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F1 | Monaco, Domenicali promuove i 2 pit stop: "Hanno tenuto alta l'attenzione. Cercavamo quello"

Il presidente e amministratore delegato della F1 ha commentato il GP di Monaco, andato in scena lo scorso fine settimana, promuovendo le due soste obbligatorie: queste, a suo avviso, avrebbero generato tanta incertezza e attenzione.

Yuki Tsunoda, Red Bull Racing pitstop

Yuki Tsunoda, Red Bull Racing pitstop

Foto di: Red Bull Content Pool

Gran Premio di Monaco 2025: missione compiuta. Almeno secondo Stefano Domenicali. Il presidente e amministratore delegato di Formula 1 ha applaudito l'iniziativa che ha portato alle due soste obbligatorie per pilota nell'ultima edizione della gara nel Principato.

Su una pista diventata sempre più angusta anche per via - o a causa, a seconda delle preferenze - delle dimensioni generose delle monoposto moderne, l'introduzione della nuova regola ha regalato suspance, attenzione e incertezza. Ovvero tutto ciò che la F1 chiedeva all'evento più glamour e mediatico dell'intero calendario.

Va detto. I sorpassi visti in pista sono stati pochi e si sono contati su mezza mano. Parliamo di quello fatto da Gabriel Bortoleto ai danni di Andrea Antonelli alla curva Fairmont (il tornantino ex Loews) e quello restituito poche centinaia di metri dopo - al Portier - proprio dal pilota della Mercedes a quello della Sauber. Va contato anche quello finale di Lance Stroll ai danni di Nico Hulkenberg. Insomma, poca cosa.

Domenicali, però, ha sottolineato quanto le due soste obbligatorie abbiano rappresentato un modo perfetto per generare nuova attenzione attorno all'evento.

"L'evento di Monaco è stato straordinario. Non abbiamo mai avuto così tanta gente, così tante barche, così tanta attenzione. Questo significa che l'evento in sé è quello che la Formula 1 vuole, e questo è davvero fantastico".

Stefano Domenicali, CEO of the Formula One Group

Stefano Domenicali, CEO of the Formula One Group

Foto di: Andy Hone / Motorsport Images

"Sappiamo che la larghezza della città o della strada è quella, e che le auto sono piuttosto grandi, quindi il tentativo è quello di creare attenzione su questo aspetto. Ed è stato bello vedere che il giorno prima tutti pensavano di volersi fermare al primo giro, e si è discusso molto, quindi nessuno ha capito esattamente nulla. Credo che sia stato il tentativo giusto e che l'attenzione sia stata sicuramente alta".

"E naturalmente si sa che le squadre hanno tirato fuori la loro strategia. La cosa positiva è che ne stiamo parlando, ed è quello che volevamo".

Insomma, purché se ne parli. Ma l'adozione delle due soste obbligatorie può aver funzionato - in parte - quest'anno, ma già l'anno prossimo tutti i team sapranno come affrontare la situazione, qualora questa regola fosse confermata per il 2026. Questo implicherebbe una mancanza di variabili da considerare.

Insomma, una regola che dà benefici "one shot". Una volta sola. Liberty Media, che è alla costante ricerca di intrattenimento e spettacolo anche in uno sport piuttosto "puro" qual è spesso stato il Circus iridato, dovrà probabilmente inventarsi qualcosa di diverso per mantenere alta l'incertezza di una gara che, di certezze, ne regala fin troppe alla domenica. E se fosse il momento di studiare un piano a lungo termine, invece di espedienti validi potenzialmente solo un anno?

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