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F1 | Mistero Hulkenberg: dove sono svaniti i suoi lampi in qualifica dopo il podio?

Per anni il tedesco è stato considerato come uno dei più forti in qualifica, un maestro del giro secco, come si è visto anche nella passata stagione. Ma quest'anno, soprattutto dalla Gran Bretagna in poi, dove ha centrato il suo primo podio, Hulkenberg sembra faticare a trovare il limite della Sauber, proprio laddove è sempre stato protagonista.

Gianluca D'Alessandro

Gianluca D'Alessandro

Modificato: 29 set 2025, 08:52

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Nico Hulkenberg, Sauber

Ripercorrendo la carriera di Nico Hulkenberg emerge un tratto distintivo che lo ha accompagnato in tutti gli anni di Formula 1, ossia l'arte di estrarre il giro in qualifica. La sua abilità nel trovare il giro secco, al limite, è stata in molte occasioni la chiave per scalare la griglia e lanciarsi verso traguardi che, altrimenti, sarebbero rimasti fuori portata.

Il copione si è ripetuto anche nel 2023 e nel 2024, quando diverse top 10 sono nate proprio dalla sua incisività in qualifica, spesso decisiva per aprirgli la strada in gara. Un confronto che ha messo in difficoltà Kevin Magnussen, raramente capace di trovare lo stesso limite. Quest’anno, però, quella dote sembra essersi offuscata, soprattutto dopo il podio di Silverstone.

Il confronto è eloquente: in undici appuntamenti nel corso di questa stagione, Hulkenberg è scattato alle spalle del compagno di squadra Gabriel Bortoleto, al debutto in Formula 1 e senza una reputazione di specialista della qualifica, come confermano i suoi trascorsi nelle categorie propedeutiche.

Nico Hulkenberg, Sauber

Nico Hulkenberg, Sauber

Foto di: Andy Hone/ LAT Images via Getty Images

Un trend ancor più preoccupante se si considera che, nelle prime gare dell’anno, Bortoleto era ancora alle prese con l’adattamento a una nuova monoposto tutt’altro che semplice da guidare, complice una carenza di carico aerodinamico. Va detto che anche Hulkenberg ha dovuto affrontare un periodo di rodaggio con il team, arrivando a richiedere importanti modifiche tecniche al servosterzo e all'acceleratore.

All’inizio della stagione il tedesco ha fatto valere la propria esperienza, pur senza riuscire a imporsi con continuità sul compagno di squadra. Un bagaglio che, però, ora non basta più: dal GP d’Austria in avanti, quando Bortoleto ha conquistato i suoi primi punti in F1, Hulkenberg non è più riuscito a precederlo sul giro secco, ritrovandosi spesso relegato nelle retrovie.

Le diverse esclusioni in Q1 hanno pesato, costringendolo a inseguire con strategie aggressive che non sempre hanno dato i frutti sperati. Ci sono state eccezioni, proprio come in Austria e in Gran Bretagna, dove, pur tra le difficoltà sul giro secco, è riuscito a rimontare fino alla zona punti, salendo persino sul podio. Ma partire dalle retrovie, in una griglia così compatta, riduce drasticamente le possibilità di chiudere in top 10, nonostante il tedesco spesso dimostri comunque un ottimo passo gara.

  Pre-Gran Bretagna Da Gran Bretagna in poi Distacco medio in qualifica HUL-BOR (su Q in cui uno dei due è uscito) 0,097 (a favore di HUL) 0, 289 (a favore di BOR) Confronti vinti in qualifica  6 (HUL) / 5 (BOR) 0 (HUL) / 6 (BOR) Eliminazioni in Q1 7 (HUL) / 8 (BOR) 4 (HUL) / 1 (BOR) GP in cui è stata raggiunta Q2/Q3 4 (HUL) / 3 (BOR) 2 (HUL) / 5 (BOR)

Già prima della pausa estiva Hulkenberg aveva sottolineato un trend che lo accompagna dall’inizio dell’anno, ma che negli ultimi Gran Premi è diventato sempre più penalizzante: la difficoltà nel trovare il giusto feeling con la vettura e quei centesimi che oggi valgono diverse file in griglia. Tra i fattori più limitanti spicca una scarsa confidenza con l'anteriore e con la tendenza al sottosterzo della C45.

