F1 | Newey debutta in Aston Martin: inizia la rivoluzione con il "genio"
Adrian troverà il suo tavolo da disegno quando entrerà nel suo nuovo ufficio a Silverstone nella modernissima sede dell'Aston Martin. Per il progettista inglese inizia un nuovo ciclo di una carriera fulgida e ricca di titoli mondiali con Williams, McLaren e Red Bull. Scopriamo quale ambiente il britannico troverà in vista del 2026...
Adrian Newey, Aston Martin
Foto di: Aston Martin Racing
È arrivato il giorno di Adrian Newey. Come previsto il “genio inglese” inizia oggi, lunedì 3 marzo, una nuova avventura professionale. Dopo aver mietuto successi con Williams, McLaren e Red Bull (il suo bottino personale è composto da 13 mondiali piloti e 12 Costruttori) entra in Aston Martin con un ruolo importante:"Managing Technical Partner” e azionista del team con sede a Silverstone.
Questa mattina Adrian troverà il suo ufficio pronto, allestito secondo le sue direttive. Andy Cowell, team principal Aston Martin, durante i test in Bahrain ha creato un po’ di curiosità sul debutto di Newey: "Potrei mostrarvi una foto, ma siete troppi per guardare l'immagine sul mio telefono. Quindi, sì, vi confermo che il suo ufficio è pronto. E anche il tecnigrafo è lì che lo aspetta”.
Ecco il nuovo ufficio di Adrian Newey in Aston Martin
Lawrence Stroll, titolare della squadra di Silverstone, aveva ufficializzato il 10 settembre che Newey sarebbe entrato a far parte del team quando si sarebbe concluso il gardening condiviso con la Red Bull. Nel frattempo lo staff dell’Aston Martin è stato rivoluzionato ai vertici, preparando un gruppo di lavoro che nutrirà grandi ambizioni.
Martin Whitmarsh, CEO della squadra, è stato accompagnato all’uscita per lasciare il posto ad Andy Cowell, l’ex capo dei motoristi Mercedes. L’inglese, oltre a prendere le redini della factory ha anche assunto il ruolo di team principal, spostando Mike Krack alla sola attività in pista.
Dan Fallows, uno dei delfini di Newey in Red Bull, dopo il fallimento della AMR24, è stato trasferito ad un altro ruolo all'interno dell'Aston Martin Group. La figura di Chief Technical Officer che supervisionerà l'architettura, la progettazione e la costruzione delle nuove monoposto è stata affidata ad Enrico Cardile, ex direttore tecnico telaio della Ferrari che si è dimesso nel luglio scorso.
Enrico Cardile, ex direttore tecnico Ferrari
Foto di: Dom Romney / Motorsport Images
L’ingegnere aretino aveva iniziato il suo lavoro nel modernissimo Campus, ma un intervento della Ferrari, ha bloccato il trasferimento di Enrico, aprendo un contenzioso sulla conclusione del gardening che porterebbe l’italiano a essere libero solo il 17 luglio prossimo, mettendo dei granelli di sabbia negli ingranaggi dell’Aston Martin.
Andy Cowell, Aston Martin Racing
Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images
"Non vediamo l'ora di avere mille persone che lavorano bene insieme ha ammesso Cowell - . Non vediamo l'ora di accogliere Adrian, mentre nel team ci saranno ancora molti partenti perché stiamo cambiando pelle. Nel 2024 abbiamo contato 248 uscite".
Cowell non è in grado di prevedere quando Cardile potrà riaggregarsi al gruppo tecnico, ma resta fiducioso: "C'è un grande gruppo di persone che sta già lavorando sulla vettura del 2026. E man mano che aggiungiamo delle persone, diventiamo più forti”.
In realtà il blocco di Cardile ha infastidito Stroll, perché l’italiano avrebbe un ruolo strategico nell’organizzazione di Newey che parte… zoppa.
Fernando Alonso, Aston Martin AMR25
Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images
L’Aston Martin, finora, non ha impressionato con la AMR25 che ha girato nei test collettivi di Sakhir. La sensazione è che la “verdona” sia in ritardo di preparazione dopo aver modificato la filosofia del progetto aerodinamico tornando a una macchina da low corner, dopo aver fallito nella versione speed corner. Il potenziale è probabile che sia maggiore di quello che abbiamo visto in Bahrain, ma è evidente che le risorse della squadra sono già molto orientate al 2026.
Newey darà qualche utile consiglio all’evoluzione della AMR25, almeno fintanto che la nuova galleria del vento non sarà perfettamente tarata per iniziare l’indagine sul modello 2026.
L’Aston Martin sta vivendo una complessa fase di transizione: quando si entra in un nuovo complesso che ha l’ambizione di diventare lo stato dell’arte per la moderna F1, è da mettere nel conto che ci sia una fase, più o meno lunga, di calibrazione degli strumenti.
A Silverstone, inoltre, chiudono la collaborazione con la Mercedes (la AMR25 ha copia del retrotreno della W16) e passerà dal ruolo di team clienti a quello ufficiale passando a Honda come fornitrice di power unit. Newey conosce bene i giapponesi, anche se le regole dei motori 2026 rendono molto difficile l’ingresso nel mondo dei propulsori puliti. Non solo ma Aston Martin dovrà realizzarsi la trasmissione e la sospensione posteriore, aspetti tecnici che non rientravano nella sua competenza, essendo quelli della Stella e condivisi con Williams.
Con l’arrivo di Newey c’è la possibilità di sfruttare la sua creatività anche in queste aree di progetto, ma sono stati creati dei nuovi gruppi di lavoro che non esistevano nella factory.
Cowell spiega che il "reparto concept" di Aston Martin è già completamente concentrato sul prossimo anno. "È un argomento enorme per tutti e 10 i team. Per noi, ci sono aree della nostra attività che sono già al 100% concentrate sul 2026".
Se Newey potrà liberamente intervenire sul progetto AMR25 e sulla monoposto 2026, Cowell spiega che preferisce non avere membri del team che lavorano su entrambi i progetti contemporaneamente. "Se un ingegnere pensa alla macchina di oggi e a quella del prossimo anno, è normale che si concentri sul presente. E se comincia a pensare al futuro da metà pomeriggio sarà già un po’ stanco e non darà il suo meglio”.
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