli in questo inizio di stagione, che ha visto l’impiego di mescole più morbide in diversi appuntamenti, come in Arabia Saudita o a Miami, per ampliare le variabili strategiche. Sebbene le gare siano rimaste tendenzialmente su una singola sosta anche con compound più teneri, la gestione degli pneumatici è diventata più importante.

Pirelli ha più volte sottolineato che portare gomme più morbide non è la soluzione ai problemi della F1, poiché le vetture restano larghe, pesanti e sensibili all’aria sporca. L’introduzione di mescole più tenere può aggiungere un elemento di imprevedibilità, ma più in funzione di favorire una gestione più complessa o di avvicinare la gara verso le due soste, per quanto i team tendando poi ad adattarsi.

Pneumatici Pirelli P Zero Medium sulla McLaren MCL38

Pneumatici Pirelli P Zero Medium sulla McLaren MCL38

Foto di: Steven Tee / Motorsport Images

“È una storia senza fine. Cerchiamo di mettere in difficoltà i team e trovano una soluzione. Se la strategia migliore è gestire la gomma per fare una sola sosta, lo fanno. Oppure configurano l’auto in modo da essere più gentili con le gomme. Proviamo a dargli un compound con più degrado, e loro imparano a usarlo. Passiamo a mescole più morbide e capiscono come modificare l’approccio", ha raccontato Mario Isola.

Imola test per il futuro: si studia il salto di mescola

Il debutto della C6 a Imola rappresenta anche un importante test in chiave futura, offrendo a Pirelli l’opportunità di raccogliere dati utili per valutare un’opzione da tempo sul tavolo, ma che non viene più adottata da anni, ovvero il salto di mescola nell’allocazione per un determinato weekend di gara.

“Sono curioso di vedere cosa succederà a Imola con la C6, onestamente, perché è la combinazione più morbida che abbiamo. L’altro punto è che, con i dati raccolti, possiamo anche considerare di saltare un compound e simulare le gare successive. Voglio aspettare Imola per capire come funziona la C6 in un contesto simile a un weekend di gara, non solo nei test”, ha aggiunto il direttore di Motorsport Pirelli.

Finora, la C6 è stata testata soltanto in alcune sessioni private, tra cui quella collettiva ad Abu Dhabi a fine 2024, anche se il tracciato di Yas Marina è risultato troppo aggressivo per un reale impiego in gara. Vederla in azione durante un Gran Premio, come accadrà a Imola, fornirà dunque dati molto più utili.

Pneumatici Pirelli nel paddock

Pneumatici Pirelli nel paddock

Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

Una volta analizzati i dati della gara italiana, seguita da quelle di Monaco e Montréal, Pirelli potrà tracciare un bilancio più preciso. Attraverso ulteriori simulazioni, valuterà se introdurre il salto di mescola possa effettivamente movimentare l’azione in gara.

“Vogliamo ottenere dati sulla C6 e poi simulare altre gare per valutare se ha senso saltare un livello. Per esempio, tra la C3 e la C4 il delta sul giro è piuttosto ridotto, quindi potremmo considerare una combinazione come C2, C4 e C5. In tal caso, se vuoi fare una sosta unica con C2 e C4, la C2 è ovviamente più lenta, e potresti non avere lo stesso vantaggio rispetto a una combinazione classica con C3, C4 e C5.”

Quest’anno, Pirelli ha riorganizzato le mescole in modo che siano ben spaziate tra loro, ma è chiaro che, avendo anche la scelta libera sul compound di partenza, in diverse occasioni i team abbiano privilegiato strategie conservative a singola sosta, come la classica media-hard. Solo in alcuni appuntamenti, come Sakhir, si è visto un ricorso più frequente alla doppia sosta, spesso causato dalle condizioni dell’asfalto.

Anche saltando una mescola, è probabile che i team restino su strategie conservative per evitare una sosta in più, soprattutto sui circuiti dove è difficile sorpassare . Tuttavia, questa opzione potrebbe comunque introdurre una variabile in più, grazie a un delta più marcato tra i compound disponibili. Un circuito dove si potrebbe sperimentare il salto di mescola è Zandvoort, ma prima sarà fondamentale analizzare i dati raccolti a Imola.

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