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F1 | Museo ASTRO: quando la modellazione 3D diventa Digital Art

Motorsport.com ha parlato con Francesco Ferla che, nel museo ASTRO di Siculiana dedicato ad Ayrton Senna, ha curato la modellizzazione 3D della McLaren MP4-4 e della Lotus 98T del pilota brasiliano. L'architetto palermitano non si è limitato a dare le forme di progetto, ma ha trasformato le F1 in elementi di Digital Art. Scopriamo come...

Museo ASTRO Siculiana

Museo ASTRO Siculiana

A Siculiana hanno fatto centro. Il paese agrigentino si è meritato una citazione nella miniserie che Netflix ha dedicato ad Ayrton Senna, visto che la bisnonna materna del campione brasiliano era emigrata dalla Sicilia alla volta del Sud America. E il museo ASTRO dedicato a Beco, e fortemente voluto dal sindaco Beppe Zambito, sta diventando un punto di attrazione per gli appassionati di Motorsport.

Nel Museo ASTRO di Siculiana si apprezzano memorabilia, documenti storici e monoposto in 3D

Nel Museo ASTRO di Siculiana si apprezzano memorabilia, documenti storici e monoposto in 3D

La restaurata Torre dell’Orologio ospita “Ayrton Senna Testimonianze e Racconto delle Origini”: la mostra offre ai visitatori il frutto di una lunga ricerca storica (di Anna Restivo e Giacinto Pipitone) che testimonia il legame di sangue del tre volte campione del mondo di F1 con questo lembo di Sicilia, aggiungendo alcuni memorabilia, opere d’arte e fotografie. Ma, per completare il racconto, i due curatori, Francesco Ferla e Salvatore Nigrelli hanno fatto una scelta che guarda al futuro, più che al passato, alle origini.

C’è un tentativo (pare riuscito) di non soddisfare solo il ricordo degli appassionati che hanno avuto la possibilità di vivere le imprese di Senna, ma di agganciare anche le generazioni più giovani attraverso le tecnologie più moderne: due monoposto fra le più iconiche del brasiliano, vale a dire la McLaren MP4-4 e la Lotus 98T sono rappresentate con modelli tridimensionali, offrendo al visitatore l’opportunità di andare a cercare i singoli particolari di queste F1 con speciali visori VD.

L’aspetto che colpisce è che non ci si trova alla riproduzione fedele delle macchine secondo i disegni di progetto, ma c’è la volontà di andare oltre, toccando la Digital Art. E per approfondire l’interessante argomento abbiamo sentito Francesco Ferla, l’estroso architetto palermitano, che ha curato i modelli che sono stati sezionati con tecniche di modellazione 3d.

Museo ASTRO Siculiana: Lotus 98T

Museo ASTRO Siculiana: Lotus 98T

“Sono stati isolati i gruppi meccanici principali che compongono la monoposto – spiega Ferla - il propulsore, il sistema di sovralimentazione del turbocompressore, il cambio, le sospensioni, l'abitacolo con il sedile, tutti i comandi e la pedaliera, il telaio in fibra di carbonio, gli scarichi e il sistema frenante fra gli altri elementi che compongono una F1”.

“Ogni sistema meccanico è stato renderizzato in forma isolata, utilizzando degli schemi di luce non convenzionali, per dare una rappresentazione… viva della meccanica. Sono stati studiati schemi di luce asimmetrica, di ispirazione barocca: si possono osservare grandi contrasti con una key light principale, e luci di riempimento con angoli precisi, riprendendo di fatto degli schemi di luce Rembrandt”.

Museo ASTRO Siculiana: la Lotus 98T a... nudo

Museo ASTRO Siculiana: la Lotus 98T a... nudo

Insomma, Ferla non si è limitato a ricostruire i modelli, ma ha voluto entrare nella Digital Art…
“Schemi di illuminazione di questo tipo esaltano la meccanica come un organismo vivente, scultoreo. Le curve degli scarichi, i cablaggi, i sistemi di aereazione, appaiono come membra di un qualcosa di vitale”.

