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F1 | Mercedes sorride: la vecchia sospensione ha ridato fiducia, ma è l’unico fattore?

Dopo settimane difficili, la Stella e i suoi piloti hanno ritrovato fiducia a Budapest, anche grazie al ritorno della vecchia sospensione, che avrebbe reso la vettura più stabile e prevedibile. La prestazione di Russell è la conferma del buon weekend, ma l'inglese ha voluto parlare con prudenza, anche perché ci sono altri fattori da considerare.

George Russell, Mercedes

Dopo diversi weekend deludenti, in cui solo George Russell era riuscito a limitare i danni, la Mercedes si è finalmente “risvegliata” durante il fine settimana in Ungheria, con un terzo posto fondamentale, non tanto per il risultato in sé, ma perché permette al team di approcciarsi alla pausa estiva con meno dubbi e qualche sorriso in più.

La tappa magiara rappresentava infatti una sorta di crocevia per la Stella, un’ultima spiaggia per fare chiarezza su cosa non stesse funzionando con la W16 aggiornata. In questo senso, la squadra ha messo in discussione alcune delle novità introdotte negli ultimi appuntamenti, a partire dalla nuova sospensione posteriore, finita sotto la lente di ingrandimento già qualche mese fa.

Già bocciata una prima volta dopo Imola, ma poi riproposta in Canada, la nuova sospensione ha continuato a suscitare sospetti. Alla vigilia di Budapest, Mercedes ha quindi deciso di accantonare la nuova specifica a favore della configurazione usata a inizio stagione. Una scelta volta non solo a tornare su una base tecnica più collaudata, ma anche a restituire fiducia ai piloti.

Lando Norris, McLaren, George Russell, Mercedes

Lando Norris, McLaren, George Russell, Mercedes

Foto di: Simon Galloway / LAT Images via Getty Images

Sebbene la sospensione aggiornata presentasse alcuni vantaggi, come una maggiore stabilità in frenata grazie a una diversa geometria, secondi i feedback dei piloti pare abbia introdotto effetti collaterali indesiderati, su tutti un posteriore più instabile in ingresso e percorrenza delle curve ad alta velocità.

“Se guardiamo alle ultime tre piste, le prestazioni nelle curve veloci non sono state all’altezza. I piloti hanno parlato di mancanza di stabilità in ingresso curva e di una fiducia ridotta nella vettura”, ha spiegato Andrew Shovlin nel weekend ungherese.

Un aspetto che ha tolto tanta fiducia ai piloti, soprattutto ad Andrea Kimi Antonelli che, complice il suo stile di guida più aggressivo negli input e la sua minor esperienza, ha patito l’instabilità al retrotreno più del compagno di squadra, bravo nel limitare i danni prendendosi anche qualche rischio in più a livello di setup, come si è visto in Austria, Gran Bretagna e Belgio.

George Russell, Mercedes

George Russell, Mercedes

Foto di: Sam Bloxham / LAT Images via Getty Images

Criticità che non sono emerse, ad esempio, in Canada che, con le sue forti staccate e le numerose curve medio-lente, ben si adattava a determinate peculiarità della nuova sospensione.In parte, lo stesso si può dire per l’Hungaroring, sebbene con dinamiche differenti.

Il tracciato di Budapest, infatti, è composto in prevalenza da curve a media e bassa velocità, e presenta pochi punti in cui l’instabilità del posteriore tende a emergere con forza diventando molto limitante, a differenza di quanto avvenuto nei round precedenti. C'è però un secondo elemento da considerare, ossia il carico aerodinamico: su piste come Red Bull Ring, Silverstone e Spa, la tendenza è quella di scaricare le ali per privilegiare la velocità sul dritto. Una scelta che può accentuare il movimento del retrotreno.

La filosofia Mercedes durante questa stagione è sempre stata quella di puntare verso soluzione che le garantissero del margine sugli allunghi per compensare parzialmente quanto perso in curva. Un approccio evidente, ad esempio, a Spa, dove la W16 ha fatto segnare i migliori parziali in Q3 nei settori 1 e 3, ma ha lasciato circa un secondo nel tratto centrale più guidato.

Al contrario, Budapest permette di seguire la filosofia opposta. Con rettilinei più corti e tante curve lente, tutti, Mercedes inclusa, hanno optato per ali cariche. E un maggior carico al posteriore contribuisce naturalmente a migliorare la stabilità, come evidenziato anche dalla prestazione dell’Aston Martin, che proprio all’Hungaroring ha ottenuto il suo miglior risultato stagionale. Qualcosa che va oltre il semplice spostare il bilanciamento aerodinamico tra anteriore e posteriore come la Stella aveva tentato altrove, dove però la coperta era più corta.

George Russell, Mercedes

George Russell, Mercedes

Foto di: Alastair Staley / LAT Images via Getty Images

Tuttavia, gli ingegneri della Stella si sentono ben fiduciosi che, anche su un tracciato non presenta tratti ad altissima velocità, siano stati raccolti dati sufficienti per farsi un’idea più chiara sui benefici apportati facendo un passo indietro sulla sospensione. Questa rimarrà la "base" anche per il resto della stagione, perché il team ha confermato che non porterà altre grosse novità prima della fine della stagione.

Su questo fronte, Mercedes ha tratto indicazioni positive e sembrano averla riportata nella posizione in cui era fino a qualche appuntamento fa, ma questo non significa che la W16 sia improvvisamente "rinata". Anche in Spagna, dove era stata utilizzata la vecchia sospensione, la Mercedes si era imposta solamente come quarta forza. Non a caso, George Russell, dopo il podio ungherese, ha preferito non sbilanciarsi, sottolineando anche l’influenza di fattori esterni. 

Le temperature, calate sensibilmente dal venerdì alla domenica, hanno sicuramente aiutato a contenere il degrado delle gomme, riducendo il vantaggio di alcuni avversari. È chiaro che, con asfalto più caldo, il margine della McLaren si sarebbe ampliato e che si sarebbero amplificate anche le difficoltà della Stella. Non sorprende che in qualifica si siano visti i distacchi più contenuti dell’intera stagione tra i primi dieci.

“Abbiamo fatto un passo indietro sugli aggiornamenti, ma è stato anche un weekend piuttosto particolare. Basta guardare i risultati della McLaren: l’ordine d’arrivo dal terzo posto in giù è stato piuttosto insolito. Ovviamente Max era fuori posizione, e anche le Aston sono andate meglio del previsto. Quindi non credo si debba esagerare nell’interpretare questo risultato. Ma, in termini di prestazione pura, è stata la nostra miglior gara della stagione, Canada a parte”, ha commentato Russell.

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