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F1 | Motori V10 dal 2028? Saranno tre litri ma con un piccolo KERS!

Sembrava una provocazione quella lanciata da Ben Sulayem, presidente FIA: puntare nel futuro a un motore atmosferico con l'e-fuel. L'idea in realtà sta prendendo corpo fra i Costruttori a patto che il tre litri sia accoppiato a un sistema ibrido light. E allora si potrebbe anticiparne il debutto di due o tre anni rispetto al 2031.

Il motore della BMW 10 cilindri

Motore V10 BMW P84-5

Foto di: Giorgio Piola

Nel paddock di F1 si discute molto di motori, anzi di power unit. Mohammed Ben Sulayem sembra aver lanciato la sua campagna elettorale per il rinnovo al vertice della Federazione Internazionale con un secondo mandato, agitando l’idea di riportare nel Circus i V10 aspirati.

Teoricamente il propulsore atmosferico potrebbe tornare in auge a partire dal 2031, quando scadrà il regolamento che entrerà in vigore l’anno prossimo con le PU capaci di una potenza al 50% fra l’elettrico e l’endotermico.

Mohammed Ben Sulayem, presidente FIA

Mohammed Ben Sulayem, presidente FIA

Foto di: Dom Romney / Motorsport Images

Nikolas Tombazis, responsabile tecnico del settore monoposto FIA, ha ammesso l’interesse per il V10, ma ha negato che ci siano piani già definiti. Il futuro è tutto da discutere e non c’è ancora un percorso definito. L’idea sarebbe di anticipare il debutto dell’unità plurifrazionata al 2028 o 2029. E, seguendo questo concetto, c’è chi ha pensato che si potrebbe… buttare a mare le power unit 2026, per prolungare la vita dei motori attuali.

È lecito porsi subito una domanda: perché si vorrebbe saltare una generazione di propulsori alla vigilia del loro debutto? La risposta è semplice: ci sono Costruttori che temono di non essere pronti all'appuntamento, schierando unità poco competitive.

La sede di Red Bull Powertrains a Milton Keynes

La sede di Red Bull Powertrains a Milton Keynes

Foto di: Jon Noble

Anche se mai ammessa, c’è molta preoccupazione in casa Red Bull Powertrains, così come è temuto l’avvio di Audi che entrerà ufficialmente in F1 nel 2026. Ma chi ha lanciato la pazza idea di proseguire con le attuali PU forse ha fatto i conti senza l’oste. La Honda che ha un contratto di fornitura in esclusiva con l’Aston Martin dovrebbe allungare l’accordo con Red Bull e Racing Bulls, lasciando a bocca asciutta la Ford che è partner di Milton Keynes. Il team di Stroll, invece, dovrebbe proseguire con le unità Mercedes, mentre i piani prevedono che debbano andare all’Alpine, diversamente costretta a insistere con i “ripudiati” Renault. Non solo, ma la stessa Audi dovrebbe utilizzare lo 066/12 Ferrari.

È chiaro a tutti, quindi, che ci sono dei vincoli contrattuali insuperabili che fanno abortire il semplice pensiero di un allungamento di questo regime regolamentare con le monoposto a effetto suolo. Immaginatevi, inoltre, quale potrebbe essere la reazione dei Consigli di amministrazione delle Case che da quattro anni finanziano i motori 2026 con investimenti di molte centinaia di milioni di euro, per poi sentirsi dire che sono stati soldi buttati nella spazzatura?

La strada del V10, però, potrebbe essere percorsa prima del previsto, perché i limiti delle PU 2026 sono evidenti: l’aver voluto bilanciare la parte elettrica con quella termica ha reso il tema tecnico terribilmente complicato e prevedere una via di fuga anticipata non è affatto una follia.

 

Ben Sulayem ha scelto il tema del V10 come argomento politico utile a rilanciare la propria immagine molto compromessa dalla sua gestione piuttosto autoritaria della FIA. Il motore atmosferico sarà il cavallo di battaglia per sperare in una rielezione, anche se è corretto ricordare che il concetto era già stato messo sul tavolo da Stefano Domenicali, presidente e CEO di F1, con i desiderata di Liberty Media.

Cadillac F1

Cadillac F1

Foto di: FIA

L’adozione di un’unità più semplice faciliterebbe il compito di General Motors che si affaccia alla F1 l’anno prossimo come 11esima squadra: il colosso americano ha scelto il marchio Cadillac per entrare nei GP, ma per i primi tre anni ha scelto di affidarsi alla power unit Ferrari. Pensare che la Casa USA possa produrre un propulsore proprio già dal 2028 è fin troppo ottimistico, ma non avere a che fare con un ERS tanto complicato potrebbe facilitarne il compito.

Un elemento a favore del V10 sono i costi, perché la gestione del motore atmosferico sarebbe enormemente inferiore (una PU sarebbe stimata in 1,5 milioni di euro, mentre il V10 arriverebbe intorno ai 200 mila euro), ma il grande risparmio non sarebbe tanto nella fornitura quanto nelle spese di progettazione e sviluppo che oggi si sono rivelate esorbitanti.

Audi entrerà in F1 ufficialmente nel 2026

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Foto di: Audi

Si è letto che Audi sarebbe contraria alla conversione dei V10. La Casa tedesca, in realtà, potrebbe essere favorevole ma a una condizione: che ci sia un piccolo KERS, in modo da mantenere una continuità con gli orientamenti di mercato della produzione di serie dell’automotive.

E quello che Ben Sulayem non dice è che i V10 dovrebbero avere una cilindrata di tre litri e che per arrivare a una potenza di mille cavalli bisognerebbe realizzare unità molto “tirate”, mentre con un piccolo ibrido si potrebbe raggiungere il risultato senza estremizzazioni che farebbero di nuovo lievitare i costi. La sensazione è che intorno a questa proposta ci potrebbe essere l’interesse dei Costruttori, diversamente ci sarebbe il rischio che qualcuno possa decidere di uscire…

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