Mercedes superiore con Lewis, Red Bull con le spalle al muro

Il GP di Spagna ha dato una mazzata alle ambizioni della Red Bull che è giunta a Barcellona nella convinzione che la RB16B fosse la monoposto migliore. Hamilton ha dimostrato che non è più così e grazie a una perfetta combo di pilota, vettura e strategia la W12 ha centrato la terza vittoria in quattro appuntamenti. Il distacco in classifica mondiale è solo di 14 punti, ma la deriva della stagione è già tornata in mano alla Stella.

Mercedes superiore con Lewis, Red Bull con le spalle al muro

Dopo le prime quattro gare del mondiale 2021, finora bellissimo, Lewis Hamilton può contare su un vantaggio di 14 punti su Max Verstappen.

Meno di un terzo posto, ma non è l’aritmetica a preoccupare la Red Bull, bensì la prova di forza confermata oggi dal tandem Mercedes-Hamilton sul circuito di Catalunya.

L’adrenalina, che non è mancata durante i 66 giri di gara, non aiuta a leggere la corsa nel modo corretto. È vero che Verstappen è sembrato in lotta per il successo per lunga parte del Gran Premio, ma di fatto il destino dell’olandese (per quanto riguarda le possibilità di salire sul gradino più alto del podio) era scritto dopo i primi venti giri.

“Avevamo le spalle al muro - ha commentato Helmut Marko – nel primo stint abbiamo visto che Lewis era in grado di restare ad un secondo da Max senza accusare problemi alle gomme, e ci siamo resi conto che ne aveva di più”.

Quando Verstappen al giro 24 è entrato ai box per il pit-stop, la Mercedes non ha reagito subito, deciso di tenere in pista Hamilton per altre quatto tornare. È stato il primo tentativo mirato a creare una differenza di condizioni sul fronte gomme senza la quale passare a Barcellona è molto difficile.

Hamilton è tornato in pista a sei secondi da Verstappen, gap azzerato in cinque giri, ma lo slancio non è stato sufficiente ad avere la meglio sulla Red Bull.

A quel punto la Mercedes ha deciso di puntare con decisione sulla seconda sosta (opzione tenuta aperta a causa di un degrado delle gomme maggiore del previsto) richiamando Hamilton ai box al giro 42.

Lewis è tornato in pista con un ritardo di 22 secondi da Verstappen, ed è iniziata la rincorsa conclusa 18 tornate dopo, quando di slancio Hamilton ha preso il comando della corsa.

Hamilton avrebbe anche voluto fermarsi una terza volta per provare l’assalto al giro più veloce (dopo il pit effettuato da Verstappen alla tornata numero 61) ma dal muretto box è arrivata una risposta breve e convincente: “Negativo, Lewis”.

Il campione del Mondo non ha fatto storie, godendosi gli ultimi giri di una gara in cui il suo contributo è stato all’altezza di un campione del Mondo. Per trasformare una strategia aggressiva in qualcosa che assomiglia ad un capolavoro tattico servono una buona idea ed un’ottima monoposto, ma anche un pilota capace di sfruttare tutto al meglio.

“Vai Lewis, lo hai già fatto in passato”, è stato il messaggio dell’ingegnere Peter Bonnington al suo pilota dopo il secondo pit-stop, riferendosi al Gran Premio d’Ungheria del 2019, conclusosi con lo stesso risultato.

I piani Mercedes prevedevano l’aggancio a Verstappen al giro 62, ma in realtà due tornate prima Hamilton era già al comando della corsa.

Il bottino di tappa ha visto Sir Lewis allungare di soli sei punti su Verstappen (suo il giro più veloce) ma in Red Bull non l’hanno presa bene, e la prova è arrivata dai team radio seguiti dopo la bandiera a scacchi e dai volti visti nel box.

Nell’arco di otto giorni le ambizioni di Verstappen, Marko e Christian Horner hanno subito un duro colpo, e l’unica buona notizia in prospettiva è la prossima tappa in calendario, ovvero Monte Carlo.

Un terreno di caccia ideale per la RB16B, che sulle strade del Principato cercherà una rivincita che inizia ad assomigliare ad uno spartiacque per la stagione in corso.

Quella monegasca doveva essere la tappa dell’allungo, invece i verdetti di Portimao e Montmelò hanno ribaltato i piani, ed ora il weekend nel Principato è diventato un salvagente per tenere aperte le speranze in chiave iridata.

L’aritmetica, come detto, è lontanissima dal pronunciare i suoi verdetti, mancano moltissime gare, tanti ostacoli che tutti dovranno affrontare (come l’affidabilità delle power unit) ma il feeling dopo il weekend di Barcellona indica una direzione ben conosciuta (da ben sette anni) a tutti coloro che seguono la Formula 1.

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