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F1 | Piastri vince anche a Miami nella doppietta McLaren. Ferrari: è profondo rosso

Oscar Piastri vince la quarta gara in 6 GP disputati e conferma la leadership nel Mondiale davanti a Norris, oggi secondo. Russell, ottimo con la Mercedes, completa il podio. Super Albon con la Williams, quinto. Ferrari in Top 10 ma a 50 secondi dalle MCL39.

Oscar Piastri, McLaren

Oscar Piastri, McLaren

Foto di: James Sutton / Motorsport Images

La McLaren ha gettato la maschera: la squadra di Woking centra la 51esima doppietta nel GP di Miami con Oscar Piastri davanti a Lando Norris. L’australiano coglie la quarta vittoria stagionale portando a 16 punti il vantaggio sul compagno di squadre inglese nel campionato mondiale piloti.  

La squadra di Woking ha dato una dimostrazione di superiorità in gara dopo aver lasciato sfogare uno straordinario Max Verstappen che è scattato al comando dalla pole position. L’olandese, tenendo duro subito dopo il via su Norris, ha scompaginato le posizioni alle sue spalle: Lando finito largo dall’azione di Max è scivolato sesto, mentre Piastri, bloccato involontariamente dal compagno, viene infilato da Kimi Antonelli che si porta in seconda posizione. Poi la situazione si stabilizza: Verstappen resiste dieci giri al comando alla sua maniera e poi deve arrendersi a Piastri che riesce ad allungare perché Lando supera la Red Bull solo giro 17 quando Max comincia ad accusare un calo di gomme.

Da quel momento le MCL39 hanno fatto gara solitaria: l’australiano, con la sua solita freddezza, ha cercato di gestire la macchina papaya, non temendo il ritorno di Norris che nel finale ha accorciato, dimezzando il distacco che era di oltre otto secondi. Il team di Andrea Stella ha completato anche un doppio pit stop, rivelando anche un’ottima organizzazione di squadra, al giro 29 sfruttando la VSC che è stata introdotta per lo stop di Oliver Bearman alla prese con il motore Ferrari della sua Haas che è andato in fumo... 

Le McLaren a Miami ha collezionato 43 punti, strappando nel mondiale Costruttori sugli inseguitori, costruendo un vantaggio di 105 lunghezze sulla Mercedes: non c’è storia. Del resto, George Russell conquista un consistente terzo posto, ma la sua W16 paga oltre 37 secondi dalle macchine papaya. Chi pensa che il cambio delle verifiche sulle ali anteriori che scatterà in Spagna potrà cambiare i valori tecnici si sta illudendo: la McLaren dà la sensazione di saper gestire la sua superiorità, lasciando gli altri con un palmo di naso anche se le MCL39 hanno mostrato un evidente porpoising che non penalizza le prestazioni... 

Russell il podio lo ha conquistato decidendo di partire con un treno di hard, potendo stare in pista più a lungo e monetizzando la scelta: Max Verstappen resta giù dal podio dopo un inizio di gara roboante che ha divertito il pubblico con chiusure molto toste sulle McLaren, ma l’aver rodeato l’ha pagato con gomme che si sono surriscaldate.  

L’eroe di giornata è sicuramente Alexander Albon che ha conquistato un ottimo quinto posto davanti alla Mercedes di Kimi Antonelli. L’anglo thailandese è ottavo nel mondiale piloti con un bottino di 30 punti e se aggiungiamo che anche Carlos Sainz ha chiuso a punti nono, emerge una Williams che sta consolidando il quinto posto nel Costruttori. 

Kimi Antonelli, dopo un avvio molto brillante, non è riuscito a gestire le medie come avrebbe voluto ed è finito sesto, complice anche una perdita di tempo al pit stop perché la squadra non lo ha rilasciato dopo il cambio gomme perché stava transitando Carlos Sainz in fast–lane. Non si può dire che il bolognese sia fortunato nelle circostanze di gara che giocano sempre contro di lui. Il ragazzo comunque non commette errori ed è sesto nella classifica pilota.  

La grande assente della gara USA è la Ferrari: la SF-25 mostra i suoi vincoli e subisce l’umiliazione di essere ancora quinta forza. Vedere Charles Leclerc e Lewis Hamilton settimo e ottavo ridimensiona le ambizioni di Maranello, mentre cresce la pressione fra i due piloti. Hamilton ha chiesto l’inversione delle posizioni perché da dietro era arrivato alle spalle del monegasco con gomme gialle. Il muretto del Cavallino ha aspettato a prendere la decisione e quando c’è stato lo scambio, le coperture medie avevano perso un po’ di smalto, fatto sta che Charles si è rifatto sotto, chiedendo a sua volta la restituzione della posizione.