Non deve sorprendere, quindi, se le due Formula 1 sono lavorate graficamente come una scultura. Da un disegno tecnico a un’opera arte: qual è stato il passaggio che ha permesso questa trasformazione?
“La renderizzazione ha seguito la logica della graficizzazione estrema. I particolari sono stati disegnati in un immaginario di motori sporchi, con la progettazione di texture ad hoc. Ho scelto una lavorazione grafica che fosse lontana dall'immaginario della F1 asettica moderna, e di box puliti come sale operatorie”.

“Le parti 3d sono stati dipinte integralmente con tecniche di 3dpaint, pittura digitale: l’idea era di dare la sensazione del degrado degli pneumatici, così come la polverizzazione del carbonio e la sporcizia sui dischi freno, sulle pinze, sporcando di olio le testate... come se sudassero”.

Museo ASTRO Siculiana: l'effetto artistico sulla Lotus 98T

Museo ASTRO Siculiana: l'effetto artistico sulla Lotus 98T

E quali sono state le tecniche usate per rendere questi effetti artistici?
“Per ottenere un linguaggio brutalmente corsaiolo, abbiamo progettato pennelli specifici per il disegno tridimensionale, applicando un lessico che unisce pittura ad olio, guache, carboncino e acquerello digitale, con l’utilizzo di penne grafiche sensibili alla pressione. Un approccio tipico di Digital Art in 3d”.

“La pittura 3d è stata applicata soprattutto alla Lotus 98T, che costituisce di fatto una delle ultime F1 della vecchia generazione, semi-analogica, che immaginiamo oleosa, ancora legata ad una meccanica artigianale per quanto avesse un telaio in fibra di carbonio. E per contrasto, abbiamo sovrapposto le mesh tridimensionali della carrozzeria in forma di filigrana bianca, quasi come un tessuto, una rete sottilissima di geometria, un velo sottilissimo che copre l’espressione di potenza”.

E sulla McLaren MP4-4 qual è stato il ragionamento ispiratore?
“Ha una concezione più moderna: si scoprono più centraline, cresce il valore dell’elettronica, mentre il design è estremamente più compatto: si nota un’integrazione e ottimizzazione dei cablaggi, dei sistemi idraulici che offrono un packaging più moderno e razionale. Due macchine che esprimono in qualche modo il passaggio fra il mondo analogico e quello digitale”.

Museo ASTRO Siculiana: la McLaren MP-4

Museo ASTRO Siculiana: la McLaren MP-4

A livello artistico quali sono le differenze di rappresentazione rispetto alla Lotus?
“La McLaren è stata oggetto di un processo di Digital Art che enfatizza la volumetria, quasi un oggetto ideale, lattiginoso, bianco puro, in netto contrasto con la “brutale” Lotus. Il propulsore Honda, con gli scarichi, idealizzato come un elemento astratto, matematico”.

Museo ASTRO Siculiana: a sinistra Francesco Ferla e a destra Salvatore Nigrelli, curatori della mostra

Museo ASTRO Siculiana: a sinistra Francesco Ferla e a destra Salvatore Nigrelli, curatori della mostra

I due modelli dipinti digitalmente, negli spazi appositi progettati nel museo (virtual booth) possono essere scoperti in una realtà immersiva VR con i visori: lo spettatore grazie alla realtà aumentata può scovare qualsiasi particolare della monoposto nello spazio. La visualizzazione della vettura, o parti di macchina direttamente sullo spazio reale, avviene tramite i laser lidar dei palmari, che inquadrano con precisione i modelli nello spazio reale”.

Anche i pannelli sono stati frutto di un’attenta ricerca…
“Le opere grafiche sono state protagoniste di un intenso lavoro di Fine Art e di stampa sperimentale su supporti tecnologici: parliamo di metacrilati incisi a laser, stampa diretta su metalli, stampa di filigrana bianca a rilievo su tessuti e carte speciali. In particolare, le auto sono state stampate su enormi lastre d’alluminio di 3,5 metri, con una tale quantità di velature di inchiostro, da produrre una vera e propria laccatura lucida, una sorta di invetriatura sintetica del supporto”.

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