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F1 | Newey: "In Aston Martin abbiamo la migliore struttura del Circus"

Il "genio" inglese ammette l'emozione vissuta con Lawrence Stroll a Barcellona per il debutto in pista della AMR26. Adrian ammette che la vettura che si vedrà in pista a Melbourne sarà molto diversa da quella che girerà in Bahrain. Newey orgoglioso della factory e del personale che lavora a Silverstone".

Adrian Newey, Managing Technical Partner Aston Martin

Adrian Newey, Managing Technical Partner Aston Martin

Foto di: Zak Mauger / LAT Images via Getty Images

Adrian Newey è una persona emotiva che spesso cerca di mascherare le proprie emozioni. Non deve essere giudicato dalle apparenze. Il “genio” inglese ha ammesso la commozione alla nascita dell’Aston Martin AMR26. Il debutto della vettura è stato il frutto di una corsa contro il tempo... 

“È stato fantastico vedere la macchina, visto che è quella che useremo in gara. La vettura che ha girato brevemente a Barcellona era tutta nera, in parte perché non avevamo avuto il tempo per verniciarla. È stata un’esperienza incredibile”. 

“È curioso ma, Lawrence [Stroll] ed io, quando Lance è uscito dal garage eravamo uno accanto all'altro in pit lane. Credo che fossimo entrambi sul punto di commuoverci, perché portare la macchina a Barcellona è stato un lungo viaggio emozionante, fatto di passione e di duro lavoro”. 

Aston Martin AMR26

Aston Martin AMR26

Foto di: Aston Martin

La squadra ha fatto degli autentici miracoli per fare il debutto in Catalogna: il team ha accelerato le procedure, saltando dei passaggi nei normali processi di delibera per non perdere l’occasione di girare e scoprire i problemi di gioventù prima del test in Bahrain. 

Adrian è considerato un... visionario. C’è chi lo ha definito un tecnico capace di visualizzare i flussi d'aria prima di creare la monoposto... 
“Posso vedere l'aria? La risposta, ovviamente, è no, non posso. Ma cerco di fare del mio meglio per visualizzare cos'è il flusso e cosa è probabile che possa essere. Oggigiorno abbiamo la CFD, la fluidodinamica computazionale che è uno strumento favoloso per fissare i flussi su uno schermo del computer e capire cosa succede al suo interno. A differenza di una volta, quando c'era solo la galleria del vento ed usavamo il fumo, la schiuma e i ciuffi di lana per seguire i filetti d’aria, ora possiamo seguirli in modo molto più dettagliato. Ma questa ricerca ci dice solo cosa si sta facendo in un dato momento. Si tratta quindi di usare gli spunti che ne derivano per cercare di andare avanti e sviluppare l'idea successiva”. 

Qual è la filosofia intorno alla quale è nata la AMR26?
“La filosofia, in realtà, credo sia nata durante il mio periodo di gardening [dalla Red Bull Racing] a fine aprile 2024, quando di fatto ero fuori dal team di Formula 1. Sapevamo tutti quali fossero i nuovi regolamenti che erano stati pubblicati; quindi, ho cercato di rilassarmi e pensare: "OK, devo ragionare partendo dai principi fondamentali che ispirano questi regolamenti. Quale potrebbe essere la migliore soluzione?". 

“Ho elaborato una filosofia e poi, quando ho iniziato a lavorare nel team il 2 marzo, ne ho discusso con gli aerodinamici e i progettisti di Aston Martin. Eravamo tutti d'accordo: l’idea proposta sembrava la più praticabile ed è quella che abbiamo seguito da allora”. 
  
Il cambiamento delle regole spesso favorisce l’introduzione di nuovo idee... 
"Ogni volta che c'è un grande cambiamento nel regolamento, ci sono sempre enormi opportunità. Dipende da chi sa individuare quale alla fine si rivelerà la soluzione più corretta, solo il tempo ce lo dirà. Lo avevamo visto nel 2022, quando era entrata in vigore l'ultima grande modifica al regolamento”. 
“All'inizio del 2022 c’erano state molte interpretazioni e soluzioni diverse. Alla fine, una si è rivelata quella giusta o la più appropriata ed è su questo che, all'inizio del 2024, tutti hanno iniziato a convergere”. 

La verdona avrà un aspetto molto diverso a Melbourne rispetto alla vettura che girerà nei test in Bahrain, ed è facile pensare che la vettura di Abu Dhabi sarà completamente diversa? 
“Penso che quest'anno si vedrà un enorme sviluppo. Immagino che per molti team, e noi stessi compresi, la vettura utilizzata a Barcellona nello shakedown sarà parecchio diversa da quella che verrà effettivamente utilizzata a Melbourne. Sono certo che lo sviluppo continuerà per tutta la stagione”. 

Aston Martin AMR26

Aston Martin AMR26

Foto di: Aston Martin

L’obiettivo delle nuove regole è provare a tenere serrate le monoposto: sarà possibile stare in scia? 
“Si è parlato molto della facilità di sorpasso ed era proprio questo l'obiettivo anche della modifica al regolamento del 2022. Se senti i piloti ti diranno che all'inizio la scelta aveva aiutato un po'. Alla fine della scorsa stagione, invece, non ritenevano che la situazione fosse migliore rispetto al 2021. Potremmo vedere qualcosa di simile anche adesso”. 
  
Il team Aston Martin è cresciuto rapidamente. L'AMR26 è la prima vettura progettata e costruita interamente all'interno del Campus da poco completato. Dal punto di vista ingegneristico, quali opportunità apre la nuova factory? 
“Prima di tutto è una struttura piacevole in cui lavorare. C'è una bella atmosfera. È un ambiente gradevole perché, diciamocelo, molti di noi hanno trascorso e lavorato 12 ore al giorno, se non di più, negli ultimi mesi. Quindi avere un ambiente in cui si lavora bene è molto importante. E la disposizione dell'edificio favorisce la collaborazione tra tutti perché è tutto molto centralizzato”. 

“E le strutture sono ineguagliabili. La visione di Lawrence e il suo investimento in questo edificio ci hanno fornito, senza dubbio, la migliore struttura della Formula 1. E questo sarà un vantaggio straordinario. Ma è chiaramente solo una parte dell'equazione. Quella altrettanto importante è la seconda parte del discorso: il personale che popola la factory e il modo in cui lavora insieme. Questo è l'aspetto su cui stiamo facendo enormi progressi”. 

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