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Morta Antonia Terzi, l'ideatrice del muso a tricheco Williams

La aerodinamica di San Felice, paese vicino a Modena, è stata vittima di un incidente stradale in Gran Bretagna. E' diventata famosa nel 2004 con l'introduzione di un inedito muso sulla Williams FW26 per esasperare il concetto del telaio a doppia chiglia. Si era formata alla Ferrari prima di accettare l'offerta di Patrick Head. Dopo la F1 si è dedicata all'insegnamento e stava per trasferirsi all'Università di Canberra in Australia.

Williams FW26 2004, naso "a tricheco", viste multiple

In Formula 1 ha lasciato un segno con quello strano muso montato sulla Williams FW26 nel 2004. Nel paddock era diventato per tutti il muso a “tricheco” frutto della fantasia di Antonia Terzi, prima donna che si era meritata la responsabilità di capo aerodinamico in un team di F1: l’emiliana faceva parte dello staff di Grove del quale il direttore tecnico era Patrick Head e il capo progettista era Gavin Fisher.

L’ingegnere di San Felice, un piccolo paese vicino a Modena, è morta all’età di 50 anni mentre era in Gran Bretagna: Antonia è spirata dopo essere rimasta vittima di un terribile incidente stradale, mentre stava organizzando il trasferimento in Australia per iniziare una docenza all’Università di Canberra.

Antonia Terzi quando era responsabile aerodinamico della Williams nel 2004

Antonia Terzi quando era responsabile aerodinamico della Williams nel 2004

La Terzi, grande appassionata di motorsport, aveva svolto gli studi di aerodinamica in Gran Bretagna ed era entrata alla Ferrari con una tesi sul CFD. E' stata una pioniera per il genere femminile e dopo un periodo da calcolista nell’era Schumacher, diventando l’orgoglio del suo territorio era diventata la responsabile dello sviluppo aero della parte anteriore delle Rosse.

Nello staff della squadra di Maranello si era formata mettendo in mostra buone doti che poi avevano attratto la Williams dove aveva avuto l’opportunità di disegnare quel muso così inconsueto, largo e molto corto, che portò alla massima estremizzazione il concetto del telaio a “doppia chiglia”, vale a dire con gli attacchi delle sospensioni sporgenti dalla scocca, per avere un maggiore passaggio d’aria nella parte inferiore.

Marc Gene, BMW Williams FW26 con il muso a tricheco

Marc Gene, BMW Williams FW26 con il muso a tricheco

Photo by: Steve Etherington / Motorsport Images

I lunghi supporti dell’ala anteriore allineati agli attacchi della sospensione aveva dato al muso della FW26 un aspetto grazie al quale si era meritato il soprannome di “tricheco”. La soluzione valida dal punto di vista aerodinamico aveva altri limiti funzionali causati da un peso eccessivo, necessario a superare la prova di crash anteriore.

Questa soluzione creava dei problemi con la distribuzione delle masse e la monoposto guidata da Juan Pablo Montoya e Marc Gené mostrava difficoltà di bilanciamento. La Terzi, allora, nel GP d’Ungheria face debuttare una versione del muso più tradizionale con il quale il pilota colombiano riuscì a vincere il GP del Brasile, ultima gara della stagione.

A fine stagione Antonia fu sostituita da Loïc Bigois a capo del dipartimento aerodinamico Williams e per la delusione decise di lasciare la F1.

Tornata in Italia ha collaborato brevemente con Dallara, prima di accettare l’offerta dell’Università di Deft come docente di ingegneria aerospaziale. Da quell’esperienza nel 2011 nacque l’idea del Superbus, il mezzo realizzato in materiali compositi e trazione full electric con 23 posti e una curiosa apertura delle porte ad "ali di gabbiano".

La Terzi aveva lavorato a stretto contatto con l’ex astronauta Wubbo Ockels e all'ingegnere aerospaziale Joris Melkert. Proseguita l’attività d’insegnamento, stava aspettando l’apertura delle frontiere australiane dopo il COVID per prendere possesso della cattedra nell’Università di Camberra. Alla famiglia di Antonia le condoglianze della redazione di Motorsport.com.

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