F1 | Norris: “L’incidente al via? Ho colpito Max, non sono stato aggressivo con Piastri”
Il contatto al via tra l'inglese e il suo compagno di squadra ha lasciato delle scorie "silenziose" che si aggiungono ad altri episodi che hanno segnato la stagione, ma tra i due ci sono visioni differenti. Norris crede di non essere stato aggressivo nei confronti di Piastri, mentre l'australiano ha scelto un profilo basso senza alzare i toni.
Andrea Stella ha un compito tutt’altro che semplice: mantenere sereno un ambiente intriso di benzina, dove potrebbe bastare una scintilla per farlo esplodere. È vero, Lando Norris e Oscar Piastri raramente hanno alzato i toni nel corso della loro carriera, ma con l’avvicinarsi delle ultime gare dell’anno è inevitabile che la tensione cresca e che ogni episodio assuma un peso sempre più rilevante.
Gli episodi più recenti, in particolare lo scambio forzato di Monza, hanno acceso subito le polemiche. Piastri, però, non ha mai affondato il colpo nelle dichiarazioni pubbliche, scegliendo di restare il più possibile abbottonato rispetto a certi commenti lasciati via radio in gara, quando l’adrenalina del momento aveva fatto emergere emozioni e frustrazione.
L’incidente al primo giro del Gran Premio di Singapore con il compagno di squadra rientra perfettamente in questa dinamica. Via radio Piastri ha lasciato trasparire tutta la sua frustrazione, anche perché, una volta persa la posizione, non ha mai avuto davvero il passo per recuperarla. Nelle interviste post-gara, invece, ha evitato commenti provocatori, mantenendo un profilo più misurato.
L'ala danneggiata sulla vettura di Norris per il contatto al primo giro
Foto di: Zak Mauger / LAT Images via Getty Images
È lo stile dell’australiano: affrontare certe questioni lontano dai riflettori, con la possibilità di discuterne a porte chiuse durante il consueto debrief con i vertici della squadra. Ma ogni storia ha sempre due prospettive, e nella conferenza stampa post-gara Norris ha chiarito che, dal suo punto di vista, quella manovra non fosse affatto aggressiva, bensì la conseguenza di un episodio precedente.
"Penso che la partenza sia stata buona. Il lato destro della griglia era buono”, ha esordito il pilota inglese. In effetti, tutti coloro che sono partiti dal lato sinistro della griglia nelle prime file hanno perso posizioni nei primi istanti di gara, eccezion fatta per Max Verstappen, che però ha potuto contare sulla maggiore aderenza data dalla mescola soft scelta al via proprio per provare a sorprendere tutti.
"Ho fatto una buona partenza, così mi sono portato in una buona posizione per non restare imbottigliato in uscita da curva 1 e in ingresso di curva 2. Quindi avevo un grosso varco all’interno rispetto a Oscar. È stato tutto molto ravvicinato. La pista era ancora scivolosa perché in alcuni punti era umida e si stava asciugando”.
“Credo di aver appena toccato il posteriore della vettura di Verstappen e questo mi ha dato una piccola correzione. Ma poi è finita lì. Quindi sì, bene nel senso che ho guadagnato due posizioni. E se non le avessi guadagnate lì, probabilmente non le avrei mai prese perché era difficile sorpassare, quindi l’aggressività e la prontezza hanno pagato”.
Lando Norris, McLaren, Oscar Piastri, McLaren
Foto di: Sam Bloxham / LAT Images via Getty Images
Riguardando i replay della partenza, si nota come Norris sia stato abile a impostare ingresso e uscita di curva 1 in modo da avere lo slancio verso curva 2, dove si è affiancato al compagno di squadra. In quella fase, secondo le linee guida FIA, aveva di fatto diritto di traiettoria per tentare il sorpasso.
Il punto è che, nel tentativo di allungare la staccata per completare il sorpasso su Piastri, Norris è arrivato leggermente lungo con tanta velocità in percorrenza di curva due, finendo per colpire chi lo precedeva, ossia Max Verstappen, e danneggiando l’ala anteriore. Da lì il contatto ha compromesso il controllo della vettura, che è rimbalzata addosso anche al compagno di squadra.
Quando gli è stato chiesto se ritenesse il suo attacco eccessivamente aggressivo nei confronti del compagno di squadra, Norris ha negato con decisione: "Beh, ho colpito Max. Quindi non è stato aggressivo sul mio compagno di squadra". Nel contesto di una gara in cui i sorpassi si preannunciavano complicati, è comprensibile che il britannico abbia forzato subito l’attacco in curva 1 al compagno di squadra, temendo di non avere una seconda occasione, soprattutto a livello strategico.
"Potrei riguardare e pensare che ci fosse qualcosa che avrei potuto fare diversamente o meglio. Chiunque in griglia avrebbe fatto esattamente la stessa cosa che ho fatto io. Quindi penso che se mi si critica per essere andato all’interno e aver messo la macchina in un grande varco, allora non dovresti essere in Formula 1”.
Lando Norris, McLaren
Foto di: Sam Bloxham / LAT Images via Getty Images
Non va dimenticato che, lo scorso anno, questa fu una delle ultime piste della stagione in cui Norris riuscì davvero a fare la differenza sul compagno di squadra: un’occasione preziosa per recuperare punti in ottica mondiale. Stavolta, però, le brutte sensazioni del venerdì, quando aveva confessato di aver perso tutti i suoi punti di forza su questo tracciato, unite a una qualifica negativa, avevano alimentato i dubbi, per quanto la MCL39 ha spesso dimostrato di esprimersi meglio sulla distanza di gara che sul giro secco.
I commissari, tradizionalmente inclini alla clemenza nel valutare gli incidenti al via, hanno stabilito che si trattasse di uno di quei casi in cui nessun pilota fosse “totalmente o prevalentemente responsabile”. Piastri ha comunque lasciato trasparire un certo disappunto durante la gara, mentre Norris si è detto convinto che l’australiano non avrebbe comunque mantenuto la posizione, trovandosi sulla parte esterna più sporca della pista.
"Non credo di aver fatto nulla di sbagliato. Certo, ho valutato male di quanto fossi vicino a Max, ma queste sono le corse. Non è successo nient’altro. E sono sicuro che sarei comunque finito davanti a Oscar, perché ero all’interno e lui avrebbe avuto la parte sporca della pista all’esterno".
Ciò che è certo è che si è trattato di una manovra decisa e aggressiva, capace di scavare ancora un po’ di più il solco tra i due piloti McLaren, più nelle sensazioni e in una tensione a distanza che nelle parole. Un episodio che rende ancora più complesso il compito di Andrea Stella, chiamato a mantenere la pace all’interno del box.
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