F1 | Motorsport UK minaccia un'azione legale contro la FIA
L'organo di governo del motorsport britannico ha pubblicato una nota ai membri in cui esprime preoccupazione per la attuali azioni del presidente della FIA Ben Sulayem, minacciando, se necessario, un'azione legale.
Dave Richards, Chairman of Motorsport UK
Foto di: Carl Bingham / Motorsport Images
Il presidente di Motorsport UK, David Richards, ha preso di mira il presidente della FIA, Mohammed Ben Sulayem, e la sua gestione dello sport, sostenendo che la situazione è "progressivamente peggiorata" sotto la sua guida.
Scrivendo un discorso ai membri di Motorsport UK, Richards, a cui di recente è stato impedito di partecipare a una riunione del Consiglio Mondiale dopo essersi rifiutato di firmare un accordo di non divulgazione, ha evidenziato "le preoccupazioni per l'erosione della responsabilità e del buon governo all'interno della FIA".
In una lunga missiva, Richards ha spiegato la sua decisione di appoggiare inizialmente la campagna elettorale di Ben Sulayem, per poi spiegare come ci sia stato "un netto fallimento nel mantenere le promesse".
Ha scritto: "Da tempo nutro preoccupazioni sull'erosione della responsabilità e del buon governo all'interno della FIA. Come avrete visto sulla stampa, di recente è emersa una questione che mi ha costretto a prendere posizione e che richiede una spiegazione".
"Prima di tutto, permettetemi di riportare indietro le lancette dell'orologio a poco più di tre anni fa quando, insieme al Royal Automobile Club, abbiamo sostenuto Mohammed Ben Sulayem nella sua candidatura a diventare il prossimo presidente della FIA".
"Molti di voi saranno rimasti sorpresi dal fatto che non abbiamo appoggiato il candidato britannico, Graham Stoker, ma il Consiglio direttivo ha incontrato entrambi i candidati ed è stato convinto dai piani ben ponderati presentati dal team della campagna di Mohammed, che erano molto in linea con le nostre idee sul modo in cui la FIA dovrebbe trasformarsi".
"I messaggi chiave della loro presentazione sono stati: un presidente non esecutivo che deleghi la gestione quotidiana della FIA ad un team esecutivo professionale. La nomina di un amministratore delegato capace di gestire la FIA secondo standard professionali. La piena trasparenza delle azioni e i più alti standard di governance sportiva".
Richards spiega poi perché ritiene che Ben Sulayem non sia riuscito a mantenere le promesse del suo manifesto ed anche le sue preoccupazioni per le recenti dimissioni dalla FIA.
David Richards and Mohammed Ben Sulayem, President, FIA
Photo by: Mark Sutton / Motorsport Images
"Temo che negli ultimi tre anni queste promesse non siano state rispettate. In effetti, la situazione è progressivamente peggiorata e i media hanno confermato che numerosi membri di alto livello della FIA e funzionari volontari sono stati licenziati o hanno rassegnato le dimissioni in un clima di opacità".
"Inoltre, il campo d'azione dei Comitati di verifica e di etica è stato fortemente limitato ed ora manca l'autonomia dall'autorità del Presidente, mentre il nostro rappresentante del Regno Unito, che ha contestato alcune questioni, è stato sommariamente rimosso insieme al presidente del Comitato di verifica".
Richards ha spiegato che "l'ultima goccia" è stata la richiesta della FIA di firmare un accordo di non divulgazione.
"La situazione è diventata sempre più preoccupante e la goccia che ha fatto traboccare il vaso, tre settimane fa, è stata la richiesta di firmare un nuovo accordo di riservatezza che ho considerato come un ordine di imbavagliamento".
"Al momento della mia nomina al Consiglio Mondiale nel 2021 ho firmato un accordo di riservatezza e di fatto ero già vincolato dall'articolo 4 del Codice etico della FIA. Rimango fedele ai miei obblighi di riservatezza ai sensi di questo accordo esistente e dell'articolo 4, che rimangono in vigore".
"Tuttavia, il nuovo accordo di riservatezza andava ben oltre e, con una settimana di preavviso, mi è stato detto che se non lo avessi firmato, sarei stato escluso dal prossimo Consiglio Mondiale".
In una situazione preoccupante, Richards ha affermato che l'accordo di non divulgazione significa che la FIA "a sua discrezione, può decidere se qualcuno viola i termini del nuovo accordo di riservatezza senza alcun processo o quadro di riferimento". Ha anche osservato che qualsiasi violazione fa scattare "una multa immediata di 50.000 euro per ogni violazione ed una minaccia di danni non dichiarati".
Richards ha ora proposto una sfida legale alla FIA per le sue azioni, ma non ha ancora ricevuto una risposta dall'organo di governo. Si tratta di un colpo devastante per la reputazione di Ben Sulayem, in un anno in cui si sta preparando per la rielezione.
Per ora non c'è stata opposizione, ma è molto probabile che la lettera di Richards, redatta con forza, provochi una reazione in un modo o nell'altro.
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