F1 | Mercedes W16: rivoluzionaria nelle pance e nell'ala anteriore
La W16 mantiene il retrotreno dello scorso con power unit, cambio e sospensione che non sono cambiati, mentre le novità più attrattive di scoprono nelle pance con una bocca dei radiatori minima e nell'ala anteriore che presenta una soluzione innovativa. Scopriamo con quali ambizioni la Stella si presenta ai test invernali del Bahrain.
Mercedes F1 W16
Foto di: Mercedes AMG
La Mercedes ha deciso di stupire: la W16 si presenta estremizzando la bocca dei radiatori verticale, chiudendo quasi il passaggio d’aria orizzontale sotto alla visiera, limitato davvero a una piccola buca delle lettere.
Nell’ultimo anno delle monoposto a effetto suolo, la squadra di Brackley propone un’altra soluzione di fiancata molto estrema nel tentativo di riprendere una leadership che è venuta a mancare dal 2021. James Allison, direttore tecnico della Stella, si è avvalso anche della collaborazione di Simone Resta, l’ex ferrarista giunto in Mercedes a ottobre: il tecnico emiliano, in attesa di coordinare il progetto 2026, ha dato il suo contributo alla definizione della W16.
Mercedes F1 W16
Foto di: Mercedes AMG
Questa Mercedes farà discutere per due aspetti: il disegno delle fiancate che è inedito e quello dell’ala anteriore. Si tratta di due elementi innestati su una monoposto ben nota nel resto. Il quarto posto nel mondiale Costruttori del 2024 è stato molto deludente, nonostante le quattro vittorie conseguite da George Russell e Lewis Hamilton, egualmente ripartire. La W15 era stata molto altalenante: veloce, velocissima su alcuni tracciati e in grande difficoltà su altri, disponendo di una finestra di funzionamento delle gomme molto stretta. La sensazione è che la vettura nero e argento non sia mai riuscita a esprimere il reale valore visto in galleria del vento.
E i 198 punti di distacco dalla McLaren, squadra clienti con lo stesso motore, testimoniano che c’era qualcosa di grave che non era stato compreso. La W15 era molto sensibile al vento e, più in generale, al ritorno del porpoising, il fastidioso saltellamento che si manifesta alle alte velocità, un fenomeno che toglie fiducia nella guida ai piloti e genera problemi sulla durata delle gomme. La W16 ambisce a essere più agile nel lento, seguendo l'orientamento che hanno seguito anche gli avversari.
George Russell e Andrea Kimi Antonelli, piloti Mercedes 2025
Foto di: Mercedes AMG
A Brackley sono convinti di aver trovato un equilibrio ragionevole per permettere a George Russell e a un giovane pisquello al debutto, come Kimi Antonelli, di guardare a questa stagione con fiducia.
La W16 dalle immagini diffuse via web mostra una propria personalità che la differenzia dalle altre monoposto che abbiamo visto finora (fra le top manca solo la Red Bull RB21). La bocca dei radiatori è scomposta: la presa verticale è la più larga fra quelle viste e arriva a tutta altezza dal fondo fino in alto. Quella orizzontale, molto ben nascosta da scatti specificatamente studiati, mostra un’apertura minima a forma arcuata, dando la sensazione che la presa tradizionale si di fatto sparita.
Mercedes F1 W16
Foto di: Mercedes-Benz
L’effetto è che il sottosquadro e l’undercut sotto alla fiancata è estremo, con l’obiettivo di portare un grande flusso d’aria sul fondo: lateralmente si vede uno scivolo che segue una linea curva costante fino al marciapiede.
L’altro elemento di rottura con il recente passato è certamente l’ala anteriore che propone un concetto molto spinto di idee abbozzate nel 2024 ed estremizzate ora: soluzioni che verranno certamente analizzate e studiate nei tre giorni di test di Sakhir.
Mercedes F1 W16
Foto di: Mercedes-Benz
Il muso rompe la tradizione di accoccolarsi sul secondo elemento, perché arriva sul piccolo cucchiaio del profilo principale. Il nasino quasi a punta, evidenzia una riduzione di sezione nella parte superiore, segno che si è fatto un grande lavoro anche per superare le prove di omologazione FIA: ricordiamo che la Mercedes aveva fallito in dicembre un crash test, proprio per cercare di limitare le pelli in carbonio e, quindi, il peso.
Il profilo principale è di corda cortissima e offre uno slot molto vistoso con il secondo elemento: incuriosisce il fatto che questa spaziatura si noti anche nella intersezione con la paratia laterale, consentendo che l’effetto out wash possa iniziare molto prima, rispetto alle interpretazioni degli avversari.
Il secondo flap, quindi, risulta quello di maggiore superficie (ci sono tre supporti metallici a irrigidire il profilo principale) e in prossimità dell’endplate apre un importante passaggio d’aria visto che i due ultimi flap hanno un disegno finale a ricciolo e che si vanno ad unire ai deviatorini di flusso orizzontali che sporgono verso l’interno e permettono un sostanzioso passaggio d’aria utile a ripulire in modo più efficiente la scia della ruota anteriore.
La sospensione anteriore è nuova: chi si aspettava il passaggio al pull rod può essere rimasto deluso. La Mercedes è rimasta fedele al push rod, ma ha cambiato l’ancoraggio dei bracci, con il puntone che arriva più in alto sulla scocca e il triangolo superiore che, probabilmente, unisce le due leve superiori, seguendo l’idea della Red Bull.
I deviatori di flusso sporgono in avanti rispetto al bordo d’entrata dei canali Venturi e non sono mai più alti del tunnel disegnato dal fondo.
Il retrotreno è decisamente più tradizionale, visto che power unit, cambio e sospensione sono carry over con l’anno passato. Lo schema resta il ben noto push rod: le cover dei bracci sono orientate con pelli in carbonio che si allineano al nuovo andamento delle fiancate. Il bazooka mantiene l’identità dello scorso anno e sono visibili vistose branchie che dalla parte laterale scendono fino allo scivolo delle pance.
L’airbox è consolidato con le due orecchie ai lati del roll hop triangolare che servono a raffreddate i radiatori in coda dei servizi e del cambio. Il cofano motore nella parte più alta presenta una pronunciata deriva verticale.
L’ala posteriore è da medio carico con il profilo principale a cucchiaio e un flap mobile piuttosto carico, retto da due supporti laterali sagomati con l’intento di ridurre le resistenza all’avanzamento e puntare ad alte velocità massime.
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