Una caratteristica di cui avevamo parlato già nei test pre-stagionali e che, seppur affievolita grazie ai vari aggiornamenti, rimane ancor presente. Ciò che appare davvero limitante sembra l’eccessiva sensibilità, sia della vettura in determinate condizioni, soprattutto al vento, che di Hulkenberg, che talvolta si traduce in piccoli ma decisivi errori: emblematico il bloccaggio in curva 4 in Austria costato l'eliminazione in Q1, poi riscattato con una rimonta di spessore in gara chiudendo in zona punti.

“Con la Haas mi trovavo molto a mio agio e sapevo che il giro sarebbe stato buono. Con la Sauber, invece, non sono ancora un tutt’uno con la macchina in ogni curva. E quando sono i piccoli dettagli a fare la differenza, e ti trovi sulla soglia tra Q1 e Q2 o tra Q2 e Q3, puoi ritrovarti molto rapidamente dalla parte sbagliata”, ha spiegto Hulkenberg, tracciando un paragone tra gli ultimi due anni e questa stagione.

Nico Hulkenberg in curva 3 a Zandvoort, dove ha faticato per tutto il weekend olandese

Nico Hulkenberg in curva 3 a Zandvoort, dove ha faticato per tutto il weekend olandese

Foto di: Zak Mauger / LAT Images via Getty Images

Il problema di fondo, per il tedesco, non sembra avere una causa precisa: si tratta piuttosto di un insieme di piccoli dettagli da affinare, che però finiscono per erodere quella fiducia indispensabile a trovare gli ultimi centesimi – o persino millesimi – necessari per restare in gioco. Un margine che, ultimamente, Bortoleto sembra invece individuare con maggiore costanza e naturalezza.

Un tema toccato anche dal Team Principal della Sauber, Jonathan Wheatley, che ha spiegato come le recenti difficoltà di Hülkenberg in qualifica non vadano interpretate come un problema, ma piuttosto come la dimostrazione di quanto basti un dettaglio per cambiare radicalmente il volto di un weekend.

“È una domanda che mi viene posta sempre più spesso. Personalmente non credo ci sia alcun problema di fondo. Nico è un pilota estremamente esperto e veloce. Molte, moltissime volte è stato battuto in qualifica per millesimi, per centesimi. Non è sempre un dramma. Abbiamo passato anni a parlare del fatto che Nico non fosse mai salito sul podio”.

Nico Hulkenberg, Sauber

Nico Hulkenberg, Sauber

Foto di: Rudy Carezzevoli / Getty Images

“Ora ci siamo riusciti. Onestamente penso che sia solo una fase transitoria. Gabriel è veloce a sua volta: se uno dei due azzecca il giro, è normale che riesca a stare davanti all’altro. Credo che Gabriel abbia corso su una serie di circuiti che conosce meglio. Per Nico non c’è nulla di preoccupante, metterà tutto insieme”, ha spiegato Wheatley.

La familiarità con i circuiti, come sottolineato dal Team Principal, ha certamente un peso: nella parte centrale della stagione, quella in cui Bortoleto ha spiccato il volo anche in qualifica, il calendario ha proposto tracciati già affrontati dal brasiliano in Formula 2 e Formula 3.

Un vantaggio che gli ha permesso di comprenderne più rapidamente le caratteristiche e di avvicinarsi al limite con naturalezza. Non a caso, chiunque abbia lavorato con lui lo descrive come un pilota rapido nell’apprendere e attento nell’ascoltare i debrief dei colleghi, qualità che sembra aver messo a frutto anche con il suo attualmente compagno di squadra.

Per Hulkenberg resta la sfida di ritrovare quella scintilla che per anni lo ha reso un maestro del giro secco, capace di ribaltare un weekend con un lampo di talento. La sua storia insegna che, quando meno te lo aspetti, sa ancora trovare il colpo che cambia tutto. Ma per riuscirci, oggi più che mai, servirà ricostruire fiducia al limite e limare gli errori, convivendo con i limiti della Sauber per sfruttarne fino in fondo il potenziale.

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