F1 | Perché la FIA ha dovuto rivedere le regole sulla bandiera rossa dopo il caso Bearman
Nell'ultima bozza del Regolamento Sportivo Internazionale, la FIA ha chiarito la gestione dei giri in regime di bandiera rossa dopo il caso Bearman a Imola: farà fede il momento in cui la Direzione Gara invia il segnale ai team, anche se le bandiere o i LED in pista si attivano dopo. Ogni giro completato dopo il segnale sarà invalidato.
Nell’ultima bozza del Regolamento Sportivo Internazionale della FIA è stata introdotta una piccola ma significativa aggiunta riguardante la classificazione dei giri completati in regime di bandiera rossa. Non si tratta di una modifica sostanziale, bensì di una serie di chiarimenti puntuali attraverso l’inserimento di un paragrafo dedicato, pensato per evitare il ripetersi di situazioni come quella vissuta a Imola con Oliver Berman nel 2025.
Tornando indietro di qualche mese, in seguito alla bandiera rossa provocata dall’uscita di Franco Colapinto al termine della prima manche delle qualifiche, la Direzione Gara aveva scelto di posticipare l’inizio della Q2 per verificare con esattezza quali piloti fossero riusciti a completare il giro prima della neutralizzazione. In un primo momento il sistema aveva convalidato il tempo di Oliver Bearman, salvo poi cancellarlo pochi istanti più tardi, con la conseguente esclusione del britannico dalla Q1.
Una conclusione amara, perché Bearman aveva firmato un crono che gli sarebbe con ogni probabilità valso il passaggio del turno. Nel post‑sessione è però emersa tutta la sua frustrazione: il britannico ha infatti sottolineato di non aver ricevuto alcuna segnalazione della bandiera rossa prima di completare il giro, circostanza che, a suo avviso, avrebbe dovuto garantire la validità del tempo.
Oliver Bearman, Haas F1 Team
Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images via Getty Images
Al di là delle bandiere rosse fisiche esposte dai marshall o dei pannelli LED a bordo pista, sul volante di ogni pilota vi sono dei LED che indicano lo stato della pista, inclusa l’interruzione della sessione. Ciò permette ai piloti di reagire prontamente in caso di bandiere gialle o rosse, ma sul volante di Bearman non era comparso alcun avvertimento prima che giungesse sul traguardo. Quelli luci sul volante, così come sui pannelli LED a bordo pista, si erano infatti accesi solo dopo il suo passaggio sul traguardo.
Il dato più rilevante, però, arrivava dal sistema della Direzione Gara: il messaggio di esposizione della bandiera rossa era stato inviato ai team con il giusto anticipo, dunque prima che Bearman tagliasse il traguardo. Al contrario, le bandiere rosse lungo il tracciato, attivate tramite i pannelli LED, erano state esposte fisicamente solo dopo il passaggio del britannico sulla linea del traguardo.
Il regolamento attuale stabilisce che l’esposizione della bandiera rossa debba essere accompagnata dall’attivazione delle luci arancioni poste nella parte superiore dei semafori sulla griglia di partenza, che in questo caso si sommano a quelle di fine sessione accese nella sezione inferiore. Di fatto, le luci arancioni della bandiera rossa erano state brevemente attivate dopo il passaggio sul traguardo di Lance Stroll, il quale a sua volta precedeva Bearman di pochi secondi, per poi essere immediatamente disattivate proprio prima dell'arrivo del britannico.
Un commissario sventola la bandiera rossa
Foto di: Patrick Vinet / Motorsport Images
Di fatto, quindi, pur in assenza di bandiere rosse fisicamente esposte, la sessione era già stata neutralizzata, motivo per cui il suo tempo era stato invalidato. Una situazione confusionaria, per cui la stessa scuderia statunitense ha poi richiesto un chiarimento e che ha portato ora la FIA a modificare il regolamento internazionale, che si estende a tutte le categorie oltre la F1.
La nuova regola recita che “Quando una vettura attraversa la linea di controllo per completare un giro dopo che è stata esposta la bandiera rossa: (a) quel tempo sul giro non sarà considerato valido; (b) il momento della prima esposizione sarà determinato dal sistema ufficiale di cronometraggio oppure, qualora questo non sia disponibile o non sia sincronizzato, come confermato congiuntamente dal direttore di gara o dal direttore di corsa e dal capo cronometrista; (c) se un tempo sul giro viene comunque registrato dopo la prima esposizione della bandiera rossa, i commissari dovranno cancellarlo”.
Di fatto, in questo modo la FIA ha attribuito priorità al segnale inviato dalla Direzione Gara ai team tramite l’apposito portale su cui le squadre monitorano in tempo reale ogni comunicazione. È stato così confermato che sarà proprio quel messaggio il riferimento da considerare, anche qualora venga trasmesso con alcuni secondi di anticipo rispetto all’effettiva esposizione delle bandiere rosse, come accaduto nel caso Bearman.
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