F1 | Mercedes: torna in Canada la sospensione posteriore modificata di Imola
La squadra di Brackley sulla pista di Montreal, dove è indispensabile saltare sui cordoli, ripropone la sospensione posteriore che aveva debuttato nel GP del Made in Italy e dell'Emilia Romagna, prima che per due gare (Monaco e Spagna) questa soluzione era stata messa in naftalina per cercare dtverse regolazioni di set up.
Mercedes W16: torna in Canada la nuova sospensione posteriore
Foto di: Bernd Erlhof / circuitpics.de
Non è una novità tecnica, ma il ritorno di una soluzione che non è stata utilizzata in due Gran Premi (Monte Carlo e Spagna): a Montreal la Mercedes ripropone la sospensione posteriore che aveva fatto il suo debutto in occasione del GP del Made in Italy e dell’Emilia Romagna e che era stata bocciata all’Enzo e Dino Ferrari.
La squadra di Brackley era stata chiara: in Italia non si erano visti i risultati che il vice direttore tecnico, Simone Resta, si aspettava, per cui la soluzione è stata messa in “frigorifero” per un paio di appuntamenti, in attesa che si trovassero nel lavoro al simulatore e al banco dinamico le giuste regolazioni di setup per trarne il vantaggio per cui è stata pensata.
Mercedes W16: la vecchia soluzione della sospensione posteriore
Foto di: Antonia Vandersee / circuitpics.de
Kimi Antonelli e George Russell hanno preferito tornare alla sospensione standard per Monaco, mentre si proseguivano le analisi virtuali e fisiche per capire meglio come sfruttare una modifica importante del retrotreno.
La Stella ha lavorato nella stessa direzione in cui andrà la Ferrari con l’attesa sospensione posteriore che farà il debutto sulla SF-25 nel GP di Gran Bretagna. L’attacco del braccio anteriore del triangolo superiore è stato ancorato molto più in basso per aumentare l’effetto anti-squat, vale a dire l’abbassamento del retrotreno in accelerazione.
Siccome la pista cittadina dell’isola di Notre Dame è un tracciato definito come stop and go, con violente frenate in fondo ai rettilinei e con accelerazioni bruciati dalle basse velocità nelle quali è possibile esaltare le doti di trazione della W16.
Si parla di un fissaggio del braccio più basso di circa 30 mm e non è escluso che si siano fatti dei rinforzi all’ancoraggio alla scatola del cambio per trovare i valori di rigidezza necessari a dare la giusta stabilità alla freccia nero e argento.
L’intenzione è di sfruttare meglio la meccanica della W16, per aprire la finestra di funzionamento delle gomme, superando il problema del surriscaldamento degli pneumatici sulle ruote motrici, visto che la Mercedes non riesce a ripetere nei run di gara le prestazioni che emergono nel giro secco.
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