F1 | Piastri 2.0: le ambizioni da titolo passano dal salto fatto in qualifica
In testa al mondiale e con la consapevolezza che il 2025 può diventare il suo anno. Piastri ha mostrato evidenti progressi nel 2025, migliorando soprattutto in qualifica, dove una maggior competitività e, soprattutto, costanza lo stanno aiutando nel confronto interno. Una crescita che, come spiegato da Stella, va oltre le performance della vettura.
Primo in classifica con un margine di sedici punti di vantaggio su Lando Norris e seriamente in corsa per il titolo mondiale. Le prime sei gare di questo 2025 hanno raccontato molto sulla versione “2.0” di Oscar Piastri che, pur beneficiando di una vettura che per ora si è dimostrata essere il riferimento della griglia, ha mostrato un deciso passo in avanti rispetto alla scorsa stagione.
Solamente dodici mesi fa, infatti, dopo sei gare, complice qualche episodio sfortunato e un paio di gare sottotono, l’australiano si ritrovava sesto in classifica e, soprattutto, con meno della metà dei punti del suo compagno di squadra Norris. Ora, invece, è in testa al mondiale.
Senza dubbio, lo zero di Miami, dove Norris trionfò approfittando della Safety Car, ebbe il suo impatto sulla classifica. Tuttavia, le due gare precedenti, Giappone e Cina, furono tra le più deludenti del suo 2024, evidenziando alcune aree critiche su cui lavorare, come la qualifica e il passo gara. Sono proprio questi gli ambiti in cui, ovviamente, l'esperienza gioca un ruolo fondamentale.
Oscar Piastri, McLaren
Foto di: Glenn Dunbar / Motorsport Images
Il tempo vola e Piastri sembra ormai un pilota navigato, ma è importante ricordare che il 2025 rappresenta solo il terzo anno dell'australiano in Formula 1. In Bahrain, infatti, ha celebrato le sue 50 gare nella massima serie. Lo stesso Piastri, prima dell'inizio della stagione, aveva ammesso di dover ancora migliorare su alcuni aspetti se il suo obiettivo era davvero quello di lottare per il titolo.
“Il problema più grande è stato stato lasciare qualche posizione di troppo in qualifica. Non credo di essermi mai reso la vita facile sotto questo aspetto. È questo il punto focale della stagione: cercare di ottenere gli ultimi centesimi, gli ultimi decimi”, aveva raccontato Piastri al termine dello scorso anno.
Il miglioramenti decisivi sono quelli in qualifica
Il giro secco era una delle aree in cui era necessario compiere dei progressi, e finora i miglioramenti sono stati evidenti. Un aspetto che non può e non deve essere trascurato, perché in una stagione che potrebbe vedere il mondiale trasformarsi in una sfida interna con il compagno di squadra, partire davanti non offre solo un vantaggio competitivo in modo diretto, ma anche sul fronte delle strategie di gara.
Escludendo le sprint, Piastri è partito solo due volte fuori dalla prima fila, con una quarta casella come peggior posizione di partenza in questo avvio di campionato. Al contrario, Norris è partito oltre la prima fila in ben tre occasioni, una delle quali a causa di un incidente a Jeddah. Sebbene l’inglese, realisticamente, abbia ancora qualcosa in più come velocità pura, la costanza dell’australiano sta facendo la differenza.
| Bahrain | Arabia Saudita | Australia | Giappone | Cina | Miami | Media | |
| 2024 | +0.069 | −0.043 | +0.257 | +0.271 | +0.108 | +0.081 | +0.123 |
| 2025 | −0.426 | Errore Norris | +0.084 | +0.032 | −0.152 | +0.106 | −0.071 |
I numeri sono chiari, come si può vedere dalla tabella precedente: dopo sei GP nel 2024, il gap medio in qualifica era di quasi un decimo e mezzo a favore di Norris, mentre quest'anno, al contrario, i dati mostrano un vantaggio di sette centesimi per l'australiano. Anche escludendo il Bahrain, dove il britannico ha faticato a trovare il giusto feeling con la vettura, il confronto si allineerebbe, con appena un centesimo di differenza, ma comunque significativamente inferiore rispetto a dodici mesi fa.
“Penso che il duro lavoro che abbiamo fatto stia davvero facendo la differenza. Mi sento più a mio agio in qualifica e ho la sensazione di aver fatto un passo avanti. Certo, ho ancora avuto un paio di qualifiche in cui ho perso la pole per qualche centesimo, però ho fatto anche più qualifiche positive, quindi c’è stato un grande impegno su molti fronti per cercare di guadagnare quegli ultimi centesimi. Credo che stia dando i suoi frutti facendo la differenza”, aveva raccontato Piastri.
“Ci sono ancora alcune cose che stiamo cercando di sistemare come squadra, con la macchina che abbiamo. È chiaramente molto veloce, ma non sempre è facile riuscire a tirarne fuori tutto il potenziale”.
Oscar Piastri, McLaren
Foto di: Andy Hone / Motorsport Images
La MCL39 non si è rivelata la vettura più semplice da cui estrarre la massima prestazione in qualifica, e sia Piastri che Norris hanno commesso qualche errore nei momenti critici, per cui la costanza sta diventando l’aspetto decisivo a favore dell'australiano. Tuttavia, i progressi sul giro secco non sono stati l’unico tema chiave in questo avvio di stagione, come confermato da Andrea Stella, che ha voluto rimarcare il passo in avanti compiuto sul passo gara.
I progressi sul passo non sono dovuti solo alla macchina
Piastri ha mostrato un approccio molto più solido nella gestione del ritmo di gara rispetto alla scorsa stagione. Senza dubbio, disporre della vettura di riferimento in griglia gioca un ruolo fondamentale, poiché offre una maggiore flessibilità, ma anche rispetto a Norris si è visto un netto miglioramento, anche se su questo fronte il britannico gode ancora un vantaggio in termini di esperienza, come visto nelle gare di "rincorsa" di cui è spesso stato protagonista Norris quest'anno.
Stella ritiene che Piastri, ora alla sua terza stagione, abbia iniziato a comprendere al meglio le esigenze delle gomme durante la lunghezza di uno stint, affinando le sue abilità nella gestione degli pneumatici.
Oscar Piastri, McLaren
Foto di: Sam Bagnall / Motorsport Images
"Guardando il modo in cui Oscar sta dominando e gestendo il degrado delle gomme al momento, non è possibile che questo miglioramento arrivi solo dalla macchina. L’unico modo per sfruttare al meglio i miglioramenti che abbiamo apportato alla macchina è che il pilota in qualche modo capisca cosa fare con le gomme e con la vettura”, ha raccontato il Team Principal della McLaren a Miami.
"Questo non è avvenuto per caso, o perché Oscar ora inizia ad avere più esperienza, ma perché è stato fatto un grande lavoro da parte degli ingegneri per comprendere lo stile di guida, come influisce sulle gomme e come si può evitare di danneggiarle”.
"È molto diverso da quando si ha graining, all’anteriore o sul posteriore, surriscaldamento all’anteriore, surriscaldamento al posteriore. Non è che si trova un modo unico valido che ti possa aiutare a gestire le gomme per tutta la stagione. Ci sono più modi e bisogna sapere come intervenire. Penso che questo sia una testimonianza della qualità del lavoro svolto da Oscar e dal team che lo circonda”.
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