F1 | "Nico ha una visione di gara che io non ho": cosa Bortoleto sta imparando da Hulkenberg
Il brasiliano deve ancora conquistare i suoi primi punti in questa stagione di F1, mentre il suo compagno di squadra nelle ultime gare ha ottenuto risultati sorprendeti per la Sauber, grazie a un buon pacchetto di aggiornamenti. Bortoleto sente di avere ancora molto da imparare, soprattutto da un pilota esperto come Hulkenberg.
In termini di punti in classifica, Gabriel Bortoleto deve ancora trasformare in risultati le promettenti aspettative che lo hanno accompagnato al debutto. Al momento, solo altri due piloti, Jack Doohan e Franco Colapinto, sono ancora fermi a quota zero, ma nessuno dei due ha disputato tutti gli appuntamenti di questo mondiale, dato l’avvicendamento interno in Alpine.
I 20 punti messi insieme finora da Nico Hulkenberg, suo compagno di squadra in Sauber, potrebbero suggerire che il veterano tedesco stia facendo un lavoro decisamente migliore. Bortoleto stesso non ha mai nascosto la stima che nutre per il compagno di box, ma ciò non vuol dire che il brasiliano non abbia già mostrato qualche segnale interessante.
“Sta tirando fuori dalla macchina più di quanto dovrebbe essere possibile” - ha dichiarato il brasiliano dopo il Gran Premio del Canada –. “Penso che sia un pilota eccellente e ammiro davvero tutto quello che sta facendo. È impressionante”.
Nico Hulkenberg, Kick Sauber, Gabriel Bortoleto, Kick Sauber
Photo by: Andy Hone / Motorsport Images
In altre squadre che faticano a capitalizzare in gara, probabilmente a questo punto si parlerebbe di un sedile caldo, ma con Bortoleto il discorso è differente. È una scuderia che sta costruendo un progetto a lungo termine, pronta a diventare ufficialmente il team ufficiale Audi dal 2026, e che, dopo una fase turbolenta ai vertici, oggi appare più stabile e metodica. Anche nel sostegno a Bortoleto.
La fiducia nella crescita del pilota si inserisce in un contesto tecnico complesso. Sebbene Hulkenberg abbia ottenuto i suoi primi punti già nel debutto stagionale in Australia, quel risultato è stato frutto di una scelta azzeccata in termini di strategia gomme – tra i pochi a passare alle intermedie nel momento giusto.
Le gare successive hanno mostrato che si trattava di un’eccezione: la C45 ha infatti evidenziato delle chiare carenze di performance, così come una certa difficoltà nel rimanere nella scia di altre vetture. In Cina, Bortoleto ha lamentato non solo una significativa perdita di carico aerodinamico nel traffico, ma anche forti turbolenze nella zona di testa e collo che rendevano difficile guidare.
Gabriel Bortoleto, Sauber
Photo by: Sam Bagnall / Motorsport Images
“Uno dei tracciati più semplici per sorpassare, eppure è così difficile. Non posso avvicinarmi troppo alla macchina davanti: perdo aderenza, non riesco a seguirla da vicino e quindi il sorpasso diventa impossibile”.
Sauber, ascoltando le indicazioni dei piloti, ha deciso di intervenire in modo concreto, portando un importante pacchetto di aggiornamenti al Gran Premio di Spagna: nuovo fondo, nuova ala anteriore, modifiche al cofano motore. Durante la sessione “show and tell” della FIA, il direttore sportivo Inaki Rueda ha chiarito l’obiettivo: migliorare la guidabilità più che aumentare il carico aerodinamico.
“È molto comune che, aumentando il carico aerodinamico, si ottenga una vettura dal comportamento più estremo. Spesso si arriva a una macchina che sulla carta è buona, ma difficile da guidare in condizioni complicate. È un problema che era emerso già nei primi test di stagione, e questo aggiornamento dovrebbe essere la soluzione”, aveva detto Rueda.
Gabriel Bortoleto, Sauber
Foto di: Andy Hone / Motorsport Images
Nonostante gli sviluppi, è stato ancora Hulkenberg a ottenere i risultati migliori in gara. Ed è proprio sull’esecuzione domenicale che si concentrano le riflessioni all’interno del team: è qui che Bortoleto deve crescere, e Sauber lo sa bene.
Quando Mattia Binotto ha scelto Bortoleto per il 2024, preferendolo a piloti esperti come Valtteri Bottas e Zhou Guanyu, è stato chiaro che puntava sul talento grezzo e sulla velocità pura. E i numeri gli stanno dando ragione in qualifica, dove il giovane brasiliano ha battuto più volte Hulkenberg – un pilota storicamente estremamente efficace sul giro secco.
I margini di crescita sono in gara. A Melbourne ha perso il controllo sul bagnato, in Giappone ha sbagliato la partenza, in Spagna è stato sorpreso da Fernando Alonso dopo la safety car. Episodi che fanno parte di un percorso di crescita. E Bortoleto non ha mostrato alcun timore nel voler imparare: è volato a Hinwil tra le gare di Giappone e Bahrain per confrontarsi direttamente con Binotto.
Ciò che gli manca oggi è quella sicurezza costruita con l’esperienza, e che Hulkenberg invece possiede in abbondanza. I recenti risultati di rilievo del tedesco – in Spagna e in Canada – si sono basati sulla capacità di conquistare una posizione cruciale già al primo giro.
Gabriel Bortoleto, Sauber
Foto di: Andy Hone / Motorsport Images
A Montreal, ad esempio, Hulkenberg ha letto perfettamente la situazione tra Colapinto e Albon, piazzando la sua vettura nel punto giusto per approfittare al massimo del contatto imminente: Albon è finito largo, e la traiettoria aggressiva di Colapinto ha compromesso la sua uscita. Un pilota con l’esperienza di Nico riesce a prevedere situazioni simili con largo anticipo e sfruttarle al meglio.
In Spagna, Bortoleto lo aveva battuto in qualifica, ma non è riuscito a capitalizzare nella prima fase della gara. Avrebbe potuto comunque arrivare a punti, ma la sua strategia ad una sola sosta è stata penalizzata dal tempismo della safety car – un elemento fuori dal suo controllo.
“Lui vede la gara in un modo che io ancora non riesco a percepire”, ha ammesso Bortoleto parlando del divario di esperienza con Hulkenberg -. “Penso che sia molto bravo in questo, e sto cercando di imparare da lui. Spero di riuscire a fare gli stessi passi e iniziare a conquistare punti per la squadra”.
Oggi, in casa Sauber, regna la calma. E se c’è una certezza, è che Gabriel Bortoleto riceverà tutto il tempo e il supporto necessario per completare la sua evoluzione. Perché il talento, quello, non è mai stato in discussione.
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