F1 | McLaren, Norris chiede strategie più aggressive: la gestione a 2 punte reggerà?
Dopo aver revisionato quanto successo a Suzuka, Lando Norris ha lanciato un messaggio chiaro: quando ci sono le opportunità, vuole prendersi maggiori rischi a livello strategico per puntare alla vittoria. Una richiesta comprensibile, ma come si sposa con l'approccio McLaren a 2 punte con cui Stella vuole garantire parità a entrambi i piloti?
Il Gran Premio del Giappone si è concluso con una domanda: la McLaren avrebbe potuto fare qualcosa di più e vincere una gara in cui, alla vigilia del weekend, partiva da favorita? Realisticamente sì, già dalle qualifiche, dove i due piloti della scuderia di Woking non sono riusciti a mettere a segno giri memorabili.
Eppure, c’era la sensazione che fosse ancora possibile ribaltare il risultato o, quantomeno, provarci. Nel corso del ventesimo giro, come analizzato dopo la corsa, si è presentata una piccola opportunità per tentare l’undercut su Max Verstappen e puntare tutto sulla vittoria. Ma si trattava di una mossa che richiedeva sia flessibilità strategica sia coraggio, perché non era priva di rischi.
“Con il senno di poi, ci sono molte cose che si sarebbero potute fare, ma nulla che non comportasse dei rischi. Penso che sia molto facile, anche per me, appena sceso dalla vettura, guardare cosa è successo e non essere soddisfatto di come sono andate le cose e del nostro approccio”, ha commentato Norris, riflettendo sulla gara di Suzuka alla vigilia del GP del Bahrain.
Lando Norris, McLaren
Foto di: Peter Fox - Getty Images
C'era una possibilità: il gioco vale la candela
Norris ha giustamente parlato di rischi, perché non c’era alcuna garanzia che l’undercut potesse funzionare senza margine d’errore. Infatti, i margini erano talmente ridotti che anche un piccolo errore avrebbe potuto farlo rientrare in pista alle spalle di Oliver Bearman, rendendo impossibile completare l’undercut.
Per uscire davanti al connazionale della Haas serviva la perfezione e, anche in quel caso, non vi era certezza di successo. È per questo che il pilota della McLaren ha parlato con lucidità dei rischi. “Non vi era alcuna garanzia che avrebbe funzionato e che sarei riuscito a passare Verstappen.”
“Quindi, per quanto la gente voglia parlare e dire che non abbiamo fatto un buon lavoro, io non sono d'accordo. Rimango fedele alle nostre decisioni come squadra, e ho molta fiducia nel fatto che agiamo sempre nell’interesse comune”, ha aggiunto l’inglese.
Sono proprio queste ultime parole ad aprire la discussione su un piano più ampio. Si trattava di un rischio da correre? Sì, se l’obiettivo era puntare tutto sulla vittoria e battere Verstappen. No, se invece il target era essere equi e leali verso entrambi i piloti. Infatti, in quello stesso giro in cui c’era una minima chance di far funzionare l’undercut su Verstappen, è stato invece richiamato ai box Oscar Piastri.
Lando Norris, McLaren
Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images
La scelta di fermare Piastri in quella tornata è sembrata più orientata a una visione strategica di lungo termine che al breve periodo. In realtà, non vi era un rischio immediato di undercut da parte di Russell, ormai distante quasi cinque secondi. Nemmeno Charles Leclerc, il più a rischio, ha risposto subito, rimanendo fuori per un altro passaggio, visto che il pilota della Mercedes si sarebbe ritrovato nel traffico.
In sostanza, la McLaren ha voluto giocare d’anticipo nel caso in cui il ferrarista si fosse fermato, così da garantire a Piastri il podio senza sacrificare la sua posizione. Un approccio “equo” verso entrambi i piloti che, tuttavia, è costato la chance di sorprendere la Red Bull.
