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F1 | Perez: "Horner era consapevole che Lawson e Tsunoda avrebbero deluso"

Il messicano, in attesa del ritornocon Cadillac, al podcast Oso Traca ha rivelato che l'ex team principal della Red Bull sapeva che i due compagni di squadra di Verstappen avrebbero sofferto perché la squadra di Milton Keynes corre con due vetture, ma l'attenzione era riservata solo all'olandese. Con Mekies Hadjar avrà qualche opportunità in più?

Sergio Perez

Sergio Perez

Foto di: Luke Hales / Getty Images

Sergio Pérez si sta preparando al ritorno in F1 con la Cadillac, ma il pilota messicano ha ancora il gefato che gli rode per i suoi trascorsi in Red Bull. Checo è tornato a parlarne nel podcast Oso Traca, spiegando di aver avuto la sensazione di non riuscire mai a soddisfare le aspettative del team di Milton Keynes, nemmeno quando aveva prestazioni vicine a quelle di Max Verstappen. 
 
"Il team si lamentava di tutto. Alla Red Bull, c’era sempre un problema", ha detto Sergio che ha visto interrotto il suo contratto con la squadra austriaca alla fine del 2024, sebbene avesse firmato un'estensione di due anni. 

"Se ero più veloce era un problema e si creava un ambiente molto teso; se ero più lento di Max, era un guaio anche quello. Ho capito qual era l’ambiente in cui mi trovavo e, invece di lamentarmi, ho cercato di trarne il massimo vantaggio". 

Max Verstappen, Red Bull Racing

Max Verstappen, Red Bull Racing

Foto di: Erik Junius

Perez, insomma, ha cercato di sfruttare il fatto di essere nella squadra migliore, ma si aspettava un maggiore coinvolgimento nello sviluppo della vettura piuttosto che aspettare le scelte fatte a favore di Max Verstappen. 
 "Sapevo a cosa sarei andato incontro alla Red Bull. Quando mi sono seduto al tavolo per la prima volta con Horner mi aveva detto: 'Correremo con due vetture perché dobbiamo schierarci con due monoposto, ma questo progetto è stato creato per Max che è il nostro talento".  

Sergio, infatti, è stato spesso usato per provare soluzioni che poi potevano essere trasferite sulla macchina di Max, mentre in fatto di sviluppi aerodinamici era spesso uno step in ritardo, perché il materiale nuovo veniva affidato solo al campione olandese... 
 "Ero nella squadra migliore, ma era una squadra molto complicata. Essere il compagno di squadra di Max è già molto difficile, ma essere il compagno di squadra di Max alla Red Bull è il peggior lavoro che si possa fare quando si è in Formula 1". 

Il messicano ora ha aggiunto alcuni dettagli interessanti sull’ultima conversazione con Christian quando ancora era team principal della Red Bull, segnalando che sarebbe stata molto dura per qualunque pilota fosse stato chiamalo a sostituirlo, perché la situazione non sarebbe stata gestibile e che era disposto a utilizzare tutti i piloti necessari. 

Christian Horner, ex team principal Red Bull Racing

Christian Horner, ex team principal Red Bull Racing

Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images

Perez ricorda l’ultimo contatto con Christian: “Gli dissi: ‘Cosa farai quando non funzionerà con Liam?'. Lui mi aveva risposto: 'Beh, c'è Yuki.' E allora ho replicato: 'E cosa farai quando non funzionerà nemmeno con Yuki?'”. 

È evidente che Horner in materia di piloti ha dovuto subire le decisioni di Helmut Marko, visto che il consulente Red Bull aveva mano libera in questo campo. La scelta di Liam Lawson è parsa intempestiva, tanto che il neozelandese è stato sostituito da Tsunoda dopo appena due GP. E anche il giapponese ha deluso, tanto da essere relegato quest’anno solo al ruolo di pilota di riserva, grazie alle tutele garantite dal supporto contrattuale della Honda. 

I due sostituti del giubilato Perez, quindi, sono stati giubilati entrambi. Quest’anno toccherà a Isack Hadjar, ma il francese potrà contare sulla differente conduzione della squadra che sarà sempre orientata su Super Max, ma sotto la guida di Laurent Mekies l'approccio alla seconda vettura sarà più equilibrato per il nuovo compagno di Verstappen. 

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