Mercedes: scelto l'azzardo anziché credere nel potenziale W12

Il quinto posto di Hamilton nel GP della Turchia non ha soddisfatto né Lewis, né la squadra di Brackley che si è lasciata ingolosire dalla possibilità di puntare a qualcosa di più del quarto posto che era nelle simulazioni della squadra. Lo staff di Wolff non ha creduto nella superiorità mostrata in pista dalle frecce nere, cercando di tirare fuori il coniglio da una strategia più estrema che non ha pagato.

Mercedes: scelto l'azzardo anziché credere nel potenziale W12
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Due settimane fa, a Sochi, Max Verstappen a causa dell’utilizzo della power unit numero 4 aveva concesso a Lewis Hamilton sette punti nella classifica mondiale. La Red Bull ha accolto quel bilancio di tappa come una vittoria e, in generale, tutti hanno considerato la piazza d’onore russa come una vittoria, sia per Verstappen che per la Red Bull.

Oggi a Istanbul in uno scenario simile, Hamilton ha ceduto a Verstappen otto punti, una lunghezza in più rispetto al bottino di Max a Sochi, eppure sia Lewis che la Mercedes non sono sembrati per nulla soddisfatti del risultato finale.

I motivi della delusione vista in casa Mercedes (nel lato box di Hamilton) ci sono tutti, perché il potenziale confermato dalle due W12 questo weekend sull’Istanbul Park è stato di gran lunga il migliore in assoluto.

Secondo le simulazioni della Mercedes, la partenza dall’undicesima posizione avrebbe dovuto consentire a Hamilton di puntare alla quarta piazza finale, ma la variabile ‘pista’ (grande protagonista del pomeriggio turco) ha spostato più volte l’ago della bilancia. In alcuni momenti della corsa Lewis è sembrato alle prese con qualche difficoltà, in altre si è confermato il più veloce facendo intravedere la possibilità di puntare al podio.

Quando al giro 36 la Red Bull ha richiamato ai box Verstappen (in quel momento in seconda posizione a 5”8 dal leader Bottas e 2”140 davanti a Leclerc), Hamilton era quinto nella scia di Perez, a 26 secondi dal compagno di squadra.

Lewis era arrivato nella scia del messicano al trentesimo giro, ma con il set di intermedie messo a dura prova dalla rimonta scattata allo spegnersi del semaforo. Hamilton ha provato a passare di slancio la Red Bull, ma Perez ha risposto con decisione mantenendo la quarta piazza.

Dopo Verstappen sono rientrati ai box Bottas, e Perez, e a questo punto la Mercedes ha chiesto ad Hamilton di prepararsi alla sosta.

“Non mi sembra una buona idea”, ha risposto Lewis, in quel momento quarto dietro a Charles Leclerc (leader, ma ancora senza sosta) Bottas e Verstappen. In questo frangente il muretto della Mercedes, non ha insistito molto con Hamilton, lasciandogli di fatto una finestra decisionale: “Abbiamo ancora margine su Gasly per poter fare il pit-stop in tranquillità”, ha comunicato Peter Bonnington a Lewis. E Hamilton ha tirato dritto, attirato dalla possibilità di puntare al successo (qualora la pista fosse diventata da slick) o al podio nel momento in cui si sarebbe fermato Leclerc.

Lewis Hamilton, Mercedes W12, Sergio Perez, Red Bull Racing RB16B

Lewis Hamilton, Mercedes W12, Sergio Perez, Red Bull Racing RB16B

Photo by: Glenn Dunbar / Motorsport Images

Sia gli strateghi che lo stesso Hamilton hanno deciso di giocare d’azzardo (come poi dimostrato dal crollo degli pneumatici di Esteban Ocon, unico pilota a provare a completare la corsa senza pit), sottovalutando il potenziale tecnico della monoposto.

Con gomme fresche Hamilton avrebbe avuto la possibilità di giocarsi alla pari la posizione con Perez, piazzamento che dopo il pit-stop di Leclerc sarebbe stato la terza posizione. La Mercedes si è confermata la monoposto di gran lunga più veloce, ma paradossalmente la stessa Mercedes non ci ha creduto più di tanto.

La beffa finale per Lewis è arrivata al momento in cui è stato richiamato ai box (giro 50), questa volta in modo perentorio a causa dei timori emersi sulla tenuta della gomma, dopo l'allarme lanciato anche dalla stessa Pirelli.

Tornato in pista, Hamilton ha spinto subito al massimo per difendersi da Gasly, uno slancio che lo ha portato nella scia di Leclerc, ma il giro successivo ha pagato un prezzo elevato. La pista, ormai molto vicina al cross-over con le gomme slick, ha messo a dura prova gli pneumatici posteriori, ed è emerso un graining che ha rallentato di colpo la Mercedes numero 44. I piloti che avevano effettuato le soste tra il giro 36 ed il 40, erano tornati in pista con una condizione d’asfalto più umida, subendo questo problema in forma molto più ridotta.

Hamilton negli ultimi tre giri ha risposto all’assalto di Gasly ma ormai era troppo tardi per provare ad attaccare il quarto posto di Leclerc. Dopo la bandiera a scacchi l’ingegnere Peter Bonnington si è scusato via-radio con Lewis, rimasto in silenzio fino al rientro ai box.

L’arrabbiatura iniziale, motivata dalla convinzione che sarebbe stato giusto restare in pista fino alla bandiera a scacchi, è sfumata quando gli ingegneri hanno mostrato a Lewis il crollo di Ocon, ovvero il rischio a cui sarebbe andato incontro se avesse provato a concludere i 56 giri in programma senza fermarsi ai box.

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“Il fatto è che la pista si stava asciugando – ha spiegato Hamilton un’ora dopo la bandiera a scacchi - non sapevamo quando sarebbe diventata da slick, ma lentamente si stava asciugando. Quando ho visto tornare tutti ai box per montare un secondo set di intermedie ho sperato che la pista potesse asciugarsi costringendo tutti ad una seconda sosta per passare alle gomme slick".

"Forse avremmo potuto fermarci prima, quando sono arrivato nella scia di Perez, ma a quel punto della corsa era impossibile capire se la pista si sarebbe o meno asciugata. Inizialmente è stato frustrante perché mi sono visto potenzialmente in seconda posizione, ma ora non sono contrariato in merito a quanto abbiamo fatto. Ne abbiamo parlato in squadra e non ho molto da dire al riguardo, abbiamo conquistato dei buoni punti per la squadra e torneremo a lottare la prossima gara”.

“Penso che giudicare le chiamate sia sempre molto difficile – ha aggiunto Toto Wolff - avremmo potuto operare in modo molto conservativo e fermare Lewis insieme a Verstappen e Perez, e probabilmente avremmo lottato per la quarta o la terza posizione. Ma c’erano altre opzioni, e ci abbiamo provato. Con il senno di poi sarebbe stato corretto fermarsi dieci giri prima e giocarcela in pista, forse Lewis sarebbe finito sul podio, ma ci siamo fatti attirare dalla possibilità di fare qualcosa in più”.

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