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Mercedes: tre soci alla pari, ma chi decide è Kallenius

Daimler, Toto Wolff e Ineos dispongono del 33% del pacchetto azionario alla pari, ma la Mercedes finché darà il nome al team di F1 ne manterrà il controllo delle scelte politiche. Nei patti para-sociali è definito che la Casa tedesca manterrà il potere decisionale, che non potrà essere messo in minoranza da una teorica alleanza Wolff-Ineos. Mercedes AMG HPP di Brixworth è rimasta totalmente di proprietà Daimler senza influenze dall'esterno.

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Mercedes: tre soci alla pari, ma chi decide è Kallenius

Dopo una lunga trattativa, che si è protratta per tutta la seconda metà del 2020, lo scorso 18 dicembre la Mercedes ha annunciato l’ingresso del gigante della chimica Ineos nel pacchetto azionario della squadra.

Il nuovo assetto societario del team Mercedes AMG F1 ha preso forma dopo la cessione da parte della Casa tedesca (Daimler) del 27% delle sue quote, (passate dal 60 al 33%) e la ridistribuzione del 10% appartenuto a Niki Lauda per un quadro finale che vede Daimler-Mercedes, Toto Wolff e Ineos con un terzo ciascuno delle quote azionarie.

L’operazione della Daimler-Mercedes (che ha capitalizzato con la vendita del 27% delle sue quote quasi 300 milioni di euro) è sembrata un parziale disimpegno dal programma Formula 1, per alcuni addetti ai lavori dovuto ad un interesse approssimativo per il motorsport da parte del CEO, Ola Kallenius.

Le cose, in realtà, sono molto diverse. Alle redini della squadra è cambiato poco o nulla, le decisioni vengono prese negli uffici di sempre, sull’asse Brackley-Stoccarda, con l’unica differenza che da un anno a questa parte al posto di Dieter Zetsche siede Kallenius.

A dispetto di una quota azionaria inferiore, la Mercedes (intesa come Stoccarda) continua ad avere un ruolo molto importante nelle scelte strategiche, e non potrebbe essere altrimenti considerando l’esposizione della Casa tedesca.

Lo chassis-name è pur sempre Mercedes, come Mercedes è il nome della squadra che scende in pista, quindi nulla è cambiato  in termini di coinvolgimento del brand.

E la reputazione di un marchio così prestigioso è garantita da un controllo sulle scelte strategiche a cui Daimler non ha voluto rinunciare, vedendo assecondate le sue richieste.

Il caso Hamilton che sta tenendo banco nelle ultime settimane (ovvero il mancato annuncio del rinnovo del contratto tra Mercedes ed il campione del Mondo) è una conferma di come il ruolo della Daimler sia ancora molto forte, anche dopo la perdita della quota di maggioranza.

Le importanti richieste economiche avanzate da Lewis non si incastrano bene con un momento in cui tutti i vertici di Mercedes (ma soprattutto di Daimler) hanno accettato un taglio ai loro compensi, e da qui il protrarsi della trattativa che è comunque destinata ad andare a buon fine.

Chi ha visto nel riassetto societario del team Mercedes una perdita di potere di Kallenius è fuori strada. Fino a quando ci sarà in pista una squadra che porta il nome Mercedes, la Casa tedesca manterrà un notevole potere decisionale, che non potrà essere messo in minoranza da una teorica alleanza Wolff-Ineos.

A questo c’è da aggiungere il controllo totale dei programmi della sede di Brixworth, dove vengono progettate e realizzate le power unit Mercedes che equipaggiano la squadra ufficiale ed i team clienti.

Un feudo di proprietà Daimler al cento per cento, che non è mai stato oggetto di trattative di cessione (anche solo parziale) a conferma dell’importanza che la presenza in Formula 1 riveste ancora oggi nei vertici del gruppo tedesco.

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