F1 | Motori 2026: turbo e ibrido uguali e non solo?

Porsche e Audi fanno rullare i tamburi per il ritardo nella definizione delle regole sulle power unit 2026 perché per ufficializzare l'ingresso nei GP vogliono garanzie sulle norme. Nessuno però dice che in discussione c'è la volontà di arrivare a molte parti del motore che potrebbero essere di mono fornitura per raggiungere l'obiettivo di dimezzare i costi. Ma qual è la posizione della Ferrari su questo orientamento che porterebbe a snaturare il DNA della Formula 1?

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La Formula 1 è in ritardo nel definire il regolamento dei motori 2026. La promessa era di deliberare entro il mese di giugno, per dare modo ai Costruttori di iniziare lo studio preliminare delle power unit che dovranno spingere le monoposto con bio-carburanti a zero emissioni.

La F1 Commission si riunirà in occasione del GP d’Austria al Red Bull Ring, dove dovranno essere sciolti alcuni nodi che minano una visione del futuro condivisa. Stando ad Auto Motor und Sport, Porsche e Audi, i due marchi del Gruppo Volkswagen che avrebbero manifestato l’interesse a entrare nel Circus, sarebbero molti irritati per i ritardi della FIA nel prendere le decisioni.

Porsche F1 concept

Porsche F1 concept

Photo by: Camille De Bastiani

In realtà la partita è molto più complessa di come la vogliono far passare i tedeschi: certo in ballo ci sono le concessioni che potrebbero essere date ai nuovi Costruttori e che chiede anche Red Bull Powertrains, ma che gli altri motoristi impegnati in F1 non vogliono concedere perché a Milton Keynes beneficiano dell’esperienza condivisa con la Honda in questi anni. Si vogliono mettere paletti stringenti ai costi e allo sviluppo, limitando i test al banco.

Questi sono tutti punti di discussione logici che devono guardare al futuro sostenibile della serie, specie ora che sembra essere salita su un’onda di popolarità molto positiva.

Ma tutto questo, che è molto importante, arriva dopo le scelte di base sui motori che ancora non sono state fatte: sappiamo che saranno 6 cilindri turbo di 1.6 litri come oggi e che nella parte ibrida rinunceranno alla MGU-H, ma nessuno ha ancora detto come si andrà a recuperare la potenza elettrica mancante per arrivare ai fatidici mille cavalli. Magari si potrebbe cominciare a vetture più leggere, cercando un’inversione di tendenza che porti a calare da quasi otto quintali di oggi.

Tanto più che per abbattere i costi, Porsche e Audi, supportati da Formula 1, spingono per soluzioni che dovrebbero andare verso motori molto simili con tantissime parti uguali: si parla di mono fornitura di turbo, ma anche dell’impianto ibrido, se non addirittura di pistoni e… bulloneria. Andando in questa direzione le power unit perderebbero ogni funzione utile alla ricerca se non per lo sviluppo dei carburanti sintetici.

La Ferrari può accettare di vedere la F1 trasformarsi in una sorta di Indycar, nella quale il DNA della massima categoria automobilistica andrà ad appiattirsi sulle richieste di chi vorrebbe un accesso “facile” al Circus?

Liberty Media si frega le mani perché vorrebbe dire portare tutti i Costruttori a una stessa soglia di competitività, aprendo la possibilità che a vincere possano essere un campo più largo di partecipanti. Ma la Ferrari può incamminarsi su queste soluzioni?

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Maranello avrebbe un asso da giocare con il diritto di veto, ma nel Cavallino c’è però chi vede l’abbattimento dei costi come una chiave positiva e sembra voler seguire l’orientamento impresso dai tedeschi. Sarà un autogol? O dobbiamo aspettarci un’inversione di tendenza?

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