F1 | Perez davanti, ma la Mercedes mostra i muscoli

La Red Bull ha mandato alla carica Sergio Perez per contrastare l'egemonia Mercedes che ha portato ben cinque monoposto motorizzate dalla Stella dietro al messicano, quasi avessero avuto l'ordine di non risparmiare la power unit nel tentativo di spaventare la Honda. La W12 a conti fatti ha mostrato un passo migliore tanto ne lgiro secco (annullato il tempo migliore di Lewis) che nel passo gara. Ma Verstappen finora è stato a guardare.

F1 | Perez davanti, ma la Mercedes mostra i muscoli

La Mercedes c’è, e si candida prepotentemente alla vittoria sul circuito di Austin. Al termine delle due sessioni di prove libere disputate oggi, le W12 di Lewis Hamilton e Valtteri Bottas si sono confermate le monoposto più a loro agio sulle 20 curve del tracciato texano, anche se la classifica finale della sessione FP2 vede leader Sergio Perez.

Hamilton si è visto cancellare il crono che gli sarebbe valso la prima posizione (per aver oltrepassato di pochissimo la linea bianca all’esterno della curva 19) errore da non commettere in qualifica, ma che oggi non toglie ai suoi ingegneri i riferimenti per valutare la perfomance della monoposto.

La partita finale di una stagione tesissima si sta giocando molto sul fronte power unit. A sorpresa la Mercedes ha portato in pista sulla monoposto di Bottas la sesta unità endotermica (che costerà a Valtteri 5 posizioni di penalità sulla griglia di partenza di domenica) lanciando un messaggio chiaro.

Come si è visto in Turchia, la Mercedes vuole poter contare anche sul finlandese nella stretta finale tra Hamilton e Verstappen, e farà di tutto per mettere Bottas nelle migliori condizioni possibili al fine di togliere punti a Max, obiettivo che nel box campione del mondo non escludono a priori anche in questo weekend.

Le due sessioni di prove libere non hanno però definito completamente lo scenario dei valori in campo. La Mercedes ha confermato un ottimo pacchetto di partenza, ma non è ancora chiaro se il margine sulla Red Bull sia così ampio da permettere a Hamilton di iniziare un sabato all’insegna dell’ottimismo.

Verstappen non ha completato la simulazione di qualifica, pasticciando nel suo giro veloce (un bloccaggio in frenata) e rinunciando ad un secondo tentativo.

L’olandese è stato anche protagonista di un… siparietto a 300 km/h con Hamilton. I due hanno iniziato superandosi vicendevolmente nel corso di un giro di lancio, percorrendo l’ultima curva affiancati (dopo l’attacco di Hamilton) e lanciandosi sul rettilineo principale separati da una manciata di centimetri.

Hamilton è poi sfilato davanti a Verstappen, che ha salutato l’avversario con il dito medio. Prove tecniche in vista di domenica, ed è ciò che si augura Max, apparso un po' nervoso nel vedere la Mercedes nuovamente molto veloce sugli allunghi.

La Red Bull si è comunque consolata con Perez leader di giornata, e con i riscontri emersi nelle simulazioni di gara, che hanno confermato entrambe le monoposto dietro solo a Hamilton. I long-run hanno evidenziato una notevole usura degli pneumatici, a causa dei lavori svolti sull’asfalto di Austin per limare il più possibile i dossi evidenziati tre settimane fa nel weekend MotoGP.

Un successo parziale, quello ottenuto dai gestori del circuito, visto che i piloti hanno comunque confermato un ‘bump’ molto fastidioso, con l’aggravante che la limatura dell’asfalto si è confermata aggressiva sulle gomme.

La gara, che si preannuncia a due soste, vede così aggiungersi un’ulteriore variabile che complicherà il lavoro degli ingegneri.

Si preannuncia tutt’altro che scontato anche il confronto tra Ferrari e McLaren. La prima giornata di prove ha visto la squadra inglese svettare, ma sono riscontri da prendere con le pinze.

Tutte le monoposto motorizzate Mercedes hanno confermato una buona velocità di punta, facendo ipotizzare un utilizzo non proprio parsimonioso delle power unit.

Al contrario, sia Charles Leclerc che Carlos Sainz non sono sembrati disporre di motori particolarmente aggressivi, eguagliando poi il ritmo gara delle McLaren nei long-run. Lo scenario, anche in questo caso, non è ancora chiaro su chi potrà avere la meglio.

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