“Potenzialmente, credo che in molti scenari, con due auto nelle posizioni in cui ci trovavamo, si possa puntare al primo e al terzo posto, o anche al primo e al secondo. Ma non avevamo un grande margine su chi ci stava dietro, e questo ha complicato le cose. George ha puntato sull’undercut, sia sulla Ferrari che, potenzialmente, su Oscar. Se Oscar si fosse fermato, probabilmente la Ferrari lo avrebbe passato, quindi le cose sono state fatte nell’ordine necessario per noi come squadra.”
Norris chiede strategie più aggressive
Questo elemento ha spinto Norris a sottolineare la necessità, in futuro, di essere più aggressivi nelle strategie, per portare a casa punti mondiali che potrebbero fare la differenza a fine stagione. Il ragionamento di mantenere un approccio equilibrato tra i due piloti ha senso se il titolo sarà una questione interna. Ma se qualcun altro dovesse inserirsi nella lotta? Certo, c’è il rischio di perdere punti, ma anche l’opportunità di guadagnarne.
Lando Norris, McLaren, Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images
“Avrei rivisto il livello di rischio da prendere? Questa è probabilmente la domanda più importante dopo lo scorso weekend. Sarei disposto a correre il rischio di finire dietro qualche auto per puntare alla vittoria? Sì. Abbiamo comunque ottenuto un secondo e un terzo posto, il che è positivo per il costruttori, ma ho perso contro Max, che è il mio principale rivale”, ha aggiunto Norris.
“Avremmo potuto fare meglio e rischiare di più, attaccare come squadra? Sì. Ma, come ho detto, non si trattava di decisioni prive di rischio. In fin dei conti, sono d’accordo con l’approccio adottato a Suzuka, ma vorrei che fossimo un po’ più aggressivi in alcuni momenti nei prossimi weekend.”
Se c’è qualcosa che la stagione 2024 ha insegnato, è che bisogna saper cogliere le occasioni. A Suzuka, la McLaren ha privilegiato il risultato di squadra in un momento in cui la MCL39 è chiaramente una vettura di riferimento, ma è evidente che Norris non può permettersi di perdere punti per strada. L’anno scorso la squadra di Woking ha peccato sul piano strategico, non sfruttando certe opportunità.
Per il momento, il rivale principale di Norris resta Oscar Piastri, perché la competitività della McLaren non è in discussione. Ma Verstappen rimane un avversario temibile. A volte rischiare può fare la differenza, soprattutto considerando che la Red Bull ha spesso vinto proprio grazie a strategie azzeccate.
Lando Norris, McLaren, Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Clive Mason/Getty Images
McLaren gioca a 2 punte, ma sarà sempre così?
“Penso che a volte ci sia la possibilità di rischiare di più per provare a vincere. Non è una garanzia: potrei rimanere bloccato, Oscar potrebbe passarmi, o potrei subire un undercut da un altro pilota e perdere posizioni. Devo accettare che questo rischio esiste”, ha spiegato ancora Norris, ma è chiaro che questo discorso debba poi essere applicato anche lato pratico e non solo teorico.
“Il secondo posto non è un brutto risultato, ma io devo vincere gare, non arrivare secondo. Mi piacerebbe tornare indietro e rifare le cose con un approccio più aggressivo, ma so che la stagione è ancora lunga”. Di fatto, Norris sta lasciando intendere come vorrebbe non solo tattiche più spinte, ma anche ragionare su quale sia la migliore chance per vincere il mondiale.
Al momento, il team di Woking si trova in una situazione complessa nella gestione dei piloti, con un approccio che, per ora, continua a restare a due punte. Con una vettura così competitiva, sa che potenzialmente i suoi due portacolori potrebbero lottare per il titolo. È chiaro che non voglia penalizzare nessuno dei due, cercando di mantenere la massima neutralità, anche a costo di perdere qualche occasione.
Andrea Stella, team principal della McLaren, finora è stato abile nel mantenere questo equilibrio tra i due piloti, mettendo al centro il bene della squadra e garantendo parità di trattamento. Tuttavia, come dimostrato in Giappone, questo approccio presenta non solo benefici, ma anche dei limiti. È un compromesso che la McLaren sembra disposta ad accettare, ma funzionerà nel momento in cui la lotta per il titolo si farà più intensa o vedrà un altro rivale?
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