F1 | Nelle Libere di Las Vegas spunta a 'sorpresa' la McLaren. Ma gli interrogativi sono tanti
Le condizioni della pista di Las Vegas e le numerose interruzioni hanno lasciato diversi dubbi sui reali valori tra i top team. Norris ha svettato nelle Libere 2, ma Mercedes, Ferrari e Red Bull sembrano avere le carte in regola per giocarsela. Poi potrebbe esserci la variabile pioggia a scombinare ulteriormente le carte in tavola.
Lando Norris, McLaren
Foto di: Guido De Bortoli / LAT Images via Getty Images
La prima giornata di attività sul Las Vegas Strip Circuit non ha fornito tutte le risposte attese. Poco dopo la metà del turno FP2, un commissario di percorso ha segnalato il sospetto allentamento di un tombino posto poco prima della curva 17. La direzione gara ha sospeso la sessione con bandiera rossa e la successiva ripartenza (a quattro minuti dal termine) è durata pochi secondi prima di una seconda, definitiva, interruzione. Il personale FIA (che si era recato in curva 17 dopo la prima bandiera rossa) ha segnalato che il tombino incriminato non era fissato perfettamente, da qui la decisione di concludere la FP2 con qualche minuto d’anticipo.
Le squadre hanno rinunciato ai long run e anche le simulazioni di qualifica sono state completate solo da un ristretto numero di piloti. I primi dieci minuti della sessione sono stati condizionati da una leggera pioggia caduta prima del via, lasciando poco tempo a disposizione. In modo inatteso, a fine giornata il pilota più veloce si è confermato Lando Norris. Può sembrare strano parlare di ‘sorpresa’ quando il soggetto è il leader del mondiale, ma al termine della FP1 la McLaren era sembrata in difficoltà. Nei giri percorsi con un buon carico di carburante entrambe le monoposto hanno manifestato un vistoso problema di graining, ed anche nelle simulazioni di giro veloce le escursioni nelle vie di fuga sono state frequenti.
Prima della FP2 la squadra ha deciso di intervenire sul setup meccanico, adottando anche la versione di ala posteriore con maggior carico. “Sappiamo che c'è ancora del lavoro da fare per ottimizzare l'assetto della monoposto – ha spiegato Andrea Stella - le caratteristiche di questa pista e le condizioni in cui stiamo correndo, non sono per noi le migliori, ma faremo del nostro meglio per mettere i piloti nella migliore posizione possibile”. L’impossibilità di poter completare le simulazioni di gara ha lasciato in sospeso il punto interrogativo della gestione degli pneumatici, ma sul giro veloce i riscontri sono stati positivi. “Il feeling è stato migliore rispetto alle FP1 – ha confermato Norris - abbiamo fatto dei buoni progressi e nel complesso abbiamo un feeling ragionevole”.
Andrea Kimi Antonelli, Mercedes
Foto di: Chris Graythen / Getty Images
La sfida per i tecnici sarà trovare l’incastro perfetto tra setup ed evoluzione della pista, una variabile particolarmente significativa a Las Vegas. La Mercedes ha lavorato molto in quest’ottica, dedicando una parte importante della sessione FP1 alle simulazioni di gara. Nel turno serale Antonelli ha ottenuto il secondo tempo, riuscendo a sfruttare il set di soft prima dell’esposizione della bandiera rossa. Per Kimi è stata una buona giornata (la sua prima sul circuito di Las Vegas) in linea con le prestazioni ottenute negli ultimi weekend. “Ho imparato la pista – ha commentato – ma è stata soprattutto la sua evoluzione a sorprendermi. Nella FP2 il grip era molto più alto rispetto al turno pomeridiano, credo che sarà la stessa cosa domani, quindi bisogna deliberare un assetto in prospettiva, pensando a quelle che saranno le condizioni nel momento che conta, ovvero la qualifica”.
Difficile lanciarsi in previsioni. Leclerc ha ottenuto il terzo tempo di giornata con gomme medie, non riuscendo (come Verstappen, Hamilton e Russell) a completare un giro lanciato con il set di soft. Per Charles (leader in FP1) l’inizio del fine settimana è stato buono, ma anche nel suo caso valgono le considerazioni fatte per gli avversari. L’incastro perfetto si vedrà nelle qualifiche di domani, sempre che non arrivi la pioggia a gettare all’aria i piani. Le previsioni sono chiare, i temporali ci saranno al cento per cento, ma con un po' di fortuna potrebbe aprirsi una finestra asciutta ad inizio serata. Ci sperano soprattutto i piloti, Las Vegas è già in sé una pista a basso grip, se poi si dovesse girare sul bagnato ogni tratto del circuito diventerebbe un potenziale rischio.
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