L’inglese per un po’ ha fatto finta di non sentire e i due piloti in rosso hanno cominciato a beccarsi via radio, rivelando uno scenario piuttosto esplosivo anche con una macchina non competitiva. Auguri... 
Il sette volte campione del mondo si è dovuto difendere anche da un attacco finale di Sainz che ha provato a sorprenderlo nell’ultimo giro. Insomma, sono scintille fra vecchi e nuovi ferraristi. 

La Ferrari non c’è: manca di prestazione, manca di carico aerodinamico. E paga quasi un minuto dalle McLaren. Non ci sono più scuse, servono degli aggiornamenti. E sarà interessante vedere cosa la Scuderia saprà portare a Imola per dare una svolta alla stagione. Altrimenti sarà meglio pensare al 2026 lasciando perdere il presente... 

La Top 10 è chiusa da Yuki Tsunoda con la seconda Red Bull: il giapponese ha preceduto Isack Hadjar con la Racing Bulls sebbene abbia preso 5 secondi di penalità per aver superato la velocità minima all’ingresso della corsia box. Il francese è seguito dalla Haas di Esteban Ocon e dall’Alpine di Pierre Gasly partito dalla pit lane. 

Jack Doohan non ha finito il primo giro per la botta subita da un aggressivo Liam Lawson che poi è stato costretto al ritiro perché aveva un buco nella pancia destra che gli costava un secondo al giro. Stop anche per Gabriel Bortoleto: anche al brasiliano è andato ko un motore Ferrari. Brutto segno per Maranello! 

Male l’Aston Martin con Fernando Alonso e Lance Stroll doppiati proprio come la Sauber di Nico Hulkenberg. Lo spagnolo ha patito anche un testacoda per fortuna innouo... Ma la AMR25 non c'è.

   
1
 - 
5
   
   
1
 - 
2
   
Cla Pilota # Giri Tempo Distacco km/h Pits Punti Ritirato Telaio Motore
1 Australia O. Piastri McLaren 81 57

-

    1 25   McLaren Mercedes
2 United Kingdom L. Norris McLaren 4 57

+4.630

4.630

4.630   1 18   McLaren Mercedes
3 United Kingdom G. Russell Mercedes 63 57

+37.644

37.644

33.014   1 15   Mercedes Mercedes
4 Netherlands M. Verstappen Red Bull Racing 1 57

+39.956

39.956

2.312   1 12   Red Bull Red Bull
5 Thailand A. Albon Williams 23 57

+48.067

48.067

8.111   1 10   Williams Mercedes
6 Italy A. Antonelli Mercedes 12 57

+55.502

55.502

7.435   1 8   Mercedes Mercedes
7 Monaco C. Leclerc Ferrari 16 57

+57.036

57.036

1.534   1 6   Ferrari Ferrari
8 United Kingdom L. Hamilton Ferrari 44 57

+1'00.186

1'00.186

3.150   1 4   Ferrari Ferrari
9 Spain C. Sainz Jr. Williams 55 57

+1'00.577

1'00.577

0.391   1 2   Williams Mercedes
10 Japan Y. Tsunoda Red Bull Racing 22 57

+1'14.434

1'14.434

13.857   1 1   Red Bull Red Bull
11 France I. Hadjar Racing Bulls 6 57

+1'14.602

1'14.602

0.168   1     RB Honda
12 France E. Ocon Haas F1 Team 31 57

+1'22.006

1'22.006

7.404   1     Haas Ferrari
13 France P. Gasly Alpine 10 57

+1'30.445

1'30.445

8.439   1     Alpine Renault
14 Germany N. Hulkenberg Sauber 27 56

1 lap

    1     Sauber Ferrari
15 Spain F. Alonso Aston Martin Racing 14 56

1 lap

    1     Aston Martin Mercedes
16 Canada L. Stroll Aston Martin Racing 18 56

1 lap

    1     Aston Martin Mercedes
dnf New Zealand L. Lawson Racing Bulls 30 36

21 laps

    2   Ritirato RB Honda
dnf Brazil G. Bortoleto Sauber 5 30

27 laps

    1   Ritirato Sauber Ferrari
dnf United Kingdom O. Bearman Haas F1 Team 87 27

30 laps

        Power Unit Haas Ferrari
dnf Australia J. Doohan Alpine 7 0

 

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