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F1 | Piastri: un diamante grezzo che sta rivelando il suo splendore

Il pilota australiano sta confermando il talento su cui ha scommesso la McLaren, ma a stupire è la sua grande capacità di mantenere la calma anche nei momenti più difficili. Forse è anche per questo che la squadra di Woking non lo ha ancora declassato a scudiero di Norris nonostante i 42 punti in meno in classifica...

Oscar Piastri, McLaren F1 Team, 3° posizione, festeggia sul podio

Oscar Piastri, McLaren F1 Team, 3° posizione, festeggia sul podio

Foto di: Andy Hone / Motorsport Images

Al di là di quelli che saranno gli esiti definitivi del mondiale 2024, Oscar Piastri ha fatto centro. È diventato vincitore di Gran Premi, ha confermato una crescita importante e soprattutto è entrato nella testa di molto avversari, incluso Lando Norris. Ci sono tratti comuni tra i primi passi percorsi in Formula 1 da molti campioni e Piastri (al momento) sta camminando sullo stesso sentiero. Lo fa a modo suo, perché Oscar è sempre stato un po' diverso dagli altri piloti della sua generazione. Ora che si portato sotto i riflettori del mondo della Formula 1 a molti appassionati, nonché a parecchi addetti ai lavori, appare un ragazzo imperscrutabile.

Che Piastri sia destinato ai piani alti del motorsport è noto da tempo. Ha la velocità, la passione per la tecnica ed una grande dedizione al lavoro. Ma quello che lo contraddistingue dai suoi coetanei è un tratto caratteriale che rappresenta un’arma importante in uno sport dove bisogna convivere costantemente con una grande pressione: calma lucida e analitica. Nel corso della carriera nelle formule propedeutiche il suo cammino è stato esaltante, ma non tutto è andato sempre nel modo previsto. Nel 2020, stagione d’esordio in Formula 3, Piastri fu pesantemente condizionato da un persistente problema al DRS della sua monoposto che si prolungò per diversi weekend di gara.

Uno scenario da far saltare i nervi, ma non a lui. Iniziò una lunga storia narrata su Twitter (ancora visibile oggi) in cui dialogava con “my dear DRS”, raccontando in modo ironico le sue disavventure gara dopo gara. Il team Prema impazzì letteralmente per scovare l’origine del problema, e solo dopo diversi weekend di gara si scoprì che l’anomalia derivava da un sensore. Durante il momento di difficoltà, Piastri non diede alcun segno di nervosismo, si impegnò a portare a casa il massimo dei punti possibile in quelle condizioni conquistando il titolo a fine stagione.

Oscar Piastri

Oscar Piastri

Foto di: Oscar Piastri

L’approccio è quello di un veterano navigato. Quando le cose non vanno nel modo che vorrebbe, le sue analisi non contengono una singola parola fuori posto, possiede una capacità unica di saper sottolineare una situazione problematica con una battuta, senza mai apparire offensivo o presuntuoso nei confronti di chi siede dall'altra del tavolo. Una dote che gli consente di portare dalla sua parte le persone con cui lavora ed ottenere il supporto del gruppo.

Tra le criticità che Piastri ha dovuto affrontare c’è stato il traumatico fine rapporto con l’Alpine e il conseguente passaggio alla McLaren avvenuto nell’estate del 2022. Solitamente un pilota che si ritrova al centro di queste vicende finisce con l’uscirne male, soprattutto sul fronte dell’immagine, ma per Oscar non è stato così. Nel suo caso c’è stata anche un’ulteriore ‘aggravante’, ovvero l’arrivo in McLaren a spese del suo connazionale Daniel Ricciardo. Critiche o polemiche? Nessuna. Piastri ha detto poco sulla vicenda, ma quel poco che ha detto è stato ben indirizzato. Avrebbe potuto (almeno inizialmente) finire nel mirino dei molti sostenitori di Ricciardo, soprattutto nella sua Australia, ma gli effetti negativi sono stati praticamente nulli.

Ovviamente la maturità servirebbe a poco se non ci fosse anche la performance pura, ma questi dubbi Oscar li ha fugati da tempo, convincendo a fine 2019 la Renault a inserirlo nella sua Academy. Tre anni dopo, con in bacheca tre titoli consecutivi (F.Renault, F.3 e F.2) ha convinto la McLaren ad un passo sulla carta non privo di rischi, ovvero garantire a Ricciardo lo stipendio pieno previsto dal suo contratto per la stagione 2023 e mettere in macchina Oscar. L’operazione a giochi fatti si è rivelata brillante, un colpo per cui Zak Brown e Andrea Stella non possono che essere soddisfatti.

È vero che oggi in lotta per il mondiale c’è Norris, è nero su bianco che Lando vanta al momento 42 punti di vantaggio sul compagno di squadra. Ma la Formula 1 è anche uno sport in cui bisogna saper leggere il futuro, e la solidità di Piastri ha fatto breccia anche nel box della McLaren. La squadra non ha voluto battezzare uno scudiero di ruolo, Oscar sarà a disposizione solo se le circostanze varranno concretamente il suo sacrificio. Da quando il mondiale è sbarcato in Europa (nel weekend di Imola) il bottino di punti di Norris e Piastri è equivalente, 196 punti ciascuno, a conferma di una crescita notevole di Oscar che traspare dal confronto diretto con un compagno di squadra che non fa sconti.

Piastri è osservato speciale anche fuori dalle mura della McLaren, lo sanno bene Brown e Stella, impegnati ad evitare che possa nascere malcontento all’interno del team. Sanno di avere tra le mani un futuro campione del mondo, un diamante grezzo che sta velocemente rivelando il suo splendore, e non vogliono creare crepe che possano permettere agli avversari di infilarsi con offerte tentatrici.

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